Live Sicilia

L'ESPOSTO

Fiumefreddo in Procura
"Brogli nella seduta dell'Ars"


Articolo letto 8.676 volte
denuncia fiumefreddo, fiumefreddo denuncia l'ars, fiumefreddo esposto procura, procura fiumefreddo

L'amministratore di Riscossione Sicilia ha presentato un esposto. "Mancano voti".


PALERMO - Antonio Fiumefreddo, silurato dall'Ars in seguito all'approvazione della norma che mette in liquidazione Riscossione Sicilia, ha deciso di rivolgersi alla magistratura. Chiede il controllo dei voti e parla di "vendetta" nei suoi confronti. "Stamani ho presentato un esposto-denuncia al Procuratore distrettuale della Repubblica di Palermo, Francesco Lo Voi, chiedendo l'acquisizione del verbale stenotipico e della documentazione relativi alla votazione tenutasi all'Ars nella seduta del 9 agosto u.s., con cui si è votata la liquidazione di Riscossione Sicilia e la mia immediata decadenza come amministratore unico della partecipata regionale".

"Ho chiesto, in particolare - prosegue la nota - che si accerti se non si sia consumato il delitto di falso atteso che alla votazione risultino presenti 61 deputati, ma dalla sommatoria dei voti contrari, di quelli favorevoli e degli astenuti, emerge che siano stati espressi 51 voti. Mancano 10 voti all'appello. Com'è possibile che il presidente Ardizzone, chiamato ad assicurare la regolarità dei lavori d'aula, non si sia accorto di nulla. La circostanza inficia gravemente il voto ed inquieta per ciò che potrebbe celare".

"Intendo andare fino in fondo e perciò ho scritto anche al ministro dell'Interno perché, giusti i poteri che la legge gli assegna, vigili se in Sicilia non si sia consumato, nella fretta di consumare una vendetta, una condotta gravemente lesiva dei principi costituzionali che regolano il funzionamento dell'Ente. Ho scritto anche al Presidente Crocetta perché impugni la legge, chiaramente sprovvista dei criteri di astrattezza delle leggi, perché - conclude - impugni la legge ai sensi dell'art. 127 della Costituzione essendo in presenza di una legge diretta contro un cittadino limitato nelle sue libertà costituzionali".