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In campidoglio

"Il Giudice di Canicattì"
Proiezione a Roma


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AGRIGENTO - 21 settembre 1990: una Ford Fiesta color amaranto percorre la strada statale Agrigento-Caltanissetta quando viene speronata da un’altra auto con a bordo quattro killer appartenenti alla Stidda, organizzazione criminale di stampo mafioso che opera perlopiù nell’agrigentino. L’uomo sulla Ford tenta la fuga per i campi limitrofi ma viene raggiunto da un colpo, quello fatale, in viso: è il Magistrato Rosario Livatino, ‘il giudice ragazzino’ aveva 38 anni. La notizia dell’assassinio fece presto ad entrare nelle case e davanti la tv c’era anche un bambino che s’incuriosì non appena sentì il nome della sua città: era Davide Lorenzano, oggi ventiseienne canicattinese, giornalista e regista che ha deciso di realizzare il documentario ‘Il Giudice di Canicattì, Rosario Livatino, il coraggio e la tenacia’ e che domani, 14 settembre alle ore 11:00 sarà proiettato presso la Sala della Promoteca in Campidoglio alla presenza della Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi e del Sindaco del Comune di Canicattì Ettore Di Ventura.

“L’interesse per l’accaduto – racconta Davide - è nato proprio in quei giorni quando ancora bambino ho sentito parlare della mia città relativamente all’omicidio del Giudice per mano mafiosa. Da lì, con il proseguire degli anni è nata una grande curiosità: volevo capire chi fosse quella persona tanto da avere catturato l’attenzione di un Paese intero. Da lì ho cominciato una ricerca d’indagine sulla personalità del Magistrato: un percorso che poi ufficialmente è cominciato all’età di diciassette anni che mi ha portato a studiare carte, a vedere filmati e a intervistare persone vicine a Rosario Livatino fino ad arrivare al papà Vincenzo. E fu lì, all’incontro col padre, che io gli promisi una continuità del ricordo del figlio e del suo operato tanto da realizzare il documentario. Fu un incontro molto bello: entrai in quella casa che era stata appunto anche casa del Giudice e tutto era intatto, come l’aveva lasciata. Durò tre ore circa l’incontro e ricordo che il padre era un fiume in piena. Non voleva che registrassi né che scrivessi, lui cercava lo sguardo. Alla fine, sull’uscio della porta prima di andar via, istintivamente mi uscì dalla bocca una di promessa, ovvero, che la storia del figlio sarebbe andata avanti”.

Anche il Sindaco Ettore Di Ventura, tiene a precisare che “Canicattì è fiera di questa manifestazione dall'alto valore civico e sociale, organizzata dal giovane giornalista e concittadino Davide Lorenzano in cooperazione con il Comune di Roma che ringrazio a nome della città che rappresento per averne condiviso il significato e per l'ospitalità. Se la città poteva dirsi felice per via di una nuova fatica documentaristica dedicata a Rosario Livatino, adesso lo è ancor più per questa pregevole opportunità di presentazione e approfondimento. Il Comune di Canicattì, già patrocinante dell'opera, ringrazia pertanto Lorenzano per il gradito invito. Orgoglioso porterò il saluto dei miei concittadini in quella che sarà un'occasione realmente unica per la divulgazione e la memoria di Livatino ma anche di Antonino Saetta, nostri indissolubili simboli di lotta alla mafia”.

L’auspicio è quello che il documentario – che ha la voce narrante dell’attore Giulio Scarpati – possa diventare materiale didattico per le scuole italiane così da poter muovere le coscienze dei più piccoli affinché questi diventino grandi uomini.