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La presentazione

Micari, la presentazione della lista
Orlando: "Sarà lui il presidente"


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La conferenza stampa di presentazione.


PALERMO -  Fabrizio Micari arriva qualche minuto dopo Leoluca Orlando. All'ingresso della sede si trovano ancora i loghi di "Cambiamenti", l'iniziativa di Davide Faraone. È l'occasione per presentare la lista "Micari presidente- Arcipelago Sicilia".

"Una lista - dice Orlando - che rappresenta il punto di riferimento di tutti coloro che si riconoscono in questa candidatura. Bisogna voltare pagina partendo dai programmi. I candidati? Devono essere a posto dal punto di vista etico: verificheremo il certificato penale e il carico pendente. Bisognerà poi partire da un dato: la mortificazione dell'autonomia siciliana e da un provvedimento immediato: l'abolizione del voto segreto in Aula, diventato un mercato inaccettabile. Il voto segreto rompe un rapporto tra potere e responsabilità. C'è poi da affrontare - prosegue Orlando - una calamità istituzionale: in Sicilia non si è applicata normativa nazionale sugli enti intermedi. C'è poi il tema dei rifiuti, per troppo tempo luogo di speculazioni. Ci sono poi le emergenze dell'acqua pubblica, del precariato e della Formazione professionale. Per questo - continua Orlando - servirebbe la modifica dello Statuto: ove assemblea non legifera, si applica la normativa nazionale". Una riflessione anche sulle possibilità del candidato: "Micari non ha voti? Ma dove vivete? Micari ha consenso. Sarà lui - dice Orlando - il prossimo presidente della Regione perché sarà votato dalla gente che non lo conosce ma che si riconosce nelle sue idee. La politica frutto della somma di consensi è finita. Chi ancora ragione con la calcolatrice della politica è rimasto fuori dalla storia".

Il rettore Micari ribadisce i concetti del sindaco: "La mia presenza qui - dice - punta proprio ad aggredire quella parte della cittadinanza che vuole avere un orizzonte, che crede nel futuro. Questa è una terra che può cambiare velocità. Il tema del programma diventa la nostra bussola. Anche la Regione - prosegue Micari - deve diventare sicura e attrattiva. Ricordiamoci che in Sicilia alle Regionali non ha votato nel 2012 il 53 per cento dei siciliani. A loro vogliamo parlare. Visione e competenza, progettualità e capacità di gestione sono le caratteristiche del civismo e di questo progetto. Noi vogliamo parlare di lavoro, diritti e territorio, in una cornice di trasparenza e legalità".

L'idea di "Arcipelago Sicilia" sottolinea Micari "si rifà al tema della rete. In cui le interazioni creano qualcosa. Dobbiamo puntare a rilanciare le imprese, partendo dalla semplificazione. E le imprese ci sono: dobbiamo dirlo che ci sono tante cose buone. Non credo, come il Movimento cinque stelle, che bisogna distruggere tutto per ripartire. Le imprese ci chiedono ammodernamento e gente formata".

"Il cattivo esempio arriva a volte proprio dai professori universitari? I dati dimostrano - dice Micari - che l'83 per cento degli studenti dell'Ateneo palermitano sono soddisfatti. Se riusciremo a fare qualcosa con la coalizione che contiene le stesse forze che hanno governato? Quando arriva un nuovo governo, è sempre la stessa storia: quello precedente ha fatto cose buone, altre meno buone, altre peggio. Io sono convinto che il 6 novembre troverò un bilancio sano, e non è un dato da poco: da quello si può ripartire. Tra i vari progetti ci sono 15 miliardi di euro da poter spendere. Anche sulla Sanità, la situazione è diversa rispetto al passato: la rete ospedaliera ci consentirà di fare stabilizzazioni, scorrimenti e concorsi. La Sicilia su molte cose ha fatto dei miglioramenti, su altre cose no. Sulla Formazione e sui rifiuti, ad esempio, bisogna accelerare molto".

Rispondendo ai cronisti sul tema del "nepotismo" all'Università e in politica, Micari dice: "Preoccupato? Solo dalle generalizzazioni. Che qualcuno possa pensare che tutto l'ambiente sia marcio mi terrorizza. I figli di docenti all'Universita di Palermo? Intanto i padri sono in pensione. Adesso sarà importante che non arrivano i nipoti, o almeno in un numero limitato. Ma le cose stanno cambiando. Il nepotismo in politica? Sul caso di Genovese - prosegue Micari - non mi è piaciuta molto la frase secondo cui si eredita l'esperienza. La Sicilia deve cambiare in una logica di trasparenza e legalità. La campagna elettorale? Io vorrei evitare la rissa". Orlando prende la parola: "Se abbiamo questo candidato presidente è perché gli alleati si sono resi conto che l'esperienza Crocetta si è esaurita. Altrimenti il candidato sarebbe stato un altro. Si è vissuti sulla logica dell'emergenza. Per questo ad esempio, con una firma di Crocetta e Renzi si è trasformata in carta straccia lo Statuto. Ma quella stagione è finita. E Micari rappresenta questo cambio di stagione. Lui è più alternativo di me. Gli altri sono tutti politici come me. Anzi io sono uno statista. Quella di Micari è più alternativo di me". "Palermo versa in pessime condizioni? Io - risponde Orlando - mi occupo di Palermo 24 ore al giorno. Io assente? Questa è solo uno stupido argomento elettorale. Voglio essere giudicato per cinque anni e non per un'ora. Io sono e sarò il sindaco di Palermo E non voglio un presidente della Regione né fascista né sfascista. Abbiamo da un lato Musumeci che è Salvini-dipendente e dall'altro Cancelleri che è Grillo e quindi sfascista".