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Il caso

Stallo sulle nuove farmacie
Iter bloccato aspettando il Tar


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assessorato alla salute, farmacie, tar, Economia

Protesta il Coordinamento dei vincitori del concorso straordinario, che contesta la necessità della sospensione.

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PALERMO - Doveva essere un’opportunità per allargare un settore, quello delle farmacie, storicamente rigido nei confronti di chi vuole mettersi in proprio. Il concorso indetto da una legge straordinaria del 2012 prevedeva l’apertura di nuove sedi in tutta Italia, ma in Sicilia, come in altre regioni del Sud, non ha ancora aperto nessuna nuova farmacia. Il concorso si è arenato in una pozzanghera di carte bollate, e l’assessorato regionale alla Salute, in attesa che il Tribunale amministrativo regionale si pronunci sui ricorsi presentati da alcuni vincitori del concorso, ha bloccato l’iter di assegnazione delle nuove sedi.

La vicenda parte con un decreto straordinario del governo Monti, che abbassò il bacino d’utenza necessario per aprire una nuova farmacia da 4500 persone a 3300. In questo modo si creò la possibilità di aprire circa 2000 farmacie su tutto il territorio nazionale, di cui 222 nella sola Sicilia, soprattutto in zone lontane dai grossi agglomerati urbani o in zone molto popolate ma con poche farmacie. L’assegnazione di nuove sedi farmaceutiche doveva essere decisa tramite un concorso che si sarebbe svolto solo per titoli e autorizzava l’associazione tra più farmacisti: in questo modo diversi partecipanti avrebbero potuto associare i propri punteggi per raggiungere i posti più alti della graduatoria. La legge prevedeva poi l’obbligo, per le Regioni, di predisporre l’apertura di nuove sedi entro un anno, cosa che non si è verificata in Sicilia: “Evidentemente non si sentiva il bisogno di aprire nuove possibilità di lavoro - dice Giuseppe Augello, farmacista e coordinatore del comitato che rappresenta i vincitori del concorso straordinario per le nuove farmacie -, le regioni in cui c’è più bisogno di dare sviluppo, anche attraverso l’indotto portato da nuove farmacie, sono state anche le più lente a fare partire l’iter”.

Stilata la graduatoria dei vincitori, nel 2015, iniziarono i problemi. La legge straordinaria infatti fissava un tetto di trentacinque punti da assegnare alle carriere dei candidati. Se anche ci fosse stato qualcuno con più punti di carriera, dunque, ne sarebbero stati valutati solo trentacinque: questo per favorire anche i partecipanti più giovani al concorso. Lo stesso anno, però, una sentenza della Corte di Stato stabilì che i farmacisti delle zone rurali avevano diritto a più punti in graduatoria come “premio ruralità”. Iniziarono allora i ricorsi al Tar, tutti di partecipanti al concorso che chiedevano la sospensione della graduatoria e il riconoscimento dei punti in più per i farmacisti rurali, a prescindere dal tetto fissato dalla legge straordinaria. Nella sola Sicilia i ricorsi furono più di venti, e il Tar decise per una sospensione della graduatoria, non entrando però nel merito della questione punteggi.

Il provvedimento di sospensione è stato al centro di una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che, racconta Ignazio Tozzo, direttore generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute, “ha evidenziato alcune criticità, ma senza annullare quello che era stato deciso dal Tar”. Il Consiglio ha quindi fissato per la fine di maggio un’udienza al Tar in cui verranno discussi i primi ricorsi, e l’assessorato alla Sanità, che nel frattempo ha portato avanti l’iter e si è fermato solo prima dell’assegnazione delle sedi, ha preferito attendere le prime sentenze. “La decisione, presa dopo esserci consultati con l’avvocatura dello Stato – dice Tozzo – è stata di sospendere per prudenza l’assegnazione. Qualsiasi nostra decisione infatti potrebbe essere cambiata da una sentenza del Tribunale amministrativo, dando luogo ad altri contenziosi”. Nel caso in cui il Tar desse ragione a chi ha fatto ricorso, infatti, l’assessorato si troverebbe costretto a cambiare la graduatoria seguendo l’indirizzo dato dai giudici amministrativi.

Ma il Coordinamento dei vincitori del concorso straordinario contesta la necessità della sospensione. “Le varie udienze al Tar sono dilazionate fino ai primi mesi del 2018 – dice Giuseppe Augello - dunque non ha più senso la sospensione da parte della Regione”. Per Tozzo invece l’assessorato è pronto a qualsiasi scenario, ma è sempre necessario attendere la sentenza: “Noi abbiamo individuato tutte le sedi, siamo pronti a partire con le assegnazioni o a rettificare la graduatoria. Basterà vedere l’orientamento delle prime sentenze per capire come si comporterà in seguito il Tar”. L’attesa è dunque per l’ultima settimana di maggio, quando con le prime sentenze del Tar si capirà quale graduatoria dovrà essere utilizzata per l’assegnazione delle sedi.