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Nel quartiere Ballarò

Il palazzo degli orrori di Palermo
Quindicenne drogato e violentato


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Protagonisti un palermitano e un ragazzino extracomunitario. Il racconto agghiacciante.


PALERMO - A Ballarò lo chiamano “lamiera”. È uno dei tanti palazzi diroccati della vecchia Palermo. Le lastre in alluminio dovrebbero impedire l'accesso ed invece sono il triste sipario di un teatro degli orrori. Si danno appuntamento dietro le quinte fatiscenti per consumare rapporti sessuali, tirare cocaina e fumare crack.

A raccontarlo è un ragazzino extracomunitario di 15 anni. L'uomo che lo ha iniziato alla droga e poi violentato - le sue iniziali sono S.L.G, svelarne l'identità al momento comporterebbe rischi per il minorenne - è un palermitano finito in manette. Nei mesi scorsi il ragazzino ha raccontato gli abusi subiti. Si erano conosciuti alla stazione centrale. "MI compri le sigarette?". La mancia di un euro e l'inizio di una frequentazione sfociata negli abusi: "Fai tutto quello che ti dico io o ti ammazzo - è il racconto della giovane vittima - mi ha fatto fumare l'eroina, bere la birra... quindi siamo andati a casa sua, la madre non c'era, quel giorno gridavo, anche di più, e lui mi teneva la bocca tappata, e mi ha minacciato con il coltello... e poi si è messo sopra di me...”. Sono stati i genitori del ragazzino ad accorgersi che qualcosa non andava nel suo comportamento. 

Nel corso di un incidente probatorio davanti al gip Lorenzo Matassa, al pubblico ministero Chiara Capoluongo e al difensore dell'indagato, l'avvocato Renato Ragonese, il ragazzino ha aggiunto nuovi particolari agghiaccianti che hanno fatto emergere l'esistenza di sacche di degrado. L'indagato gli ha chiesto di seguirlo “dietro la piazza che c'era la scalina, vicino al lamiera”. Lamiera cos'è? “È un palazzo rotto... salito in quel palazzetto... si è fatto il tiro con il naso, la coca... la cannuccia per bere l'ha tagliata con i denti e l'ha fatta diventare una cannuccia più piccola... mi ha detto, tieni... e io l'ho tenuto... e mi dice: 'lo devi, tirarla col naso'”.

Il racconto fa tappa in altri luoghi della città. C'è un pub, sempre a Ballarò, dove “siamo entrati in un bagno... lui ha preparato la cocaina con una scheda, e poi ha tirato con la cannuccia, poi mi ha spiegato come dovevo fare, io all'inizio non ci riuscivo e poi ho tirato... sentivo agghiacciato alla gola e amaro”.

Ballarò è un suk della droga. Si trova di tutto. Basta pagare. Andavano assieme da “un africano” a comprare “eroina”. Il ragazzino non conosce il nome del pusher e non saprebbe riconoscerlo. Sono tanti gli spacciatori della zona. Impossibile ricordarne la faccia: “... nella strada che prende per andare all'ospedale dei Bambini, molto più prima... ce n'erano un sacco”. Un sacco di gente che vende un sacco di roba in quella che resta una delle principali piazze dello spaccio della città.