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Wind-3, 300 lavoratori in bilico
L'azienda: "Nessun licenziamento"


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, Economia

L'azienda annuncia che non ci saranno tagli al personale e alle sedi di lavoro.

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PALERMO - Nessun licenziamento nei quattro call center Wind-3. A comunicarlo con una nota è la stessa azienda. "Wind Tre - si legge in un comunicato - dichiara che la cessione del ramo d’azienda relativo a quattro call center interni, comunicata alle organizzazioni sindacali la scorsa settimana, non comporterà alcun licenziamento. L’azienda, inoltre, è disponibile ad individuare, d’intesa con il sindacato, ulteriori garanzie per tutti i dipendenti coinvolti, compreso il mantenimento delle attuali sedi di lavoro, con l’obiettivo di giungere ad un accordo innovativo che rafforzi il settore dei Contact Center in Italia.

In mattinata i sindacati avevano annunciato uno sciopero per il prossimo 14 giugno. A stabilirlo sono state Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil, dopo il nulla di fatto al tentativo di conciliazione avvenuto lo scorso 29 maggio con l’azienda, nel corso del quale i sindacati hanno ribadito il loro no all’ipotesi di cessione di ramo d’azienda del servizio 133 che occupa in Italia 916 persone, delle quali oltre 300 solo nella città di Palermo.

“Abbiamo anche in programma delle manifestazioni che organizzeremo nei prossimi giorni – spiegava nella nota inviata in mattinata dalla Tania D’Agostino segretario organizzativo Fistel Cisl Sicilia e Rsu Wind|3 -, non si può pensare di cedere una parte così importante e qualificata del servizio Wind|3 , come il customer care, così non si fa altro che precarizzare il lavoro e rendere incerto il futuro di questi lavoratori. Gli esempi precedenti di cessione di ramo d’azienda in questo settore non sono stati del resto positivi”. I sindacati hanno dunque annunciato per il 14 giugno lo sciopero dei lavoratori di Wind|3 SpA per l’intero turno di lavoro (otto ore o riproporzionato secondo contratto individuale), e sempre dal 14 giugno fino al 25 giugno l’astensione della reperibilità, del lavoro programmato notturno e delle prestazioni aggiuntive. Non si sa ancora a chi andrebbe ceduto il ramo che riguarda questo servizio, noi continueremo ad opporci a questo stato di precarizzazione, siamo delusi, dopo la fusione che nasceva anche con buoni presupposti dal punto di vista economico e commerciale e con il supporto di accordi siglati a livello europeo, non solo italiano, non ci aspettavamo una decisione di questo tipo”. Mimmo Milazzo reggente Cisl Palermo Trapani conclude “bisogna coinvolgere le istituzioni locali, regionali e nazionali, è una vertenza che solo a Palermo tocca ben oltre 300 famiglie in un settore in cui nonostante si stia cercando di mettere regole certe, si vive sempre nella totale incertezza sul futuro”.