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Province, il ritorno al passato
L'Asael: "Caos istituzionale"


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Matteo Cocchiara, presidente del sindacato degli amministratori locali: "Intervenga Roma".

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PALERMO - "Sul fronte delle riforme dei poteri locali l’uso sciagurato ed improduttivo che la classe politica ha fatto della sua autonomia speciale ha toccato il massimo del degrado istituzionale, quando proprio sul finire di una legislatura per nulla caratterizzata da innovazioni e da strumenti di sviluppo ha contraddetto quanto aveva anticipato. L’annunciata riforma delle Province, che un Presidente della Regione aveva promesso 'cancellandole a parole' con il classico colpo di spugna, dopo appena sette interventi legislativi che sostanzialmente ne hanno sempre di fatto solamente prorogato l’entrata in funzione, ora ne vede decretata la fine dall’Assemblea regionale, riportando il tutto ai blocchi di partenza e ripristinando i vecchi organi e lo stesso sistema di elezione diretta". Lo afferma in una nota il presidente dell'Asael, il sindacato siciliano degli amministratori locali, Matteo Cocchiara. "Il caos istituzionale ormai è completo e quindi con il conseguente … 'si salvi chi può' ogni livello di governo in Sicilia cerca di scaricarne sull’altro la colpa, arrivando persino a commissariare quasi tutti i Comuni siciliani perché rei di non avere approvato gli strumenti finanziari, pur sapendo il Governo di essere omissivo sul fronte di trasferimenti di risorse non ancora operati e di mancate direttive in tema di finanziamenti degli interventi sul sociale - aggiunge -. Da parte delle rappresentanze degli enti locali e dei loro amministratori credo che in questo quadro di fine legislatura non rimanga che chiedere al Governo centrale di attenzionare la delicata situazione che si è venuta a creare in Sicilia, al fine di dare certezze ai bisogni delle comunità amministrate".