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Inquinamento

Aria irrespirabile a Siracusa
Esposto in procura del sindaco


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, Siracusa
Una panoramica di Siracusa

Le centraline di monitoraggio hanno registrato qualche dato che il Comune ha allegato alla denuncia.

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SIRACUSA - Centinaia di chiamate a polizia municipale, vigili del fuoco e Arpa; aria irrespirabile; cittadini angosciati e inferociti sui social fino a notte fonda a interrogarsi su cosa fare. Ancora un episodio di cattiva qualità dell’aria a Siracusa. I miasmi di chiara natura industriale sono stati avvertiti in maniera intensa per tutta la giornata di ieri, con un picco in serata e stanotte, tanto da indurre stamattina il sindaco Giancarlo Garozzo a presentare un esposto in Procura. “Per denunciare – ha spiegato – l’ultimo episodio di odori molesti di natura industriale avvertito da tutta la popolazione dell'area del petrolchimico”.

Il primo cittadino, che è anche responsabile sanitario, ha aggiunto: “Da tre o quattro giorni avvertiamo cattivo odore ma quanto accaduto ieri sera è stato particolarmente grave: ci sono state crisi respiratorie anche tra i bambini e diverse persone si sono recate al pronto soccorso. Quanto accade da troppo tempo non è più tollerabile. È giunto il momento di adottare contromisure. Tutti i soggetti interessati di assumano le proprie responsabilità”. Agli enti di controllo, Arpa e ex Provincia, oltre alle chiamate di cittadini non è giunta alcuna comunicazione da parte delle aziende del Petrolchimico relativa a guasti o a episodi specifici.

Le centraline di monitoraggio hanno registrato qualche dato indicativo sull’accaduto, che il Comune ha allegato all’esposto: la quantità degli Idrocarburi non metanici (sostanza inquinante di natura industriale) nell’aria è stata sopra il valore soglia di 200 microgrammi per mc per diverse fasce orarie nella zona Nord della città, quella più vicina al Petrolchimico. Anche un anomalo 67 mg per mc di anidride solforosa (So2), inquinante considerato abbattuto nell’area, che di solito viaggia su medie orarie intorno allo zero. Ma i dati più interessanti potrebbero arrivare dalle analisi, in mano all’Arpa, di un campionamento dell’aria che la polizia municipale ha effettuato intorno alle 23 con uno strumento mobile, a seguito delle numerose segnalazioni.

Come ribadito, infatti, dal dirigente del settore Tutela ambientale della ex Provincia, Domenico Morello: “Probabilmente si è trattato di sostanze che non si vedono con gli strumenti tradizionali”. Verrà utilizzato uno strumento specifico, che si chiama Airsense, per scovare sostanze solforate, di derivazione industriale, che non sono normate, perciò non vengono monitorate dagli strumenti ufficiali. Il problema dell’aria del Siracusano, infatti, messo nero su bianco dall’Arpa lo scorso ottobre, è che soffre della presenza di inquinanti presenti nei più recenti processi di lavorazione industriale, ma assenti dai tabellari di legge. Nessuno, insomma, può valutarne i limiti di emissione e nessuno ne conosce l’impatto sulla salute. Non ci sarebbe nemmeno l’obbligo a monitorarli.

L’Arpa, scrivendo al ministero dell’Ambiente e all’Istituto superiore di sanità, con una nota firmata anche dal direttore generale Francesco Licata di Baucina, chiedeva a ottobre 2016 “un aggiornamento della normativa sugli inquinanti” e “una valutazione sotto il profilo sanitario”. Un deficit di tutela giuridica, oltre che ambientale e sanitaria, sottolineato un anno prima anche dal capo della Procura siracusana, Francesco Paolo Giordano, davanti alla commissione parlamentare sugli Ecoreati. Il sindaco Garozzo, insieme con l’assessore all’Ambiente Pietro Coppa, dopo la presentazione dell’esposto hanno incontrato nella tarda mattinata, il procuratore capo Giordano, per chiedere attenzione e fornire la “massima collaborazione” su eventuali indagini. I nomi di questi composti che ammorbano l’aria del Siracusano sono stati già elencati dall’Arpa nella richiesta di nuovi strumenti di tutela indirizzata al ministero dell’Ambiente. “Si trovano spesso in concentrazioni superiori a quelle riportate dalla letteratura scientifica – diceva Arpa - ma emerge un problema legato alla loro valutazione”. Si sa insomma, che generano fastidio, ma non se ne può quantificare il danno alla salute né il limite di emissione da imporre alle industrie. Il ministero non ha ancora risposto. Dopo l’episodio di stanotte, anche un’interrogazione parlamentare del deputato regionale Enzo Vinciullo e un appello della parlamentare nazionale Sofia Amoddio a tutte le forze sociali e politiche e alle istituzioni di fare “fronte comune per azione di controllo e prevenzione”.