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Il commissario o la Cgil?

Ma il Montalbano della tv
merita più di un museo


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, Cultura e Spettacolo, Ragusa

La questione del museo.

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Tanto si è parlato e tanto si continua a parlare della opportunità o meno di creare un museo dedicato a Salvo Montalbano ma, prima di entrare nel merito dell’intricata polemica analizziamo cos’è questo fenomeno Montalbano, questa quasi follia e perché, in 18 anni, il commissario della riuscita serie televisiva sia diventato una figura ormai familiare, un esempio da seguire, un eroe moderno dotato di umane debolezze e ferrigne virtù; idolo e sogno per una folla di turisti invincibilmente attratti da questo angolo di Sicilia e meravigliosamente pronti ad invaderlo: la festa che i fan hanno dedicato l’altro ieri al ritorno di Luca Zingaretti sul teatro naturale di Marinella sta lì a dimostrarlo.

Bellissima e complessa, la Sicilia avvince, sconvolge, innamora e incanta. Ma Ragusa, l’Isola nell’Isola, comincia a volare davvero quando la casa di produzione Palomar decide di investirci, intravvedendo proprio in questa provincia quel set a cielo aperto che farà da cornice alle avvincenti storie nate dalla penna di Andrea Camilleri. Grande opportunità per una terra che merita e che dimostra di saper meritare. Da 10 anni patrimonio dell’Unesco per il dispiegarsi di quel barocco che ne ha interpretato la capacità di rinascita dopo il disastroso terremoto del 1693; meta e vanto di turismo enogastronomico con i suoi quattro chef stellati; ora dotata, con il nuovo aeroporto di Comiso, anche dell’infrastruttura necessaria per essere compresa nelle rotte turistiche nazionali ed internazionali, la provincia di Ragusa ha tutte le carte in regola per risultare meta di interesse per chiunque intenda vivere attraverso l’esperienza del viaggio il piacere di immergersi in un luogo “altro” dove combinare la concreta realtà del territorio all’emozione di un set, quindi del “non reale".

Però (c’è sempre un “però”) c’è ancora tanto da fare. Manca ancora l’organizzazione del flusso turistico, la definizione di un’offerta che esalti la dorsale culturale del territorio così intriso di idee, tradizione e storia. Più che disfattismo o polemica vorrei che questo mio invito costruttivo, suonasse come un’esortazione, uno sprone a fare di più. Parlo da operatrice culturale, da chi vede e riscontra giornalmente quanto bisogno ci sia di bellezza,di cultura e di incentivazioni turistiche. Purtroppo c'è oggettivamente un scarsa capacità del territorio di sfruttare i beni culturali, di valorizzare le bellezze di cui è piena la Sicilia tutta. Basti pensare alle condizioni in cui versano i musei della zona. A questo punto l’ultima bagarre sul museo di Montalbano rischia di diventare paradigmatica.

Tutto nasce, in verità, da una proposta fatta della stessa Palomar al comune di Scicli che ospita al primo piano del palazzo comunale il Commissariato di Vigata, centro e cuore della fiction. L’idea era, ed è, sostanzialmente, quella di “congelare” un’immagine ormai cara a tutti coloro che amano il personaggio televisivo di Montalbano, lasciandone quindi invariata la scenografia e rendendola fonte di grande attrazione turistica.
Forse la Palomar non aveva considerato che fino a 20 anni fa quei locali del commissariato televisivo avevano ospitato la Camera del Lavoro. Infatti, l’unica risposta, chiamiamola così, alla proposta della Palomar è giunta dalla confederazione sindacale della CGIl, che ha immediatamente rivendicato il diritto dell’ex Camera del Lavoro a utilizzare quegli spazi per una partecipazione sociale aperta a tutti accettando, al massimo, la creazione di un centro di documentazione multimediale sul movimento operaio, democratico e pacifista.

Oltre alla genericità delle argomentazioni, la controproposta sindacale finisce inevitabilmente per mettere in contrapposizione gli spazi dedicati alla partecipazione sociale con quelli destinati ad un luogo visitabile e quindi, per antonomasia, aperto a tutti. La vicenda non sembra ancora conclusa perché il sindaco ritiene che i cittadini di Scicli siano più favorevoli alla proposta che non all'anacronismo della tesi cigiellina. Tuttavia, sarebbe forse il caso di superare le inutili e sterili polemiche e cogliere con entusiasmo l'idea di rendere fruibile a tutti un set permanente così come nelle intenzioni della Palomar.
In mancanza di soldi pubblici si potrebbe elaborare un nuovo modello di governance nella gestione dei beni culturali e di forte interesse turistico. Si potrebbero adottare anche in Sicilia modelli di raccordo tra soggetti pubblici e privati, per aumentare l’efficienza della gestione e per consegnarla al giudizio di quel gradimento di pubblico che potrà decretarne il definitivo decollo o l’inesorabile declino. Nessuno può e deve negare il ruolo avuto dal sindacato nella storia politica e sociale della Sicilia. Al tempo stesso però nessuno può e deve negare il ruolo che Montalbano ha avuto nella promozione e nel rilancio di un territorio che ha trovato nella fiction lo specchio della propria bellezza e della propria capacità imprenditoriale. La creazione del museo, in una terra che è già un museo a cielo aperto, sarebbe l’unica medaglia che questa terra potrà appuntare al petto di un commissario inventato per la tv.