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Agrigento

La protesta per la Provinciale 26
Tanto rumore, poca partecipazione


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Sindaci e studenti in prima linea. FOTO I SOLDI CI SONO MA LA STRADA E' UN DISASTRO

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AGRIGENTO - Tanto rumore ma poca gente alla manifestazione di protesta per le sorti della Strada provinciale 26, che unisce i paesi di tre province (Agrigento Caltanissetta e Palermo) con la statale 189 Palermo-Agrigento. Poco più di cento persone, prevalentemente giovani (FOTO), si sono radunate per protestare contro un iter per l’ammodernamento dell’arteria bloccato dal 2004, nonostante il finanziamento arrivato alla Provincia (oggi Consorzio) di ben due milioni e 600mila euro. I lavori infatti erano già cominciati con l’esproprio di alcuni terreni utili all'allargamento della sede stradale ma non sono stati mai continuati, tra il caos per le sorti delle ex Province e i dettami del Patto di stabilità. Ad organizzare l’evento il sindaco di San Giovanni Gemini, Carmelo Panepinto, che ha sfilato in prima fila insieme ai sindaci degli altri paesi come Vincenzo Giambrone, della vicina Cammarata. Con loro anche i rappresentati di Confcommercio e Coldiretti, associazioni del territorio, preti e il deputato all’Ars Matteo Mangiacavallo. “Ho il dovere di difendere i diritti dei miei cittadini e quelli degli altri paesi - ha spiegato Panepinto –. Mi rincresce che nel 2016 la strada fosse al secondo posto nella graduatoria degli interventi da dover effettuare e poi è stata spostata al decimo posto per decisione della Regione. Io non comprendo come questo sia potuto accadere”.

La protesta si è poi spostata sulla Statale 189, dove i giovani presenti hanno organizzato un sit-in impedendo il traffico ai tanti mezzi che percorrono la Palermo-Agrigento. Proprio loro, infatti, per la maggior parte studenti, subiscono i problemi del cattivo stato della Sp26: gli autobus che li conducono a scuola sono costretti a un tragitto alternativo. Buche, avvallamenti e frane sono le caratteristiche di una strada che non vede cantieri dal 1998 e dove il limite imposto è quello dei 30 km orari. Dopo la protesta, durata fino alle 12, il sindaco di San Giovanni Gemini ha organizzato, insieme con i suoi parigrado degli altri paesi, un consiglio comunale aperto per ribadire ancora una volta la necessità di lavori di ammodernamento che restituiscano alla popolazione una strada essenziale per la viabilità di tanti paesi di montagna, sempre più isolati.