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IL BOTTA E RISPOSTA

Registro tumori di Siracusa
L'Asp: "Respingiamo le insinuazioni"


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Il direttore sanitario Madeddu risponde a chi ha messo in discussione i dati.

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SIRACUSA - “La base dati di un Registro tumori è rappresentata dalle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo): per raccogliere quelle dei pazienti ricoverati fuori regione bisogna attendere che vengano inviate alla Regione siciliana per i rimborsi: ecco perché il Registro tumori di Siracusa è aggiornato solo al 2012”. È questa la risposta del direttore sanitario dell’Asp di Siracusa e direttore del Registro tumori, Anselmo Madeddu, a chi ha messo in discussione i dati presentati dai vertici Asp siracusani lo scorso venerdì. Aggiornati al 2012, i dati parlano di aumento dell’incidenza dei tumori in provincia di Siracusa, soprattutto nei comuni dell’area industriale, e di diminuzione della mortalità. Tra gli altri, l’ex assessore regionale Fabio Granata, che insieme con l’associazione Codici ha fatto richiesta di accesso agli atti sia del Registro tumori sia dell’Arpa sulla qualità ambientale e avviato una class action risarcitoria a favore di chi si è ammalato a causa dell’inquinamento, aveva accusato Asp di aver diffuso dati non recenti.

La replica del direttore Madeddu: “Tutte le linee guida delle società scientifiche internazionali raccomandano di attendere qualche anno per garantire la completezza dei dati. La base dati dei registri, infatti, sono le Sdo (Schede di dimissione ospedaliera). Ma un registro non può basarsi solo sui casi accertati nei propri ospedali, perché perderebbe tutti quelli che si sono ricoverati fuori provincia. Tuttavia, mentre le Sdo locali sono subito disponibili, per quelle dei cittadini siracusani ricoveratisi fuori regione bisogna attendere qualche anno, prima che le altre regioni le inviino alla Regione Sicilia per ottenere i rimborsi. Solo allora l’Assessorato le può girare ai registri delle proprie Asp. Si pensi che la Regione ha inviato soltanto il mese scorso le Sdo degli anni fino al 2015. E dunque solo in questi giorni la Asp è stata messa in condizione di lavorare al nuovo aggiornamento fino al 2015, che intende completare entro il prossimo anno”. In una parte più piccata della risposta, il dirigente Asp allontana quelle che chiama “insinuazioni” e “dubbi sull’indipendenza” del Registro di Siracusa, ricollegato nelle accuse al Registro della Sicilia Orientale diretto dal professor Salvatore Sciacca. Quest’ultimo da più parti accusato di essere in conflitto di interesse per il suo contemporaneo ruolo di direttore del Cipa, l’organo di controllo privato (per conto delle stesse industrie) della qualità dell’aria attorno al Petrolchimico del Siracusano. Ma Madeddu spiega che i due registri hanno altra origine e nessun collegamento: “Detto che Sciacca è uno stimato docente e scienziato, ma che riguardo alla scelta di presiedere il Cipa si è assunto personalmente responsabilità che non ci appartengono – ha detto Madeddu -, merita precisare che il Registro tumori di Siracusa è stato istituito con una legge regionale nel ’97 che lo colloca solo ed esclusivamente alle dirette dipendenze del manager della Asp di Siracusa e di nessun altro. Il Registro tumori della Sicilia Orientale, istituito presso l’Università di Catania solo nel 2004 e preposto ad un generico coordinamento di tecniche e procedure, ha lasciato sostanzialmente autonomo il Registro di Siracusa, in quanto fondato precedentemente e regolamentato da una propria legge regionale, con proprio personale autonomo, che dipende dalla Asp e non dall’Università”.

Ancora un sassolino da parte del direttore sanitario Asp: “Ci viene contestata l’opinione secondo la quale il compito del registro di una Asp non è quello di sentenziare nessi di causalità (compiti di altre istituzioni scientifiche e giudiziarie)”. E a questo proposito Madeddu elenca i “compiti istituzionali la legge assegna alle Asl”: “Non devono emettere sentenze scientifico-legali, ma devono erogare i Lea (Livelli essenziali di assistenza, ndr) e garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini, come peraltro la Asp di Siracusa fa da anni, avendo attivato gli screening di massa, la rete di assistenza oncologica, la radioterapia e tutto il proprio piano di programmazione sanitaria interamente fondato sui dati epidemiologici del Registro”.

Si chiude qui (forse) un botta e risposta impregnato di una animosità che in questo momento è nel territorio, sferzato dalle indagini della Procura su inquinamento e Petrolchimico, e sul rapporto di causalità tra eventuali inquinatori e malattie. Se infatti si sono chiuse le indagini sul primo filone, quello dell’inquinamento (sequestro impianti Isab e Esso; vertici accusati di disastro ambientale colposo), ancora due mesi e la Procura avrà in mano le relazioni dei tre esperti medici (consulenti arruolati fuori dal territorio) nel tentativo di arrivare a nessi di causalità malattie-inquinamento e a “profili di responsabilità”.