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Lampedusa

Candidata del Pd a sua insaputa
Lo strano caso di Giusi Nicolini


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La "sindaca" in tv: il partito ha un altro candidato. Ma il segretario provinciale di Agrigento: il Pd è con lei.


PALERMO - Candidata del Pd a sua insaputa. Lei è la premiatissima Giusy Nicolini, fresca vincitrice del prestigioso riconoscimento dell'Unesco per lo straordinario sforzo di accoglienza e umanità che ha reso l'isola delle Pelagie un faro di speranza e altruismo nell'Europa dei muri e delle paure. La “sindaca” lampedusana, di cui si è parlato anche come una possibile candidata alla presidenza della Regione dopo che Matteo Renzi la volle alla Casa Bianca per la cena da Barack Obama, si ricandida alla guida del municipio dell'isola. Ma alla trasmissione della Rai Gazebo, riportano i quotidiani on line, dice di non essere lei la candidata del Pd. Correrà per "una lista civica di centrosinistra d'ispirazione Pd", ma "il Pd è spaccato a Lampedusa - spiega lei - avrà un suo candidato. In questo momento ci sono quattro candidati: io, l'ex senatrice leghista Angela Maraventano, un ragazzo di destra che ora è 5 stelle e questo qui che è Pd".

Insomma, Nicolini come Ferrandelli, in corsa contro il candidato ufficiale del suo partito? Se così fosse, l'epurazione sarebbe dietro l'angolo, visto il copione andato in scena a Palermo. Ma le cose non stano così. Perché il segretario provinciale dei dem di Agrigento, Peppe Zambito, dichiara chiaro e tondo che Nicolini è “senza alcun dubbio” la candidata del Pd. Anche se, stando a quanto detto dalla stessa in tv, a lei la cosa non era troppo chiara.

“Fino a due anni fa a Lampedusa il Pd vantava due circoli in contrapposizione tra loro – spiega Zambito in una nota -. Una situazione che abbiamo finalmente chiarito, chi si opponeva a Giusi Nicolini oggi non fa più parte del Partito Democratico e non ha nessun titolo per rappresentarlo". E in un'intervista a Fatti Italiani, Zambito aggiunge: "Evidentemente c’è qualcuno che vuole continuare a giocare con il nostro simbolo. Ma è chiaro che chi si candida in liste contro Giusi è fuori del partito!”. E in serata il renziano Davide Faraone rilancia su Twitter: "Con Giusi Nicolini senza se e senza ma".

Insomma, se epurazione ci sarà, ne farà le spese chi si contrappone alla premiatissima sindaca, simbolo dell'accoglienza ai rifugiati. Nella fattispecie Totò Martello, volto storico della sinistra e del Pd a Lampedusa, già sindaco per dieci anni e assessore ai tempi dei missili di Gheddafi. “L'attuale sindaco di Lampedusa ha le idee confuse e non sa di che cosa parla. Non c'è a Lampedusa nessun candidato sindaco del Partito democratico. Semmai chi riceve un premio per la pace non può parlare degli altri candidati con l'espressione 'quello lì'. Io con questo Partito democratico, con questi soggetti che parlano a nome del Pd, non ho nulla a che fare. Nè con Zambito né con la Nicolini – dice Martello -. Io sarò candidato con una lista civica che si chiama 'Susemuni' che non ha niente a che spartire col Pd”.

Riassumendo, Martello, “questo qui” per la sindaca, non è candidato del Pd (“forse l'attuale sindaco si è confusa con qualcuno di un'altra isola”, scherza lui). E Giusi Nicolini lo è per il partito ma si candida fuori dalle insegne dei dem. Che per farla breve riescono a spaccarsi fino all'ultima frontiera d'Europa.