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L'Asp

Siracusa, aumentano i tumori
Ma si muore di meno


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, Siracusa
Un momento della conferenza stampa

I dati nei comuni dell'area industriale.

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SIRACUSA- Aumentano i tumori in provincia di Siracusa, soprattutto nei comuni dell’area industriale, ma diminuisce la mortalità. L’Asp di Siracusa presenta i dati aggiornati del Registro tumori e ne deduce che se l’incidenza aumenta è necessario un maggiore controllo dell’ambiente e “avviare immediatamente le bonifiche del Sin Priolo su suolo e falde contaminate nell’arco degli ultimi 50 anni”. Se la mortalità diminuisce, invece, secondo Asp c’è un miglioramento delle pratiche sanitarie, e l’aver programmato un polo oncologico ad Augusta “va in questa direzione”.

Dati in chiaroscuro, dunque, quelli presentati stamattina dal direttore sanitario dell’Asp di Siracusa Anselmo Madeddu insieme con il commissario dell’Azienda ospedaliera, Salvatore Brugaletta. Proprio mentre il territorio è sferzato dalle indagini della Procura su inquinamento e Petrolchimico, e sul rapporto di causalità tra eventuali inquinatori e malattie, Asp dà contezza pubblica dell’aggiornamento del Registro come non accadeva da qualche anno. Istituito nel ’97, il Registro ha cominciato a produrre dati dal ’99: quelli sull’incidenza erano aggiornati al 2009, sono stati portati al 2012; quelli sulla mortalità erano fermi al 2013, sono stati aggiornati al 2015. Dal ’99, ossia da quando il Registro ha cominciato a produrre dati, al 2012 l’incidenza dei tumori è salita del 6,4% tra i maschi e del 9,6% tra le donne.

Nei comuni dell’area industriale (Augusta, Siracusa Priolo e Melilli) l’aumento è superiore, rispetto al resto della provincia, del 20,3% tra i maschi e del 15,5% tra le donne. Nell’arco di questi 14 anni, tra i maschi il comune in cui l’incidenza cresce con maggiore costanza è Augusta, seguito da Siracusa, Priolo e Lentini. Tra le donne è Augusta, poi Siracusa e Lentini. Dentro il Sin, ossia il Sito d’interesse nazionale per le bonifiche (area contaminata da oltre 50 anni di industrializzazione) attorno al Petrolchimico, i valori in eccesso riguardano soprattutto Augusta, Priolo e Siracusa, mentre a Melilli è più bassa. Nello specifico delle patologie, nel triennio 2010-2012, tra i maschi crescono molto i tumori di prostata (+ 21,8 %) e colon retto (+ 7 %), mentre diminuisce il tumore del Polmone (- 2,1 %). Nello stesso triennio, tra le donne crescono il tumore al polmone (+ 8%), e quello alla mammella (+ 9,3 %). In generale tra i maschi i tumori più diffusi sono sempre la prostata (16,1 %), il polmone (12,7%) e il colon retto (11,1 %), mentre tra le donne il tumore della mammella è quello più diffuso (26,6 %).

Le conclusioni del commissario Burgaletta: “Dai dati emergono due indicazioni: la prima è che, se l’incidenza aumenta, oltre a lavorare sulla prevenzione primaria e sulla correzione degli stili di vita, è necessario anche un maggior controllo sull’ambiente e che vengano da subito avviate le bonifiche. La seconda è che, se la mortalità diminuisce, è necessario continuare a lavorare sugli screening e sui programmi di prevenzione secondaria migliorando sempre più l’offerta sanitaria, come già si sta peraltro facendo: la programmazione del polo oncologico di Augusta va proprio in questa direzione”. Madeddu sulle bonifiche ha aggiunto: “La ​ persistenza di contaminazioni su suolo e falda prodotte nell’arco di cinquant’anni continua a fare danni alla salute”.

È stato anche sottolineato che il compito dell’Asp non è quello di fare ricerca scientifica e di correlare nessi di causalità. A questo, infatti, compulsata da esposti e denunce, sta lavorando la Procura di Siracusa. Un’inchiesta per giungere a profili di responsabilità riguardo all’incidenza inquinamento-malattie attorno al Petrolchimico di Priolo, è stata avviata un anno e mezzo fa. È uno di diversi filoni d’indagine sul Petrolchimico (solo uno dei quali si è chiuso due settimane fa con l’accusa di inquinamento dell’aria per i due colossi Esso e Isab): per questo la Procura siracusana si sta avvalendo della consulenza di tre periti illustri: il professor Paolo Crosignani, ex direttore di Epidemiologia ambientale all’Istituto dei Tumori di Milano; il dottor Fabrizio Bianchi , responsabile dell’unità di Epidemiologia ambientale del Cnr di Pisa, e il ricercatore esperto in malattie genetiche Sebastiano Bianca.

La relazione verrà completata a fine settembre. Tra i periti, a tre quarti di indagine completata, c’è la convinzione di arrivare a profili di responsabilità, ossia a provare rapporti di causalità tra inquinamento (e inquinatori) e alcune patologie, dando alla Procura strumenti per “esitare anche una serie di accuse”.