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Il governo e le elezioni

Crocetta, altri regali agli amici
Promozioni nelle società regionali


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Pronte le nomine dei direttori generali in Sas e Seus. Saranno fedelissimi del presidente.


PALERMO - La comunicazione è stata inviata solo ieri. All’ordine del giorno un solo punto: nomina del direttore generale. L’assemblea dei soci di Sas, costituita da un unico socio, in realtà, ossia la Regione, a cinquanta giorni dalla fine della legislatura si è accorta che “serve” un nuovo, alto burocrate per gestire la spa più “popolosa” della pubblica amministrazione siciliana. La stessa cosa avverrà tra una settimana, quando anche la Seus, la società che gestisce il servizio del 118, attribuirà il nuovo incarico. Sono le nuove buone notizie per i fedelissimi di Crocetta.

I “nuovi” direttori generali, infatti, potrebbero non essere nuovi per niente. Alla Sas, infatti, quasi certamente verrà scelto per quella poltrona chi, al momento, occupa il ruolo apicale nell’azienda da quasi tremila dipendenti e che potrebbe arricchirsi dell’apporto dei lavoratori provenienti dalle spa nel frattempo fallite o liquidate. Si tratta di Sergio Tufano, indicato da Crocetta un paio di anni fa e proveniente direttamente da Gela, il paese del governatore. Insomma, l’amministratore unico – che quindi guida l’azienda senza l’apporto di un consiglio di amministrazione – diventerebbe anche direttore generale. Una ipotesi che aveva fatto storcere il naso, già alcuni mesi fa, ai burocrati dell’assessorato all’Economia, ma che sarebbe consentita da una norma regionale. Il risultato? Se l’Assemblea non deciderà diversamente, per Tufano ecco una bella “promozione” di natura economica. Dai circa 35 mila euro spesi dalla Regione per il suo ruolo di guida della Sas, si giungerebbe agli oltre 90 mila euro per il cumulo dei due ruoli. Il manager era presente in occasione degli eventi del movimento “Riparte Sicilia”, fondato proprio dal governatore. E così non si può escludere che lo stesso Tufano venga chiamato a partecipare alla prossima campagna elettorale, forte del “doppio ruolo” e di uno stipendio quasi triplicato.

Tra una settimana, poi, la storia potrebbe ripetersi. Anche se in questo caso le certezze si fermano alla convocazione dell’assemblea dei soci (anche in questo caso si tratta della Regione: vale a dire Crocetta). E anche in quel caso è prevista la nomina del “nuovo” direttore generale. Chi sarà? Tutte le strade portano a Gaetano Montalbano. Anche lui, ex componente degli uffici di gabinetto di Crocetta e animatore del Megafono nell’Agrigentino, è stato “promosso” già mesi fa amministratore unico dell’azienda che già guidava con un altro ruolo. Adesso, anche per lui potrebbe arrivare la nuova nomina a direttore e il “ritocco” allo stipendio. In realtà, però, qui il nodo non è ancora stato sciolto. Visto che tra i nomi in ballo c’è quello di Giuseppe Termine, chirurgo in pensione e vicino all’area che fa capo ai renziani di Sicilia. Comunque sia, la Seus vuole un direttore generale, che manca da circa tre anni, dopo l’addio di Angelo Aliquò, manager in quei giorni assai gradito all’ex assessore alla Salute Lucia Borsellino. Da allora, la Regione non ha sentito il bisogno di incaricare un nuovo direttore. Fino a queste ore: il 20 settembre l’assemblea dovrà riunirsi per nominarlo. A quel punto mancheranno 46 giorni alle elezioni.

È la scorpacciata pre-elettorale di Crocetta. Che sta piazzando amici, fedelissimi, militanti del Megafono su ogni poltrona libera o liberabile. Freschissima, di ieri, la pioggia di incarichi dei nuovi commissari degli Istituti autonomi case popolari. Chi sono? Attivisti del movimento del governatore, appunto. A Caltanissetta va Enrico Vella componente del gabinetto del governatore, a Messina Francesco Calanna ex commissario dell’Eas e vicinissimo a Beppe Lumia, a Catania altra fedelissima come Cettina Foti, a Enna Rosario Andreanò anche lui nel gabinetto e noto anche per la quasi contemporanea nomina della moglie come consulente di Mariella Lo Bello, a Ragusa va Loredana Lauretta, altra componente storica del cerchio magico del presidente.

Ma sono, queste, solo le ultime nomine politiche di Crocetta. Negli anni, infatti, amici e dirigenti del suo movimento sono stati inviati a guidare anche alcune tra le più delicate aziende regionali. La nomina del consulente del governatore, Sami Ben-Abdelaali alla guida dell’Ircac diventò un vero e proprio caso politico. Nel frattempo Crocetta aveva appunto “blindato” Montalbano in Seus, aveva nominato Massimo Finocchiaro alla guida di Ast, aveva “ripescato” Francesco Calanna – già nominato una dozzina di volte, di proroga in proroga, al vertice dell’Eas – nel gabinetto del neo-assessore Luigi Bosco (e ieri anche al vertice dello Iacp di Messina), aveva “perdonato” Michela Stancheris favorendo la nomina nel cda di Soaco – azienda che gestisce l’aeroporto di Comiso - , sceglieva Nelli Scilabra per guidare il Fondo pensioni salvo poi limitarsi a un incarico di consulente personale, inviato una fedelissima come Lucia Mancuso all'interno del cda del Mercato Agroalimentare siciliano, ha scelto Maria Grazia Brandara come commissario dell’Irsap. Sono solo questi gli esempi più “evidenti” che si aggiungono però a una miriade di incarchi a fedelissimi dentro i consigli di amministrazione e tra le pieghe del sottogoverno. È la macchina “elettorale” di Crocetta. Che ha la propria sede alla Regione.