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L'intervista

"Orlando, Grasso e i fichidindia..."
Le verità spinose di Totò Cuffaro


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buttafuoco, cuffaro, grasso, intervista, Politica

Una chiacchierata con metafora vegetale (dal 'Fatto Quotidiano').

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Pipì a spruzzo. Con Totò Cuffaro, tra fiori caduti e i Bastardoni. Ottimi, questi ultimi. Sono cannoli con le spine. Stessa forma, gusto superiore: “Parliamo, dunque, dei fichidindia che verranno; sono i tardivi”, spiega con sapienza democristiana, “matureranno in autunno, molto più gustosi dei fichidindia di questa stagione, generati dai fiori di giugno”.

 L’immagine è perfetta per la politica.

“Leoluca Orlando diventa sindaco a Palermo – fiore di giugno – e rischia di non diventare uno squisito Bastardone ma solo un ficodindia molle, uno di quelli che vanno poi a sfarinarsi”.

Non si sfarina Ismaele La Vardera?

“Il candidato finto nelle elezioni vere è nel solco di Orson Welles, figurarsi se non gli firmavo la liberatoria”.

Mentre, invece…

“Mentre Pietro Grasso, attuale presidente del Senato, agognato quale candidato dal Centrosinistra per la presidenza della Regione, si guadagna le virtù del Bastardone. Trionfa su tutti i fiori caduti, sopravanza i frutti di giugno e però – per favore – lo sottolinei che l’allegoria è augurale, complimentosa…”

Sottolineato. Sta dunque consigliando la candidatura a Grasso?

“Ho stima e rispetto. Mi avvalgo però della facoltà di non consigliare. I miei consigli alle ultime amministrative hanno scatenato un casus belli, non voglio danneggiare una personalità quale quella dell’ex Capo Procuratore delle indagini che poi portarono alla mia condanna; posso solo ripetere: ha tutte le qualità, riconosciutegli anche, sebbene timidamente, da parte di quell’area centrista dove dialogano gli amici di Angelino Alfano, di Silvio Berlusconi, i centristi di Saverio Romano che sono andati male a Palermo ma che in Sicilia andranno di certo meglio e poi i Coraggiosi di Fabrizio Ferrandelli”.

Non è un consiglio, questo?

“E’ un’analisi; io – ripeto – mi avvolgo della facoltà di non consigliare.”

Pipì a spruzzo, dunque. Ecco un’idea di gioiosa libertà. Cuffaro sta di spalle – “Ho preso l’abitudine che avevo maturato in carcere, aspettando questi giorni giocondi” – davanti a sé ha i filari di fichidindia e sparge la propria pioggia: “Spargo azoto, lo faccia anche lei”.

Si fa perché poi – sono le ore 6,15 – l’aria del mattino stimola e l’ex presidente della Regione siciliana, medico volontario in Africa e contadino in Sicilia, da Cincinnato qual è contempla la riuscita scozzolatura delle piante.

“Spieghiamo la scozzolatura. Si fanno cadere i primi fiori affinché la pianta generi – in autunno – frutti più sostanziosi e duraturi. E come un contadino anche l’elettore pratica questa manipolazione genetica: rinuncia ai ficodindia d’estate – i politicanti del provvisorio – per avere il Bastardone più buono in inverno, i politici fuoriclasse”.

In autunno e in inverno: ci saranno le elezioni regionali e forse anche quelle nazionali.

“L’allegorista è lei, io gioco di traslato”.

E già ne sono caduti di fiori.

“I CinqueStelle sono fiori caduti. A Palermo hanno avuto il 18% ma maturano nella possibilità di diventare Bastardoni”.

E quindi cade il fiore Ferrandelli.

“Fiore scozzolato, Bastardone assicurato”.

…battuto da Orlando in lotta contro il cuffarismo.

“Posso dire che ogni volta che sentivo questa storia mi fottevo dalle risate? Nella sua corsa a sindaco, tra le liste che lo sostenevano, il 70% dei voti veniva dai candidati cuffariani da lui accolti a braccia aperte, senza fiatare”.

I moderati hanno deciso per Orlando?

“Qui non c’è da scozzolare: Leoluca è un democristiano, e sa come fare; i moderati, in Sicilia – per non dire dell’Italia intera, moderata per vocazione – solo il saper aggregare porta a vincere le elezioni mentre, al contrario, in assenza di collante…”

Berlusconi direbbe federatore…

“… buono lui, scozzolato come non mai, torna sempre.”

Come Matteo Renzi?

“Chi pensava di averlo fatto cadere al Referendum rischia di averlo solo scozzolato, pronto a sbucare quale Bastardone.”

Il Centrosinistra ha Grasso, e il Centrodestra?

“Mi avvalgo della facoltà di non consigliare ma non hanno un candidato forte. E Noto. E non nel senso della città, capitale del barocco. Senza una personalità lontana dai partiti i moderati disertano le urne. E così anche un Rosario Crocetta torna a vincere con una percentuale misera. Paradossalmente Orlando è riuscito a fare quello che il Centrodestra non riesce a realizzare.”

A proposito di Crocetta.

“Alt, io non m’iscrivo alla disfida di Barletta contro Rosario al quale – sono convinto – riconosco la specchiata onestà e l’impegno nella lotta alla mafia, ma tutto quello che fa non basta: il PIL è sprofondato, i Fondi europei non sono utilizzati, la disoccupazione aumenta”.

Il proposito, però, nel senso dell’Antimafia…

“Niente distrazioni: è senza dubbio, quello di Crocetta, il governo dell’Antimafia con la patente”.

Come lo fu quello del suo successore, Raffaele Lombardo.

“Ecco, si distrae...”.

E poi c’è l’Antimafia degli imprenditori, Ivan Lo Bello, quindi Antonello Montante…

“Decisamente distratto”.

Certo, l’apoteosi dell’Antimafia è quella di Leoluca Orlando...

“L’alba la coglie distratto. L’antimafioso per eccellenza è il senatore Beppe Lumia che dalla commissione antimafia, dispensandone le patenti, condiziona la politica. Fu lui a fare e disfare il governo Lombardo. Bravissimo, infine, a sfasciargli da dentro la coalizione di centrodestra, fino a non farli mai più mettere insieme.”

Ficodindia o Bastardone che sia, l’Antimafia con la patente è già bella che scaduta…

“E’ finita l’era dei tanti Crocetta nella politica, nell’impresa e nella società”.

Ma lei, infine, non si sente scozzolato?

“Io? Io sono azoto”.