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La direzione regionale del Pd

Il Pd non molla Crocetta
Tutti in attesa del sì di Grasso


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Il segretario dem: "Alle Amministrative battuti centrodestra e Movimento 5 stelle".


PALERMO - Il Pd non lascia Crocetta. Anzi, proverà, in vista della prossima campagna elettorale a raccontare ai siciliani le "tante cose buone fatte in questi anni". E proprio alla campagna elettorale per le Regionali guardano già i Dem che avrebbero individuato schema e nome. Nel primo caso, è lo stesso segretario Fausto Raciti a parlare di "campo più largo possibile". Una alleanza con moderati e centrosinistra, seguendo l'esperienza vincente di Leoluca Orlando. Una coalizione dove il "Pd non punta a essere il partito egemone, ma il punto di riferimento della coalizione". Sul nome, in tanti, nel corso della direzione hanno fatto esplicito riferimento a quello del presidente del Senato Piero Grasso. I Dem sono in attesa del suo sì. Ecco gli interventi nel corso della riunione.

La direzione del Pd - gli interventi

20.10 "Il miglior candidato del Pd per la Sicilia è Pietro Grasso, ci auguriamo tutti che accetti di correre per il bene dell'Isola". Lo dice l'eurodeputato del Partito democratico, Michela Giuffrida, al termine della direzione del partito che si è svolta oggi a Palermo. "Una direzione all'insegna della cautela -sottolinea Giuffrida - durante la quale però c'è stato un grande assente: il programma da sottoporre ai siciliani, il nostro modello di sviluppo per la Sicilia. In attesa che il presidente Grasso sciolga la riserva, e speriamo tutti che la sua risposta sia positiva, dobbiamo affrontare i temi con cui ci presentiamo al nostro elettorato. Con un programma fatto di obiettivi concreti possiamo arginare l'avanzata populista e demagogica dei 5Stelle. Sulla figura di Grasso il partito ritrova l'unitá necessaria e attorno a lui aggrega una coalizione forte e coesa".

19.20 Il deputato Valeria Sudano: "Il nome che non possiamo pronunciare può riuscire finalmente a farci lavorare tutti insieme. Mentre in questi anni ci siamo sempre divisi tra correnti. Il modello Orlando? In realtà lo aveva già fatto Enzo Bianco. Ora concentriamoci su quello che possiamo fare all'Ars, dove si è fatto poco anche perché non c'è un partito. E spero che anche il governo lavori più vicino ai deputati".


18.33 - Prende la parola Antonello Cracolici: "Dobbiamo uscire dalla sindrome di Tafazzi secondo cui in questi cinque anni abbiamo solo perso tempo. Il Pd ha il compito di contrastare le fake news. Non pensiamo di addebitare a Crocetta tutte le responsabilità. L'operazione Ferrandelli non era di piccolo cabotaggio, ma quella di svuotare un mare che è appartenuto al Pd spostando tutto a destra. In un campo che non è più quello di Berlusconi, ma è unito solo dal fatto di essere 'anti-Pd'. Le elezioni di Palermo erano una prova in vista delle Regionali. Se fosse passata quell'ipotesi politica io non so se oggi ci sarebbe ancora il Pd. E si sarebbe andato magari verso una grande alleanza di tutti contro il Movimento cinque stelle. Ma va detto che la Sicilia non è quella di cinque anni fa. Cinque anni fa Monti scrisse a Lombardo chiedendo se era vero che la Sicilia era fallita. E ipotizzò anche il commissariamento. Poi risultò falsa sia l'ipotesi fallimento che quella del commissariamento. Ora non tutti i problemi li abbiamo risolti e a volte siamo stati un po' approssimativi. E mi riferisco ancora alla gestione della crisi di queste ore. Non so a chi giova tutto ciò. Spero sia solo 'pancia'. Altrimenti capiremo di più nelle prossime ore".


18.14 - Beretta, rappresentante dell'are del Pd che fa capo ad Andrea Orlando: "Grasso non dovrà essere un commissario. Penso che tutti dobbiamo sforzarci perché l'opzione Grasso arrivi. Ma dobbiamo anche pensare a una soluzione alternativa. E questa non può non passare da un giudizio sul governo regionale. Se l'ipotesi Grasso non si concretizzerà, quale sarà la strategia?". Interviene il deputato regionale Nello Dipasquale: "In campagna elettorale spiegheremo le tante cose buone fatte insieme al governo regionale e all'Ars. Ci sono state luci e ombre, ma tante cose le abbiamo fatte. L'ipotesi Grasso è la soluzione. Dobbiamo fargli sentire da qui che il Pd lo vuole con forza. Gli assessori regionali andranno avanti fino in fondo".

18.13 - Prende la parola il vice segretario Francesco Marano: "Se c'è un candidato forte, anche la coalizione sarà forte. E viceversa. Oggi ci sono tutte le condizioni per ottenere questi risultati". L'ex assessore Giuseppe Bruno, presidente dell'assemblea Pd e tra i più vicini al sottosegretario Davide Faraone: "La prospettiva del campo largo è certamente opportuna. La proposta che voglio sottoporre alla direzione è quella di fare propria la relazione del segretario Raciti". 

17.54 - Prende la parola Teresa Piccione che esprime la sua soddisfazione per il risultato di Palermo: "Una vittoria politica prima ancora che elettorale. Frutto di una scelta difficile. Che ha portato a unificare il centrosinistra e ad aprire ai moderati".

17.52 - Interviene il vice capogruppo all'Ars Giovanni Panepinto: "Da oggi inizia la campagna elettorale in vista delle Regionali. Da Palermo c'è la sconfitta dei Cinque stelle e dell'idea di mettere belle facce al servizio del Cuffarismo. La coalizione? All'Ars è stato il Pd impegnato a garantire numeri e voti. Ma se manca il confronto col governo regionale, questo progetto attorno a un nome che non facciamo e che è anche in un certo senso un progetto di catarsi, è più difficile. La preoccupazione è che su alcuni punti il gruppo parlamentare non è in grado di dialogare con gli assessori. Anzi in qualche caso abbiamo subappaltato ai nostri alleati la gestione del potere. Alcuni, penso ad Articolo 1 o a Sicilia Futura, punteranno proprio ad aggredire il Pd, al suo consenso. Va bene un Pd coalizionale, ma il mio partito resta il Pd".

17.50 - Interviene Antonio Ferrante: "Ho scritto una lettera al segretario nazionale Renzi e da quella è nato un appello dagli altri circoli. Un partito è tale se i territori sono garantiti. Così ho chiesto che la direzione regionale faccia sua la proposta da inviare a Renzi di tenere in maggior considerazione i circoli e impegna Renzi a organizzare entro il 15 settembre in Sicilia una Assemblea dei circoli".

17.47 - Prende la parola il senatore Beppe Lumia: "Il Pd deve avere un carattere coalizionale. E ha bisogno di una strategia per aggregare un centrosinistra ampio, dentro il quale possono stare tutti i soggetti politici che condividono questo progetto. Dobbiamo recuperare il rapporto con la sinistra vasta, senza per questo creare un conflitto con quel mondo moderato che ha condiviso con noi l'attività di governo. Sappiamo che c'è una personalità a livello nazionale che può metterci tutti insieme. Proprio perché ha l'approccio del 'noi' e non dell''io'. Quella personalità è una grande risorsa che dobbiamo trattare con cura. Adesso dobbiamo lavorare insieme in questo governo regionale per fare le ultime cose che si possono fare e che possono avere un grande impatto sociale".

17.44 - Per Tonino Russo, riguardo all'esperienza nel governo Crocetta, il "Pd non dovrebbe voltare pagina, ma cambiare proprio libro. E il modello Orlando, vorrei ricordare, che non era quello che avevamo deciso, visto che avevamo parlato di primarie e poi volevamo puntare su un candidato sindaco che poi è andato a fare l'assessore di Ferrandelli, cioè Rosi Pennino. A Palermo l'elemento unificante non siamo stati noi, ma è stato Orlando".

17.41 - Secondo Raciti "non serve una idea che si leghi alle logiche nazionali. Ma un progetto ritagliato sul Sicilia. E sul quale dobbiamo chiamare a raccolta i nostri alleati e i nostri potenziali alleati. Serve quindi allargare il campo, mettendo dentro il progetto facce nuove e nuove energie. Non cresciamo frammentandoci e aumentando semplicemente i soggetti in campo. Due le idee su cui dobbiamo lavorare: reinventare noi stessi e proporre alla Sicilia una proposta politica più ampia e più solida. Non possiamo lasciare indietro nessuno. Sarà fondamentale in questo senso l'unità del Pd che non deve proporsi come partito egemone, ma come punto di riferimento di una proposta politica che sorprenda tutti".

17.39 - Per Raciti "dal giorno dopo le elezioni amministrative sono partiti gli endorsement e i comunicati. Il Pd non cerca alibi ed è pronto ad assumersi una responsabilità, allargando lo spettro della coalizione. Non a caso quando da più parti nel Pd è arrivata la richiesta di celebrare le primarie sono stato cauto: non possiamo ridurre la nostra attrattivita' nei confronti di altre forze politiche che chiedono solo di poter discutere. Noi siamo pronti a confrontarci".

17.33 - Secondo Raciti "questa crisi di governo è quindi una 'crisi di crescita'. Adesso abbiamo una responsabilità enorme. Le prossime regionali ci diranno se riusciremo ad andare avanti o se la Sicilia metterà la retromarcia. Sappiamo tutti che è concreta la possibilità di creare una coalizione ancora più ampia di quella sperimentata in questi anni. Non farò nomi".

17.29 - Raciti spiega che "la scelta di allargare il campo è stata fatta in maniera esplicita con un patto sottoscritto dal presidente della Regione che è un iscritto e un dirigente di primo piano del Pd. Quel tentativo fatto col governo politico trova il suo primo risultato nelle elezioni comunali che rappresentano il primo compimento, lo sviluppo di quel modello. Ad esempio la campagna elettorale è stata fondata sul tram che non ci sarebbe stato senza il governo regionale e in particolare senza l'assessore Pistorio. Questo è un dato che dobbiamo valorizzare. Questa stagione, tra decine di contraddizioni ed errori, sta lasciando comunque una Sicilia diversa. Io rivendico quindi le scelte fatte fino a questo momento. Nella prossima campagna elettorale dobbiamo valorizzare le tante cose che siamo stati in grado di fare".

17.21 - Sulla vicenda legata alla giunta Crocetta, Raciti ammette di "avere vissuto questi giorni con grande dispiacere. Avremmo potuto raccontare una vicenda diversa. Non credo che il nostro dibattito pubblico si possa fondare sull'uso delle intercettazioni. Utilizzare intercettazioni senza rilievo penale porta all'avvelenamento del dibattito. Si è innescato quindi un effetto politico a catena che hanno superato le previsioni di tutti, compreso il sottoscritto. E così oggi ci troviamo di fronte alla scelta dei Centristi di uscire dal governo e quella di Alternativa Popolare di seguirli - prosegue -. Era stato proprio il Pd a garantire l'allargamento di quel governo a forze che non avevano corso alle Regionali insieme a noi. Forze che però non intendono rompere il rapporto col Pd".

17.10 - Raciti prosegue affermando che "abbiamo costruito una coalizione ampia. Il tema non è il modello o il laboratorio, ma l'ampiezza delle forze che abbiamo coinvolto. E non ha nulla a che vedere con le dinamiche nazionali. Da queste Amministrative di Palermo possiamo ripartire per guardare avanti in vista delle Regionali, e possiamo dare alla Sicilia una prospettiva vera".

16.51 - Un passaggio poi sulle altre elezioni comunali dell'Isola: "Abbiamo vinto nella maggior parte dei Comuni in cui si è presentato il Pd. Un successo pieno del partito. Il dato politico di queste Amministrative è stata data innanzitutto dalle elezioni palermitane che hanno messo in luce il tentativo di costruire una proposta politica inedita attorno al sindaco Orlando e che ha visto insieme forze anche assai eterogenee. Un risultato che ci consegna la sconfitta di un centrodestra persino più aggressivo del passato: la candidatura di Ferrandelli puntava anche a lusingare il mondo a noi vicino e a dividerlo. Altro dato è la sconfitta del Movimento cinque stelle. Quello che è stato messo in campo a Palermo non ha precedenti e certamente in questo ha influito la capacità di Orlando di interpretare gli umori della città. Ma dobbiamo rivendicare anche il nostro ruolo e l'importanza della coalizione creata in questa occasione. Abbiamo deciso di vincere insieme invece di perdere separati. È stata una scelta di generosità".

16.46 -  È il segretario regionale del Pd Fausto Raciti ad aprire la direzione regionale del partito, all'hotel delle Palme a Palermo. Raciti parte dalle elezioni amministrative. "Non posso non partire da Trapani, per esprimere la nostra vicinanza al nostro candidato Savona, impegnato nella battaglia difficile di superare il doppio quorum per diventare sindaco. Quello di Trapani è un precedente pericolosissimo per la democrazia. Il candidato che rischia di perdere il ballottaggio ha infatti il potere di annullare quella tornata. Serve in questo senso un intervento legislativo".