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La richiesta dei pm di Palermo

"Soggiorno obbligato per D'Alì"
A Trapani le elezioni nel caos


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I sostenitori di D'Alì riunitisi nel pomeriggio davanti al comitato elettorale

Il senatore Fi incontra Berlusconi: "Persecuzione, campagna sospesa". Miccichè: "Vogliono fermarlo"


TRAPANI - L'atto consegnato venti minuti dopo le 15 di mercoledì, a tre ore dalla chiusura del termine ultimo per la consegna delle liste  per le elezioni al Comune di Trapani: richiesta di soggiorno obbligato da parte della Direzione distrettuale antimafia di Palermo nei confronti Antonio D'Alì, senatore di Forza Italia e candidato sindaco alle Amministrative dell'11 giugno. Un macigno per D'Alì, che nel settembre del 2016 era stato assolto in appello dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per quanto riguarda gli avvenimenti post 1994. Una richiesta, quella dei magistrati di Palermo, inoltrata il 4 maggio, mentre la notifica da parte del Tribunale, con la conseguente fissazione dell'udienza, è arrivata alle 15.20 di mercoledì: un provvedimento che affonda le radici nelle motivazioni della sentenza di secondo grado, in base alla quale i magistrati sostengono la pericolosità sociale di D'Alì.

Immediata la scelta dell'ex sottosegretario agli Interni di volare a Roma per incontrare i vertici di Forza Italia, compreso il leader Silvio Berlusconi: incontro avvenuto oggi. "Il partito c'è e assicura tutto l'appoggio non avendo alcuna intenzione di fare marcia indietro", spiegano dall'entourage del senatore di Forza Italia, che intanto ha sospeso la campagna elettorale per il voto di Trapani. L'intenzione è quella di capire come reagirà l'elettorato, davanti a quella che D'Alì definisce una "persecuzione giudiziaria continua". Un eventuale ritiro comporterebbe infatti la decadenza delle tre liste a sostegno di D'Alì, già presentate al momento della notifica da parte del tribunale: Forza Italia, Psi e Per la Grande città.  Sabato il commissario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, dovrebbe arrivare a Trapani a manifestare il suo sostegno al candidato di Forza Italia, mentre nel pomeriggio un gruppo di trapanesi e candidati al consiglio con le liste di D'Alì si è dato appuntamento nella sede del comitato elettorale, in viale Regina Margherita, per chiedere al senatore di andare avanti. E' in programma anche una manifestazione pubblica in favore di D'Alì.

"Due volte assolto e nuovamente aggredito", sono le parole del senatore di Forza Italia, che parla di "tempistica cadenzata in maniera da precludere ogni alternativa". Un provvedimento, definito "assolutamente imprevedibile e ingiusto", che verrà discusso in udienza a luglio. Secondo D'Alì "il messaggio è inequivocabile: al di fuori del percorso elettorale democratico qualcuno vuole e può far sì che io non possa impegnarmi come sindaco nel far diventare Trapani la città civile ed all'avanguardia per la quale ho sempre disperatamente lottato". E ancora: "Il continuo attacco alla mia dignità dovrebbe allarmare tutti, solo chi ha interesse a non vedere e capire può non chiamarlo una persecuzione che non trova la fine neppure dopo le sentenze di assoluzione". La sospensione della campagna elettorale come conseguenza di un ragionamento: "Pure essendo stato assolto da ogni accusa, anche in appello, ritengo che non potrei condurre le opportune iniziative con questo carico di infamia scaricatomi addosso. Già, io sarei 'socialmente pericoloso'. Per mia sventura io sono solamente 'politicamente da abbattere'".

Intanto, D'Alì incassa il sostegno dei capigruppo di Forza Italia alla Camera e al Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, oltre che del deputato regionale del Psi Nino Oddo, con cui il senatore ha costruito un'allenza elettorale per le elezioni di Trapani ed Erice. "Piena e sincera solidarietà - dice Brunetta -. La decisione della Dda di chiedere l'obbligo di soggiorno per 'pericolosità sociale', nonostante sia stato assolto da ogni accusa, anche in appello, lascia attoniti, anche perché presentata poco dopo la formalizzazione della sua candidatura a sindaco di Trapani. Una coincidenza - prosegue Brunetta - che non può non fare sorgere qualche legittimo sospetto politico. Crediamo nella buona fede e confidiamo nella caparbietà del senatore Antonio D'Alì che, siamo certi, saprà ancora una volta uscire a testa alta da questa ennesima assurda vicenda". Romani, dopo aver parlato di "profondo sconcerto" per il provvedimento richiesto, aggiunge: "Tralascio ogni considerazione sulla tempistica di una richiesta presentata immediatamente dopo la formalizzazione della candidatura a sindaco e che sarà discussa in dibattimento solo nella seconda metà di luglio. Intendo invece rinnovare, anche a nome di tutti i senatori di Forza Italia, la solidarietà e la stima nei confronti dell'uomo, del politico e soprattutto dell'unico che può dare ai trapanesi la Trapani del futuro". Oddo: "E' del tutto evidente che non siamo di fronte alla classica giustizia ad orologeria telecomandata normale, ma addirittura in tempo reale - ironizza -. A caldo ho espresso la mia solidarietà nei confronti di D'Alì per una iniziativa che, per le modalità, ritengo oltraggiosa delle minime regole democratiche di una società civile, quale si picca di essere l'Italia. Il mio essere socialista mi porta ad essere un garantista a tutto tondo e per tutte le stagioni. Ma in questo caso, mi sento di dire che le modalità temporali mettono addirittura in secondo piano gli aspetti giuridici".

*Aggiornamento ore 10.16
"Torna la giustizia alla Hugo Cabret. Con tutti gli orologi sintonizzati sulla nota stazione del pregiudizio politico. Non è difficile pensare che se l'amico Tonino D'Alì non si fosse candidato a sindaco di Trapani, oggi non staremmo a commentare la infondata proposta di misura di prevenzione nei confronti di una persona più volte assolta nei processi che lo vedevano imputato".  Lo dice in una nota Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia, sulla vicenda D'Alì. "Una misura che ha l'evidente intento di bloccare la corsa a sindaco del miglior candidato per la città di Trapani - prosegue -. Un politico amato dalla sua gente, ampiamente scagionato per ben due volte da accuse senza fondamento. Con lo scopo preciso di bloccare la sua campagna elettorale, in attesa di una decisione sulla provocatoria proposta che avverrà soltanto nella seconda metà di luglio. Uno schema che ben conosciamo, per il quale non smetteremo mai di indignarci. All'amico Tonino va tutta la mia solidarietà e quella di Forza Italia in Sicilia, con l'invito a non mollare una partita ancora tutta da giocare. Che, con l'aiuto dei trapanesi che amano la loro terra, possiamo ancora vincere ".