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Gli alfaniani

Nasce Alternativa popolare
E a Palermo si spacca già


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Il partito cambia nome, incassa nomine e alle amministrative andrà diviso.


PALERMO – Dalle ceneri di Ncd è nata nel fine settimana Alternativa Popolare. Il partito di Angelino Alfano cambia nome. Cercando una strada per la sopravvivenza nella prossima legislatura. Un piano B nel caso in cui l'investimento sul Pd di Renzi andasse in fumo. L'idea è quella di creare un polo centrista di post-democristiani (e liberali e moderati e affini): da qui il richiamo nel simbolo e nel nome al Partito popolare europeo. Un quarto polo che si presenti come alternativo ai grillini, alla sinistra e alla destra “lepenista e sovranista” alleata di Forza Italia, ha spiegato il ministro degli Esteri. Certo ci vorranno i voti per superare gli sbarramenti del 3 nazionale e dell'8 a livello regionale. E così Alfano e i suoi, che fin qui sono andati forti sulle poltrone e un po' meno sui voti, si rivolgono ad altri cespugli della diaspora Dc e a centristi di nuovo conio, dai casiniani dei Centristi per l'Europa (quelli che in Sicilia sono guidati da Gianpiero D'Alia e come gli alfaniani stanno al governo con Rosario Crocetta), all'Udc di Lorenzo Cesa, agli aspiranti leader di centrodestra di ieri e dell'altroieri come Stefano Parisi o Raffaele Fitto, ai Moderati di Portas e al movimento di Flavio Tosi. “La nostra scelta è quella del popolarismo europeo, il nostro avversario è l'area anti-Ue, lepenista, radicale", ha spiegato Alfano.

Intanto il governo, archiviata sabato la pratica battesimo del partito del ministro degli Esteri, si concentrava sulla tornata di nomine sulle poltrone strategiche nelle spa di Stato, dove tra gli altri ha ottenuto la riconferma della poltrona all'Eni l'avvocato Andrea Gemma, molto vicino ad Alfano.

Ma se sulle nomine l'ex Ncd oggi Ap dimostra di non aver perso smalto, ora resta da capire quale sarà la sua performance elettorale. Un primo test ci sarà a breve a Palermo, dove la neonata Alternativa popolare dovrebbe teoricamente contare su un peso maggiore rispetto ad altre zone d'Italia. Qui però le premesse non sono le migliori. Il partito infatti è diviso, con un pezzo orientato a sostenere Leoluca Orlando, piazzando dei candidati in una lista comune con il Pd e un altro, quello che fa capo al coordinatore regionale Francesco Cascio, che di Orlando, a cui Ncd ha fatto opposizione in questi anni, non vuole saperne. E che lavora al non facile progetto di una lista autonoma, che dovrebbe andare ad infoltire la squadra di Fabrizio Ferrandelli. Cascio spera ancora di portare tutto il partito con sé: “Non c'è un accordo nazionale col Pd, non capisco il senso di questa operazione”, spiega. Alfano sul punto tace. E intanto, la sua Alternativa popolare rischia di spaccarsi subito dopo il battesimo proprio nella sua Sicilia.