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Il punto

Cancelleri, grillismo di governo
Nasce in Sicilia il Movimento 2.0


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Promesse di spoil system, appelli a sindaci e associazioni di categoria, alleanze: i pentastellati sono diventati grandi.


PALERMO – Mentre centrodestra e centrosinistra si sforzano di trovare nomi lontano dalla scena siciliana, pagando dazio all'antipolitica, gli alfieri dell'antipolitica provano a diventare politici. E lo fanno in Sicilia. Dove una versione 2.0 del Movimento 5 Stelle si candida a conquistare la sua prima regione d'Italia. E per capire meglio il processo basta leggere tra le righe delle uscite del candidato Giancarlo Cancelleri, il geometra grillino “moderato”, che in questi anni di Ars ha dimostrato una buona dose di pragmatismo e una certa lontananza da alcuni eccessi e scivoloni dei colleghi pentastellati del Parlamento nazionale.

Sì, il grillismo siculo, almeno quello visto all'Ars, ha avuto una sua certa cifra. Mentre tra Camera e Senato improbabili neoparlamentari collezionavano gaffes e facevano discutere con uscite su scie chimiche, vaccini e altra varia umanità, questo genere di folklore non si è visto nel gruppo pentastellato di Palazzo dei Normanni. Che è rimasto anche molto compatto, rispetto alla diaspora di fuoriusciti ed epurati dello scenario nazionale, con l'eccezione dell'addio del vicepresidente dell'Ars Antonio Venturino. E che ha azzeccato alcune trovate mediatiche, come la famosa trazzera. Un successo a cui ha fatto da contraltare il pasticciaccio brutto delle firme false su cui il movimento palermitano si e' sfracellato.

Insomma, con tutte le loro peculiarità e ingenuità, i grillini siciliani in questa legislatura sono sembrati un po' più un partito che una congrega di ameni giovanotti di buona volontà. Un partito con un leader, appunto Cancelleri, e anche con qualche convergenza con altre forze politiche su questioni di merito.

Ora, a sentire il di nuovo candidato alla presidenza, sembra che la mutazione si stia perfezionando. E che i 5 Stelle, sentendo l'odore della vittoria possibile, siano intenzionati a condurre una campagna che punti a vincere, e non solo a rompere.

I messaggi lanciati da Cancelleri nella sua prima intervista sono molteplici. E parlano a platee di potenziali elettori che i grillini intendono attrarre. Anche con schemi e linguaggio che sembrano non troppo lontani dalla vituperata prima repubblica. A partire dai regionali, da quelli “lasciati nello sgabuzzino” che invece vanno valorizzati dopo essere stati penalizzati da altri, prediletti dalla politica. Insomma, una democristianissima chiamata a farsi avanti a dirigenti e funzionari, per ricollocarsi sotto le insegne del nuovo potere grillino prossimo venturo.

È il nuovo corso made in Sicily dei 5 Stelle, che da movimento di protesta prova a cambiare i connotati per trasformarsi in forza di governo, dopo le altalenanti (e in certi casi, vedi Roma, devastanti) esperienze nei Comuni. E allora bisogna parlare a tutti. Anche alle lobby. E Cancelleri nella sua intervista cita proprio Confindustria, censurando alcuni suoi esponenti non menzionati, ma non buttando via il bambino con l'acqua sporca, il “contenitore” lo chiama lui, manifestando la sua stima, ad esempio, per il confindustriale ragusano Giorgio Cappello.

È un grillismo diverso, che intende dialogare, come nello stile di Cancelleri. Che chiama a raccolta i sindaci, si rivolge a loro da interlocutore, non solo a quelli pentastellati. Provando a fare concorrenza a Orlando.

E soprattutto è un grillismo che per la prima volta apre una breccia nel tabù della solitudine a ogni costo. Perché alle urne si va soli, ma dopo il voto, apre Cancelleri, se non ci sarà maggioranza si potrà dialogare con movimenti civici, non compromessi col passato, sulla base di programmi. Altrove si chiamano anche alleanze, parola impronunciabile ad alta voce nei santuari grillini. Almeno fino a ieri. Quando per prendere voti bastava un vaffanculo. Ora è tempo di cambiare pelle, guardando anche alle prossime Politiche. Grillo e Casaleggio permettendo, si intende. E il grillismo 2.0 muove i suoi primi passi lì dove prima che altrove il movimento ha mostrato i muscoli: in Sicilia.