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Il documento

Forza Italia: no a Cittadini e Lagalla
"Nostro candidato per la Regione"


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Dirigenti azzurri scrivono a Berlusconi e Micciché: "Alt a chi è stato con Crocetta e Renzi. Tocca a noi scegliere l’aspirante governatore".


PALERMO - Adesso i dirigenti di Forza Italia chiedono chiarezza. E lo fanno scrivendo sia al leader Silvio Berlusconi, sia al coordinatore siciliano Gianfranco Micciché. In viste delle Regionali, dall’europarlamentare Salvo Pogliese, al deputato nazionale Basilio Catanoso, passando per il capogruppo all’Ars Marco Falcone e a tanti parlamentari regionali e dirigenti provinciali e giovanili, chiedono che il candidato alla presidenza venga fuori proprio da Forza Italia. E insieme, ecco un “no” secco ad alcuni nomi circolati nelle ultime settimane: da quello di Barbara Cittadini a quello di Angelino Alfano, passando per Roberto Lagalla o per l’idea Giovanni La Via.

E così, una fetta del partito ha deciso di mettere nero su bianco queste richieste e questo appello. “Si convochino – si legge nella nota - nel più breve tempo possibile gli organismi di Forza Italia perché si arrivi alla definizione del candidato alla Presidenza della Regione Siciliana che non può non essere individuato che all’interno del nostro partito e, comunque, esclusivamente fra coloro i quali sono stati sempre coerentemente all’opposizione dei governi del Centro Sinistra di Crocetta, di Renzi o di Gentiloni”. Una precisazione che, di fatto, taglia fuori i nomi prima citati, sia per il fatto che Barbara Cittadini è la moglie del coordinatore degli “alfaniani” di Sicilia Dore Misuraca, sia perché Lagalla è stato recentemente nominato al Cnr proprio dal governo Renzi.

Gli esponenti azzurri lamentano “l’impossibilità manifestatasi nel riunire gli organismi del partito e discutere con franchezza”, per questo affidano la propria richiesta a questa lettera: “Per Forza Italia e per il Centro Destra – scrivono - è un momento politico di grande rilancio: il vento è radicalmente cambiato e anche tutti i sondaggi successivi alle amministrative, sono concordi nell’affermare che il Centro Destra è nettamente la prima coalizione del paese”.

Per gli estensori del documento “in Sicilia Forza Italia ha dimostrato una grande vitalità ed un ottimo radicamento territoriale ma la madre di tutte le battaglie rimane la competizione regionale del 5 novembre, in cui il centrosinistra si presenterà all’elettorato con le ossa rotte per l’imbarazzante esperienza di governo di Rosario Crocetta; dall’altro lato, Forza Italia fortificata, invece, da una coerente ed efficace opposizione svolta dal gruppo parlamentare all’Ars”.

Ecco perché i sottoscrittori del documento rivendicano quanto deciso all’interno dell’ultimo ufficio politico di Forza Italia convocato a Palermo qualche mese fa: “Forza Italia – scrivono - ha tutte le carte in regola per indicare un proprio dirigente come candidato del Centro Destra unito alla Presidenza della Regione, visto che dall’introduzione del sistema di elezione diretta ha lasciato per due volte all’Udc, per una volta al Mpa ed una volta alla Destra di Storace, l’onore di guidare la coalizione: oggi è il momento di rivendicare il ruolo di forza trainante del Centro Destra, avendo al nostro interno energie in grado di poter svolgere con grande dignità questo ruolo”. Insomma, dopo le candidature di Cuffaro, Lombardo e Musumeci, è giunto il momento di scegliere un uomo di Forza Italia. Sebbene qualche esponente azzurro - è il casp del deputato regionale Vincenzo Figuccia - recentemente abbia rilanciato la candidatura del leader di "Diventerà Bellissima".

Per i sottoscrittori, comunque, “la priorità è rappresentata dall’unita’ della coalizione”. Inoltre “nessun veto viene posto nei confronti di alcuno ma non sono state apprezzate le fughe in avanti del passato”. Nella logica del “figliol prodigo” ben venga pure  “l’allargamento della coalizione anche a chi ha deciso di rientrare nel perimetro della sua naturale collocazione politica nonostante gli abbagli di questi ultimi anni ma, proprio in virtù di questi, non può essere collocato alla guida della coalizione”. Insomma, porte aperte all’allargamento verso i centristi, compresi quelli che fanno capo al “vecchio nemico” Angelino Alfano. Ma non al punto da consentire a queste forze di indicare un proprio nome per le Regionali: “Forza Italia stavolta dovrà lanciare un proprio candidato”.