Live Sicilia

LE REAZIONI

Rivolta contro i migranti
Il centrodestra appoggia i sindaci


Articolo letto 7.319 volte
angelo attaguile castell'umberto, angelo attagule nebrodi, attaguile, politici difesa sindaci nebrodi, reazioni politici rivolta sindaci nebrodi, Politica

Numerosi gli attestati di solidarietà. Catania di Sinistra Comune attacca: "Miopia politica".


PALERMO - Numerose sono state le reazioni della Politica alla rivolta  dei sindaci dei Nebrodi in merito all'accoglienza dei migranti nella zona. "Settemila sbarchi nel solo fine settimana tra Sicilia, Puglia e Calabria. Siamo ormai al collasso e rivolte come quella avvenuta nel Messinese testimoniano che in Sicilia la misura è ormai colma da troppo tempo". Così Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, commenta la presa di posizione degli abitanti di Castell'Umberto. "Mi stupisce - aggiunge - che nessuno abbia avvertito il dovere di avvisare il sindaco e la comunità interessata, ciò vuol dire che anche loro sanno che i siciliani non ne possono più e quindi giocano a nascondere i clandestini. Piena solidarietà e sostegno, quindi, alla comunità di Castell'Umberto che sto raggiungendo per prendere parte all'incontro pubblico assieme al sindaco del luogo". "Sto col sindaco Vincenzo Lionetto Civa, non è possibile che per i migranti si trovino soluzioni in due minuti e si superino anche le inagibilità mentre di fronte agli italiani in difficoltà il governo sta con le mani in mano. Qui in Sicilia la disoccupazione giovanile ha toccato punte record. Una prima soluzione? Intanto impediamo alle navi degli altri stati europei di scaricare i migranti nei nostri porti, ciascuno si assuma le proprie responsabilità", conclude. 

"Noi siamo con i sindaci messinesi che protestano contro l'incapacità e l'arroganza del governo di fronte all'invasione di clandestini. Tutta la Lega-Noi con Salvini, rappresentata da Angelo Attaguile che questa mattina ha portato personalmente il proprio sostegno ai primi cittadini del posto riuniti in assemblea. Vorremmo sapere, invece, da che parte stanno il presidente nazionale Anci Antonio Decaro e il responsabile regionale Leoluca Orlando". Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini. "Complici anche loro di questa invasione, stanno prendendo in giro gli stessi sindaci che dovrebbero salvaguardare. Premesso - prosegue - che il piano accoglienza del governo andrebbe stracciato e tutti i sindaci dovrebbero rivoltarsi, è evidente che il tetto di 2,5 migranti per ogni mille abitanti non viene mai rispettato. Senza dimenticare l'umiliazione e i soprusi che i primi cittadini sono costretti a subire ormai quotidianamente. A Decaro e a Orlando non resterebbe dunque che rassegnare le dimissioni. Al sindaco di Castell'Umberto Vincenzo Lionetto il nostro sostegno e la nostra solidarietà".

E la nota di Leoluca Orlando, presidente dell'Anci Sicilia e sindaco di Palermo, è arrivata in serata: "È evidente che nella pianificazione dell'accoglienza è necessario coinvolgere le Amministrazioni e le comunità locali, ma è altrettanto evidente che non si può strumentalizzare o confondere scelte di amministrazioni locali che nulla hanno a che vedere con la storia, la cultura e la prassi dell'accoglienza e della solidarietà che sono nel Dna del popolo siciliano. Altrettanto evidente, come più volte ha ricordato  Papa Francesco e ieri Don Corrado, è che appare del tutto fuorviante confondere o, peggio ancora, mettere in contrapposizione le necessità delle comunità locali e gli interventi di solidarietà sociale e per lo sviluppo ad esse rivolti, con gli interventi di accoglienza e solidarietà rivolti ai migranti. Gli uni non escludono gli altri, ma anzi si rafforzano a vicenda, perché è nel riconoscimento del diritto di tutti e di ciascuno che tutti e ciascuno vengano rispettati, riconosciuti come cittadini e tutelati". Orlando ha annunciato che il tema del coinvolgimento degli Enti locali nella pianificazione dell'accoglienza, sarà tra quelli trattati nel corso della prossima riunione degli organismi regionali di Anci Sicilia.

"La Prefettura di Messina ha deciso di trasferire in una struttura di Castell'Umberto migranti adulti. La decisione senza avvertire, coinvolgere, condividere la scelta con l'amministrazione comunale del luogo. Un fatto gravissimo dal punto di vista istituzionale, altro che democrazia e decentramento di funzioni: stiamo assistendo a una forma di dittatura e imposizione senza precedenti". Lo dice il deputato regionale messinese di Fi, Bernadette Grasso. "Non si può procedere - prosegue Grasso - a queste attività manu militari, così, si alimentano forme di intolleranza laddove invece le popolazioni da sempre hanno dimostrato ospitalità, solidarietà e accoglienza. Migranti spediti come pacchi postali da una struttura a un'altra, tutto ciò rappresenta una mancanza di rispetto dal punto di vista umano e privazione della dignità dei migranti per un verso e per altro verso una mancanza di rispetto per le popolazioni accoglienti soprattutto perché queste ultime non vengono dotate neppure dei mezzi idonei per affrontare un fenomeno di tale portata". "La Sicilia - conclude - non può permettersi uno scotto tanto alto perché dettato da un governo centrale peraltro incapace di far valere le proprie ragioni dinnanzi agli altri Paese dell'Ue".

"La protesta dei sindaci messinesi è comprensibile. Qui nessuno vuole mettere in discussione la necessità di soccorrere e salvare la vita a chi fugge da guerre o dai rischi che corre nel proprio Paese. Come nessuno mette in discussione la necessità dell'accoglienza. Quanto fatto dal governo italiano, da solo, in questi ultimi anni lo dimostra, un lavoro encomiabile. Ma se questo deve essere il pretesto per caricare i problemi epocali umanitari di una porzione rilevante dell'Africa sui soli italiani allora è giusto esprimere tutta la nostra contrarietà. Una situazione che sta generando serie difficoltà gestionali e logistici, con la conseguenza, come avvenuto a Castell'Umberto, di creare ad esempio attriti tra i vari livelli istituzionali. I sindaci hanno infatti l'obbligo di ascoltare la propria gente e preservare la pace sociale del proprio territorio. Se l'Ue ma soprattutto gli Stati membri non decidono di sostenere davvero il nostro Paese, l'Italia rischia di essere il big bang del sogno della comunità europea". È quanto dichiara il deputato Vincenzo Garofalo di Alternativa popolare.

"Forza Italia è vicina ai comuni del Messinese, piena solidarietà ai sindaci che in queste ore stanno protestando contro un'accoglienza dei migranti totalmente fuori controllo, ingestibile e che danneggia fortemente il turismo siciliano. Il Governo del Pd, anziche' tutelare i comuni a vocazione turistica, a maggior ragione nella stagione estiva, e' totalmente sordo e indifferente alle loro richieste ed esigenze" così Gabriella Giammanco, portavoce di Forza Italia in Sicilia e deputato. "Stessa indifferenza e noncuranza da parte di quest'Esecutivo nei confronti degli Enti locali, a cui in questi anni ha chiesto solo ed esclusivamente enormi sacrifici, l'abbiamo constatata nei confronti dei comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto. Il risultato delle recenti elezioni amministrative, infatti, e' la risposta all'incapacità del Governo di ascoltare chi, quotidianamente, e' in trincea ad amministrare i problemi delle città. Inevitabilmente, di questo passo, alle prossime elezioni regionali e politiche per il centro-sinistra la sconfitta sarà ancora più bruciante" conclude Giammanco.

"Comprendiamo il sindaco di Castell'Umberto, Vincenzo Lionetto, e gli altri primi cittadini nebroidei, in un momento preoccupante per le comunità che rappresentano". Lo dice il coordinatore nazionale dei centristi per l'Europa, Gianpiero D'Alia. "L'accoglienza è certo un valore irrinunciabile - osserva D'Alia - ma non si improvvisa: non servono né paura né compassione. Il problema è economico, politico e prima di tutto logistico, ma sicuramente non è irrisolvibile. È necessaria un'accoglienza intelligente che lungi dal disimpegno tenga conto delle effettive capacità ricettive dei territori", conclude l'esponente centrista".

Oltre agli attestati di solidarietà degli esponenti di centrodestra, Giusto Catania, di Sinistra Comune attacca in una nota il comportamento dei sindaci dei Nebrodi: "La protesta è miopia politica, oltre che razzismo istituzionale. Infatti - scrive - non vedono che il problema principale dei loro Comuni è lo spopolamento: i problemi economici dei Nebrodi sono legati all'emigrazione. L'arrivo dei migranti potrebbe essere un modo per ripopolare comuni impoveriti ed abbandonati. Ma la miopia politica è più forte della razionalità".

E quando è arrivata la convocazione da parte della Prefettura di Messina, è intervenuto anche Davide Faraone del Partito democratico: "Bene ha fatto il Prefetto Francesca Ferrandino a convocare i 45 sindaci del Messinese al centro del dibattito sull'accoglienza dei migranti già giovedì prossimo 20 luglio, per affrontare insieme la questione immigrazione. Quella dell’accoglienza è materia estremamente complessa e delicata che va affrontata con una forte collaborazione a tutti i livelli istituzionali. Deve esserci reciprocità fra istituzioni centrali e autonomie locali. Solo insieme possiamo dare risposte concrete al fenomeno dell’immigrazione ed alle preoccupazioni del territorio e dei suoi abitanti”. “Proprio per questo - conclude - bisogna respingere con forza qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica che può essere fatta da taluni a fronte delle rivendicazioni delle comunità locali. La sinergia fra istituzioni, l’equilibrio fra accoglienza e ascolto delle giuste preoccupazioni e rivendicazioni del territorio sono le uniche vere risposte che possiamo e dobbiamo dare a tutti”.