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Canicattì

La morte violenta e atroce di Marco
"Basta col sangue innocente"


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, Agrigento, Cronaca

Dopo l'omicidio, la città è incredula. Le parole del sindaco. E il lutto.

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CANICATTI' (AGRIGENTO)- C’è chi lo proclama eroe, c’è chi vuole intitolargli la strada. Le lacrime di rabbia di chi scrive su Facebook non sono poche dopo l’uccisione di Marco Vinci, il giovane bracciante agricolo di Canicattì, assassinato con due coltellate sabato notte, mentre difendeva una sua amica dall'approccio di un altro uomo oggi accusato dell’omicidio. Si tratta di Daniele Lodato, coinvolto nell’operazione “Panis” volta a sgominare un giro di droga di grandi proporzioni, e già noto alle forze dell’Ordine.

La rabbia e il cordoglio sui social sono due facce dell’incredulità che regna sovrana tra i concittadini che si uniscono al dolore della famiglia. Proprio il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, si fa portavoce del lutto della città, chiedendo a sua volta aiuto al prefetto di Agrigento: “Sangue innocente scorre nella nostre strade e non si trova motivo e ragione per spiegarsi quanto è accaduto – scrive su Facebook proclamando il lutto cittadino - gridiamo il nostro dolore, il nostro sconcerto, ma soprattutto il nostro senso di giustizia. Ora più che mai le Istituzioni, le persone di buona volontà, mentre si interrogano sulla fragilità del nostro territorio, hanno il dovere di impegnarsi con più determinazione, affinché possa crescere una società educata ai valori ed alla cultura della vita, al rispetto delle regole e della convivenza civile, prevalendo sulla cultura della violenza e del degrado”.

Dopo aver espresso la propria vicinanza alla famiglia, il sindaco chiede il supporto del prefetto di Agrigento Nicola Diomede: “Chiediamo al signor Prefetto di convocare con urgenza il Comitato per l'ordine e la sicurezza, per analizzare la situazione in atto ed arginare i fenomeni delinquenziali, perché sia garantita la tutela dell'ordine pubblico della mia città. Questa morte appartiene a tutti noi. Proclamo per il giorno dei funerali il lutto cittadino, come segno di vicinanza alla famiglia, come monito per l'intera città, perché rimanga unita e trovi motivo di speranza nel gesto eroico ed altruista di Marco”.

Sui possibili testimoni del delitto si concentrano le indagini coordinate dal pm Alessandra Russo: tutti coloro che erano presenti, in queste ore, vengono ascoltate dagli investigatori che hanno sequestrato l’arma, un coltello di 35 cm e 26 di lama. Saranno gli inquirenti a ricostruire i dettagli di quanto accaduto in piazza Dante in piena notte, all’uscita di un pub frequentato da giovani e meno giovani, teatro di un omicidio per il quale nessuno riesce a darsi pace.