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Palermo

"Era una bimba dolcissima"
Giulia è tornata a casa


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La stanza di Giulia

Un incidente. Una bambina strappata dalla vita a sei anni. Il rientro. Il ricordo.

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PALERMO - “Giochiamo, dai”. Giulia si affacciava ogni mattina. Scostava con le mani la persiana verde del piano rialzato che dà sull'associazione 'Le Balate', in via Mongitore e chiedeva un attimo infinito di attenzione a chiunque passasse. Aveva sei anni. “Giochiamo, dai”. Ora che non c'è più, ora che si aspetta il ritorno a casa del suo corpo, dopo lo schianto che l'ha strappata via all'amore di tutti, ora che una folla commossa ha rinunciato al suo venerdì pomeriggio libero, per essere qui, sotto quella persiana, a contare battiti e lacrime, ora, proprio ora, si avverte lo sprofondo della sua assenza, lì dove prima una bambina sorrideva.

La cronaca nera ha già raccontato molto della tragica fine di Giulia Mazzola, per la fatalità di un incidente. la gente dell'Albergheria aspetta il suo rientro a casa perché vuole immaginarne ancora il sorriso, vuole stringerla e coltivare l'illusione di non averla mai perduta.

Sono tutti qui, sul marciapiede tra l'associazione 'Le Balate' che raccoglie i sogni dei bimbi del quartiere e li trasforma in disegni, in canti, in vita, e il balconcino con la persiana socchiusa. Sono qui, con l'affetto semplice di un popolo che, troppo spesso, strangoliamo nel pregiudizio.

Ognuno ha rinunciato a qualcosa per portare a Giulia il suo pezzetto di generosità. Antonella Tirrito, anima delle Balate, racconta: “L'impresa funebre ha offerto i funerali. I poveri hanno donato per i poveri. Abbiamo messo insieme più di cinquecento euro per le esigenze della famiglia”. Mentre si attende l'arrivo della piccola bara bianca, i ricordi provano a rintracciare la strada difficile della consolazione.

“Giulia aveva il fuoco addosso – racconta Emanuele Busalacchi, volontario dell'associazione -. Voleva fare tutto: diventare una cantante, oppure una ballerina. Cantava spesso la musica di Frozen, la sua preferita. E poi avevano uno sguardo indimenticabile, gli occhi di monelleria dei bambini che sanno sempre di avere combinato qualcosa ed è come se ti chiedessero scusa, col candore della loro innocenza. Arrivava tardi, perché era una dolcissima dormigliona, ma la guardavi e dovevi sorriderle per forza, senza rimproverarla”.

Carlo, fratello di Emanuele, aggiunge racconto al racconto: “La mamma, Livia, qualche volta fumava di nascosto al papà, Massimo. Lei si metteva di vedetta e la avvertiva: attenta, mamma, papà sta tornando, butta via la sigaretta”. Massimo e Livia sono due genitori percossi dalla sventura, che stanno affrontando con dignità. “Lui – raccontano – è molto religioso. Ogni mattina va a Messa. Anche adesso, nonostante il terribile dolore, ha invitato tutti ad avere fiducia in Dio, a pregare per la sua bambina, a dire un Padre nostro e un'Ave Maria per lei, per la sua Giulia”.

Nel cuore delle Balate c'è una stanza dedicata alla tenera dormigliona che non voleva svegliarsi mai. Sul muro, ogni minuscolo ospite del centro ha stampato una copia della sua mano, dopo averla impastata nel colore. Era un lavoro iniziato prima della tragedia. C'è anche la manina di Giulia. Ci sono le mani di mamma e papà, a vegliarla. In altri stanzoni, sorvegliati da ombre di draghi, eroi e ali di angeli, ecco i libri a disposizione dei bambini. Qui i sogni vengono protetti, affinché crescano sani e robusti, con i bimbi che diventeranno adulti, perché questa parte di una città dimenticata avrà bisogno di grandi che non scordino di essere stati come Giulia, di avere cantato, ballato e sperato.

Arriva la bara bianca, dalla camera mortuaria del Civico. Qualcuno apre il furgone. Due addetti delle pompe funebri stentano a mantenersi professionali. Nessun lamento basterà. Massimo, il papà, piange e abbraccia Livia, sua moglie. Le lacrime gli inzuppano la magliettina. C'è chi si sente male. Il soccorso si attiva subito. Una bottiglia d'acqua si rende disponibile, grazie a un panaro. La gente applaude. I ragazzi delle 'Balate' si abbracciano. Il dolore che avevi in mente è sempre più leggero di quello che poi devi scontare.

Cadono gocce di pioggia. Massimo e Livia entrano in casa, reggendosi a vicenda. Chi riaprirà la persiana? Da qualche parte, nella stanza dei sogni, c'è un disegno di Giulia: una casetta, un prato, un albero. Lei, bambina amatissima, non è riuscita a completare l'opera, con i colori. Adesso che è tornata, avrà tutto il tempo per farlo. Dai, giochiamo. Apri la finestra, Giulia.