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Il ritratto

Il subcomandante del 'ciaffico'
Caro Giusto Catania, già ci manchi


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Nell'ora del congedo dell'assessore, possiamo confessarlo: lo rimpiangeremo. Ma non è detta l'ultima parola.


Caro Giusto Catania, nel congedarti dall'incarico di assessore alla Mobilità dell'augusto comune di Palermo - in attesa di futuribili scenari, ricomposizioni e tiri di dadi - hai pronunciato la solenne frase storica: “Mi sono impegnato al massimo”. E pensa se non ti fossi impegnato....

Ma basta, non è questo il momento per rinvangare antiche polemiche sulla conduzione del 'ciaffico'. Come si dice: al nemico che fugge, Ztl d'oro. E poi tu un nemico non lo sei mai stato, sei troppo onesto e perbene per esserlo. Sei stato, sì, un simpatico feticcio, colui con cui prendersela nell'incolonnamento di ogni mattina. E per questo ci mancherai.

Sei stato anche per alcuni – per tanti o per pochi, chissà? - il peggiore assessore alla Mobilità – i maligni infatti chiosano con un perfido 'all'immobilità' – che si ricordi dai tempi della camminata a piedi. O forse no. Le cronache dell'antica Roma narrano le gesta di un certo Iustus Etneus che voleva pedonalizzare l'intera Urbe, infatti scoppiò la celebre rivolta delle bighe. Niente niente era un tuo avo?

Dunque, già ci manchi. Perché?, ti chiederai. Perché non malediremo più nessuno con tanto gusto (Giusto), come è accaduto con te. Era bellissimo, nella nostra pena quotidiana di automobilisti – accartocciati sul cruscotto sotto il sole o con la pioggia - alzare gli occhi al cielo e gridare un liberatorio “CicolpaGiustoCatania!!!!”, allargando le braccia e picchiando il pugno sul volante. Era confortante notare come la maledizione si diffondesse, con un moto sussultorio, tra sportelli e parabrezza.

Tutti: uomini, donne, vecchiette, infanti, cani da riporto, gatti col riportino, tutti tutti, nell'eterno patimento del caos palermitano, partecipavano al rito collettivo dello sfogo. “CicolpaGiustoCatania!!!”. E poi si rilassavano, uscivano dalla borsa termica i tramezzini e le bibite da condividere, si raccontavano cose di famiglia. Il traffico questo è sempre stato quaggiù: una forma di socializzazione sperimentale. Con te, Giusto – per discendenza ideologica – una gigantesca e inesorabile comune.

E' che tu eri perfetto nella parte del bersaglio del rancore a quattro ruote. Infatti, non ti sei limitato a fungere da assessore, sei stato molto di più, il marxista dei pedoni, il Robin Hood che ha tolto alle ruote per ridare alle scarpe. La tua è stata una crociata ideologica, un libretto di circolazione rosso, un Capitale anti-spinterogeno. Più che per quello che hai fatto – alcune cose buone, altre un po' meno – hai totalizzato il tuo altissimo indice di sgradimento, in virtù della parte che hai interpretato: il barbuto e intransigente segretario generale della (im)mobilità, amabile e cordialone come Breznev all'epoca di Breznev.

Più che un Robin Hood, sei apparso alla stregua di un corrucciato sceriffo di Nottingham. Niente niente che quel furbacchione di Luca – già l'eterno SinnacOllanno – lo sapeva, anzi ci contava? Niente niente che ti ha messo in mezzo per attirare su di te lo sdegno, lasciando se stesso intoccato? Niente niente.... Ci hai pensato, Giusto? Il sospetto ti ha, almeno, sfiorato?

Tornerai? Probabilmente, sì. Scriveremo ancora di te, perché i cerchietti magici, a Palermo come altrove, non tradiscono. Magari - chissà - perfino con la tua vecchia veste assessoriale: certi incarichi non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano. Al momento, però, permettici di esternare una cocente nostalgia. Tu, nell'atto del congedo, ti sei auto-incensato: “Ho dato il mio contributo al cambio culturale”. Bello bellissimo. Ma quanto agogneremmo un po' di cultura in meno (solo un po', eh) e qualche marciapiede aggiustato in più. Scusate, siamo Panormosauri irredimibili.

Ci mancherai Subcomandante Catania, anche se non sappiamo per quanto. Nel frattempo, meriti un saluto col pugno chiuso (sul volante, per strombazzare meglio col clacson). Viva viva la Ztl! Hasta siempre la pedonalizazion!