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LE INCHIESTE

Siracusa e l'inquinamento
Il travaglio di una città


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Si discute sulla correlazione tra inquinamento e incidenza delle morti per cancro.

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SIRACUSA - L’accusa all’Asp di aver diffuso dati non recenti sui tumori in provincia di Siracusa, la richiesta di accesso agli atti sia del Registro tumori, sia dell’Arpa sulla qualità ambientale, e l’avvio di una class action risarcitoria a favore di chi si è ammalato a causa dell’inquinamento. Nella reazione dell’associazione consumatori Codici, alla pubblicazione di due giorni fa da parte dell’Asp di Siracusa dei dati (aggiornati al 2012) del Registro tumori, c’è tutto il subbuglio che sta vivendo questa provincia tra inchieste chiuse sull’inquinamento dell’aria e inchieste ancora aperte sul rapporto inquinamento-malattie.

Subbuglio che investe le industrie del Petrolchimico (impianti Isab e Esso sequestrati per inquinamento dell’aria; i loro vertici accusati di disastro ambientale colposo) ma che non risparmia critiche alla macchina amministrativa pubblica. A fianco di Codici, a Siracusa, l’ex assessore regionale Fabio Granata, firmatario nel ’97 della legge sul Registro tumori: “In una conferenza stampa, convocata più per preoccupazione che per convinzione - attacca l’ex deputato regionale e nazionale - i vertici della sanità siracusana provano a tranquillizzare la popolazione siracusana con una tesi poco rassicurante: aumentano i tumori, diminuisce la mortalità. A parte la discutibile interpretazione che Anselmo Madeddu (direttore sanitario e responsabile Registro tumori Siracusa, ndr) attribuisce alla funzione del registro tumori, la cui finalità è proprio quella di stabilire correlazioni tra fattori esterni e patologie, nel corso della conferenza stampa sono stati riferiti dati non recenti”. Il riferimento è alla frase del direttore sanitario Asp: “Il compito dell’Asp non è quello di fare ricerca scientifica e di correlare nessi di causalità”. Riguardo all’aggiornamento, invece, i dati sull’incidenza dei tumori prima erano fermi al 2009, ora sono aggiornati al 2012; quelli sulla mortalità, portati dal 2013 al 2015.

Le accuse si allargano soprattutto, e da più parti, al direttore del Registro tumori della Sicilia Orientale, Salvatore Sciacca, ritenuto in conflitto di interesse per il suo contemporaneo ruolo di direttore del Cipa, l’organo di controllo privato (per conto delle stesse industrie) della qualità dell’aria attorno al Petrolchimico del Siracusano. Ne hanno chiesto le dimissioni anche il Verde Giuseppe Patti, la deputata Dem, Sofia Amoddio, Legambiente, Natura sicula, oltre che le decine di associazioni di cittadini costituitesi nell’ultimo lustro allo scopo di presentare esposti alla Procura per la cattiva qualità dell’aria. Una di queste, il “Popolo inquinato”, che annovera anche il prete ambientalista di Augusta don Palmiro Prisutto, ha indetto per domani (lunedì 7 agosto) una conferenza stampa in un centrale albergo cittadino, per esprimere sostegno al procuratore capo della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, in questa fase di delicate indagini. Con la stessa motivazione mercoledì 9, alle 9,30, ci sarà un raduno di cittadini davanti al tribunale di Siracusa “per esprimere fiducia e sostegno alla magistratura”. Nella stessa settimana Codici avvierà quanto annunciato alla presenza del presidente regionale, Manfredi Zammataro e di Fabio Granata, ossia l’accesso agli atti di Asp e Arpa, e una class action risarcitoria.