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PALERMO

La mazzetta al dirigente regionale
Libero il consulente del fotovoltaico


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Un frame delle intercettazioni

Era stato intercettato dai carabinieri mentre consegnava i soldi sotto l'assessorato.

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PALERMO - Torna in libertà Salvatore Vincenzo Sucato, consulente di un'impresa che si occupava di fotovoltaico. Aveva ammesso di avere pagato una mazzetta a Salvatore Rando, dirigente del dipartimento Energia e rifiuti della Regione siciliana. Rando, a sua volta, dopo avere parlato di "regalia" per il buon esito della pratica, avrebbe scaricato su altri la responsabilità della mazzetta.

Il giudice per l'udienza preliminare Walter Turturici ha accolto la richiesta degli avvocati Nino Caleca e Giovanni Di Benedetto, che hanno sempre puntato sulla più “morbida” ipotesi dell'induzione alla corruzione. Sucato, che lascia i domiciliari dopo quattro mesi, pagava perché costretto. "Costretto" per evitare che la pratica per l'impianto fotovoltaico di contrada Serra Garofalo, a Ragusa, finisse nel pantano della burocrazia.

Sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale, coordinati dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal sostituto Claudia Ferrari, a registrare il pagamento della mazzetta in diretta. Nel dicembre 2015 Sucato, consulente della Rete Rinnovabile srl, si era dato un appuntamento con Rando per sbloccare l'autorizzazione. Poi, le cimici registrano la consegna del denaro: “... questi sono i tuoi con più... mille e nove, sono tre e nove... aspetta che ho pure cento che le ho prese a parte...”. In totale, tremila e novecento euro a cui Sucato voleva aggiungere altri cento euro che poco prima il figlio aveva prelevato al bancomat. “Se non te li trovi è lo stesso... mica succede niente”, lo tranquillizzava Rando.

L'impianto fotovoltaico di Ragusa non era autorizzato a collegarsi alla linea elettrica. Il Gse (Gestore di Servizi Energetici Spa) non avrebbe potuto erogare gli incentivi previsti dalla legge per la produzione di energia da fonti rinnovabili.