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LA LETTERA

Appello della mamme dei disabili
"Fateci assistere i nostri figli"


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Foto d'archivio

Un comitato di Aragona scrive al premier Gentiloni.

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PALERMO - "Signor presidente, ogni giorno siamo posti dinnanzi ad una scelta: assistere i nostri figli non autosufficienti o abbandonarli per andare a lavorare. Le chiediamo un gesto speciale per la festa della mamma: impegni il governo a cambiare la norma che non tutela i dipendenti pubblici, come noi docenti e genitori di disabili gravi, dal rischio di essere annualmente assegnati a centinaia di chilometri dai nostri figli".

Inizia così la lettera-appello inviata al premier Gentiloni da Antonella Zammitto, di Aragona, a nome di un Comitato costituito da mamme di figli disabili gravi. Il figlio di Antonella, Andrea, 19 anni, è costretto in carrozzina da una malattia neurodegenerativa, e lei insegna in un paese vicino casa ma l'incarico è a rischio per il prossimo anno scolastico.

"I primi anni - spiega - riuscivo a farcela, ma col tempo il quadro patologico di Andrea è aumentato. L'asettico algoritmo del ministero che ci assegna alle varie sedi non riconosce la gravità della nostra situazione". Per questo, il Comitato ha lanciato una petizione ("Non possiamo lasciarli soli" dalla piattaforma Progressi.org) firmata da oltre 11mila persone e rivolta anche al ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia e a quello dell' Istruzione Valeria Fedeli. Il Comitato chiede la modifica dell' articolo 7 del testo unico sul pubblico impiego in modo da consentire a chi ha figli disabili gravi di lavorare nel comune di residenza.