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Lo strappo

Figuccia lascia Forza Italia
"Incompatibile con Miccichè"


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La replica di Milazzo: "Quando il nemico fugge, ponti d'oro".


PALERMO - "Lascio Forza Italia dopo il duro e intenso lavoro fatto all’interno di un partito del quale non riconosco la conduzione in Sicilia, che sembrava proteso verso altri lidi e che invece ha dovuto adeguarsi grazie al nostro lavoro alle volontà del popolo siciliano che ha individuato in Nello Musumeci il candidato per far tornare a vincere il centrodestra in Sicilia". Così in una nota il deputato regionale Vincenzo Figuccia, protagonista nelle ultime settimane di un duro scontro con il commissario regionale di FI Gianfranco Miccichè. "Adesso lavoro all'allargamento della coalizione a sostegno di un reale rinnovamento delle idee e dei progetti - aggiunge - che muova le sue mosse in Sicilia attraverso nuove leadership di uomini coraggiosi hanno creduto veramente alla candidatura di Musumeci in Sicilia. Pur rimanendo legato al modello liberalpopolare lanciato da Berlusconi, non riconoscendo tuttavia la leadership dell’attuale coordinatore siciliano, ed essendo incompatibile con la sua linea così come con quella del suo cerchio magico, mi metto subito al lavoro per allargare la coalizione e per definire un programma basato sui reali interessi dei siciliani per tornare a parlare di lavoro e sviluppo".

L'addio di Figuccia viene commentato così dal deputato regionale e coordinatore azzurrio a Palermo Giuseppe Milazzo: "Quando il nemico fugge, ponti d’oro". "Del resto non ne rimango stupito. Forza Italia non perde assolutamente niente – prosegue Milazzo – considerando che Figuccia è stato eletto con Raffaele Lombardo, che ha successivamente tradito dopo avere incassato la vicepresidenza della commissione Affari Istituzionali, per venire a scippare, dentro al nostro partito e proprio a Gianfranco Miccichè, l’incarico di segretario d'Aula dell'Assemblea regionale. Meglio dunque perdere una famiglia e acquisire nuovi gruppi politici, del resto l’ex consigliere Figuccia Angelo, il consigliere della V circoscrizione Figuccia bis, la consigliera del comune di Palermo, Figuccia Ter e il deputato regionale Fiugccia Quater, rappresentano un solo nucleo familiare".

"Figuccia sa bene che in Forza Italia in campagna elettorale non avrebbe avuto vita facile – afferma ancora l’esponente azzurro –, e così eccolo a cercare più semplici competizioni, tradendo quello che ha più volte definito attaccamento al partito. Proprio strano l’atteggiamento di Figuccia, bravissimo, ma solo a parole. Posso provare, carte alla mano, che per la competizione al consiglio comunale di Palermo, nella qualità di parlamentare regionale, non ha messo alcun candidato nella lista del Consiglio, oltre a sua sorella, e nonostante si sia adoperato per giungere a più di un apparentamento maschile, in funzione della doppia preferenza di genere, non è riuscito a superare il supervotato Giulio Tantillo".

"Vorrei chiarire a Figuccia un’ultima cosa – conclude Milazzo –. La sua uscita da Forza Italia non stupisce nessuno, visto che in questi giorni, nonostante avesse scritto una lettera a Silvio Berlusconi, incontrava leader di altri partiti. Mi chiedo dunque perché, anziché scrivere a Berlusconi, visto che se ne è andato dal nostro movimento, non abbia scritto ai leader nazionali di quelle forze politiche. Figuccia ha costruito ad arte una lite con Gianfranco Miccichè sulla questione Musumeci, che lui ha fortemente sostenuto, e oggi che Forza Italia è verso Musumeci, lui, non avendo altre motivazioni, fa emergere l’incompatibilità con il coordinatore regionale. Vincenzo, guarda che Miccichè non te lo dovevi sposare".