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PRIMARIE PD

Seggio "occulto" a Gela
La commissione annulla il voto


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I carabinieri sono intervenuti quando il presidente del seggio ha aperto una nuova postazione.

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GELA (CALTANISSETTA) - Scontro a colpi di carta bollata, alle primarie del Pd, a Gela, tra le fazioni che sostengono i tre candidati, Renzi, Orlando e Emiliano, a causa dell'apertura inaspettata di un seggio che esponenti dei movimenti "Sicilia Futura", facente capo a Salvatore Cardinale, e del "Megafono", fondato dal governatore Rosario Crocetta, hanno definito "occulto" e "abusivo". Un esposto è stato presentato dai ricorrenti alla magistratura, con la richiesta di annullamento delle votazioni, che a Gela si svolgono in un unico gazebo in piazza Martiri della Libertà. Nella fase più acuta dello scontro verbale sono stati chiamati i carabinieri per impedire che il diverbio degenerasse, mentre la gente affluiva numerosa alle quattro postazioni del seggio.

In serata la notizia il voto a Gela è stato annullato dalla commissione nazionale per il congresso. La notizia è stata comunicata all'unione provinciale del Pd di Caltanissetta. A Gela alle 13 avevano votato circa 1200 persone. Molte avevano pagato per votare. Gela è il comune del governatore Rosario Crocetta che è stato sindaco della cittadina.

Il plico con i voti raccolti fuori dal gazebo in un circolo del Pd attiguo ma bloccati in tempo da alcuni rappresentanti di lista non può invalidare le primarie a Gela. È la posizione della lista Emiliano pronta a presentare un esposto e un ricorso al Tar. L'indicazione della lista Emiliano è quella di procedere con lo scrutinio e i relativi verbali perché il plico con le schede raccolte è stato isolato in mattinata quando sono intervenuti pure i carabinieri dopo la denuncia del Megafono. "Mentre si annulla il seggio di Gela, negando il diritto al voto a migliaia di cittadini, si permette che a Mussomeli si voti nella sede di Sicilia Futura, che in queste primarie si è insediata abusivamente", afferma Pino Apprendi coordinatore regionale dell'area Emiliano in Sicilia.

La bagarre è iniziata quando si è saputo che il presidente del seggio elettorale, Giorgio Donegani, per facilitare le operazioni di voto, ha disposto l'apertura di una quinta postazione all'interno dell'adiacente primo circolo del Pd, riservato agli iscritti al partito. Esponenti di Sicilia Futura, che sostengono Renzi, e i sostenitori di Emiliano hanno contestato l'apertura di quel seggio sostenendo che nessuno ne era stato informato. E quando si stava per chiuderlo e si pensava di trasferire le schede votate nelle urne delle quattro postazioni ufficiali è successo un pandemonio. Allora presidente, scrutatori e rappresentanti dei candidati hanno deciso di sigillare e di considerare nulli quei voti della sezione "abusiva", con la riserva di legge dei ricorrenti perché l'intera votazione venga ritenuta nulla. Contrari, perché le operazioni di voto si sarebbero svolti secondo regolamento, il presidente, Giorgio Donegani, il figlio, Miguel, ex parlamentare regionale, che sostengono Renzi, e il deputato regionale Giuseppe Arancio con l'ex parlamentare, Lillo Speziale, che sostengono Orlando. Le operazioni elettorali proseguono ora regolarmente in un clima apparentemente calmo.

"Bene abbiamo fatto a denunciare le irregolarità isolando il plico ma non si può assolutamente invalidare il voto nel gazebo di Gela perché si consumerebbe una doppia ingiustizia, prima perché si metterebbe una pietra sopra sull'irregolarità e poi perché si impedirebbe ai cittadini di esprimere il proprio voto", ha detto il senatore del Pd, Beppe Lumia, riguardo a quanto accaduto a Gela.

''L'esecrabile episodio di malcostume politico che, con la creazione di un seggio occulto, inquina le primarie del Pd di Gela ripete, ad opera degli stessi personaggi di sempre, comportamenti tendenti a modificare nelle urne la volontà degli elettori e a coartare la libertà di voto. Condivido la risposta ferma e decisa di quanti hanno sottoscritto formale denuncia dei fatti alla magistratura e con loro attendo l'esito delle indagini che sicuramente saranno serie e veloci''. Lo dice Daniela Cardinale, deputata Pd e capolista della mozione Renzi per le province di Caltanissetta ed Enna, a proposito dei disordini avvenuti a Gela per le schede votate all'esterno del gazebo ufficiale destinato alle primarie. ''Condivido - aggiunge - la decisione delle tante amiche e dei tanti amici che, sdegnati, rifiutano che si prosegua nelle operazioni di voto gestite da chi non ne ha saputo o voluto garantire la regolarità e si annullino le primarie gelesi. Confido che gli organi di controllo competenti vogliano prontamente rimuovere le cause di tali inveterati comportamenti che, violando regole, anche di buon senso, arrecano forte danno all'immagine del Partito e alimentano i malesseri che inducono tanti cittadini, loro malgrado, a votare Grillo''.