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Intossicazioni e corse in ospedale
Sequestro di tonno e arresti


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, Cronaca, Palermo
Foto d'archivio

Sette intossicati in un giorno all'ospedale Cervello. Ecco la mappa degli interventi.

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PALERMO -  Avevano messo in vendita del tonno mal conservato, poi hanno aggredito i militari. L'operazione dei carabinieri e della Capitaneria di porto è costato il sequestro dei prodotti ittici per duecento chili e l'arresto a tre persone.

I controlli sono scattati tra venditori ambulanti e pescherie palermitane all'Arenella, in via Autonomia Siciliana e via Perpignano, dopo alcuni casi di intossicazione che sono stati registrati negli ospedali palermitani: due a Villa Sofia, sette in un solo giorno al Cervello, dove uno dei pazienti è rimasto ricoverato per diversi giorni. Accusavano nausea, senso di soffocamento e in alcuni casi prurito.

Nove le multe elevate per un valore di ventiduemila euro. All'operazione hanno preso parte anche i veterinari dell'Asp. Tre ambulanti in via Perpignano sono stati arrestati per minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Hanno cercato di bloccare i controlli aggredendo i militari. Il giudice, dopo aver convalidato gli arresti, ha disposto per tutti e tre la misura cautelare dell'obbligo di firma, in attesa del processo. I controlli proseguiranno per arginare un fenomeno sempre più diffuso.

Il tonno per essere messo in vendita, necessita infatti di opportuni controlli sanitari. Spesso l'apparenza inganna e, nonostante l'aspetto gradevole, il prodotto può essere contaminato. In questo caso il tonno sembra fresco perché conserva il suo colore, ma in realtà contiene istamina, una sostanza che si forma negli organismi quando cominciano a decomporsi e che può causare seri problemi alla salute. Spesso, cucinare il pesce non basta: la sostanza risulta presente anche dopo la cottura.