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Le liste

Dal centrosinistra a Musumeci
Regionali, saltafosso last minute


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Negli ultimi mesi, e in qualche caso negli ultimi giorni, hanno cambiato partito e schieramento


PALERMO - Da Crocetta a Musumeci e Lombardo, passando per Renzi. Tra poche ore la parabola politica di Gianfranco Vullo potrebbe lambire quasi tutti i luoghi della politica siciliana recente. “Non ho ancora deciso, né firmato” confidava ieri pomeriggio a Live Sicilia. Ma il travaglio del deputato uscente di Catania è tutto lì: “E’ vero, gli autonomisti mi hanno cercato. Deciderò tra poche ore”. Gli autonomisti, per intenderci, oggi sono a sostegno del candidato del centrodestra Nello Musumeci, grazie a una lista composta insieme al Cantiere popolare di Saverio Romano.

Da Crocetta a Musumeci?

Eppure, cinque anni fa Vullo era uno dei “rivoluzionari” del governatore gelese. Eletto all’Ars dopo aver racimolato 2.100 voti nella lista “Movimento politico Crocetta presidente”, quello che portava il simbolo del Megafono, sarà uno dei primi a lasciare il governatore al suo destino, “fulminato” dai successi del renzismo. Già nel 2013, passato nel gruppo parlamentare del Pd, sarà proprio lui ad accogliere a Catania il ministro Graziano Delrio. Da lì, non passava giorno senza un riconoscimento al leader Dem. “Un risultato storico grazie all’effetto Renzi” brindò dopo l’exploit delle Europee del 2014; “il governo nazionale, grazie anche alla volontà ferma di Matteo Renzi, saprà aiutare la Sicilia a rimettersi in moto” disse in seguito a uno dei tanti rimpasti di Crocetta; “l’impegno preso dal presidente Matteo Renzi è serio e per questa ragione non ci sono dubbi sull’esito positivo” si diceva certo, nel maggio del 2016, in occasione del riconoscimento da parte dello Stato alla Sicilia di 500 milioni in bilancio; “l’attenzione data alla Sicilia dal premier Matteo Renzi è senza dubbio un fatto di straordinaria importanza. La nuova visita del Presidente del Consiglio servirà a tirare la volata alla vittoria del Sì al referendum” spiegava ottimista (ottimismo evidentemente mal riposto) un anno fa; pochi mesi fa, infine, l’elezione sempre nell’area Renzi all’assemblea nazionale del partito. Ma i tempi della politica, si sa, hanno poco a che fare con quelli della coerenza. E così ecco che Vullo decide che bisogna cambiare di nuovo: passare con Musumeci, nella lista di Lombardo e Romano. O, in alternativa, il ritorno al Megafono lasciato a inizio legislatura, dove è già tornato, solo un mese fa, almeno a Sala d'Ercole, dove ha contribuito a "ricreare" il gruppo di Crocetta, evitando così al governatore di cercare le firme necessarie per iscrivere una lista che pare, alla fine, non correrà nemmeno. 

Porto lascia Bianco

Ma il possibile salto “last minute” di Vullo non è affatto un caso isolato. E' il caso ad esempio anche del deputato siracusano Gianbattista Coltraro: eletto nel 2012 col Megafono di Crocetta, oggi si trova a sostenere il candidato presidente sconfitto cinque anni fa, cioè Nello Musumeci. Dopo un lungo giro, infatti, il notaio aretuseo ha scelto l'Udc di Cesa. Sempre negli ultimi giorni, poi, come ha già scritto recentemente Live Sicilia, Alessandro Porto, il capogruppo al consiglio comunale di Catania della lista del sindaco Enzo Bianco, deve sciogliere una riserva: andare con l’Udc di Cesa o con Forza Italia? Comunque vada, sarà un bel cambiamento: dal sindaco del Pd che sta lavorando alla lista “Micari presidente”, a un altro presidente, cioè Nello Musumeci.

L'addio di Adele Palazzo

Ma a Catania negli ultimi giorni sembra girare lo stesso “virus”. Micari sembra non convincere, e così, ecco anche il passaggio clamoroso della responsabile del circolo etneo del Pd Adele Palazzo: “Non è stato facile dopo quasi dieci anni - ha raccontato - lasciare il Pd ed i ruoli che ricoprivo, ma non trovavo più alcuna motivazione per rimanerci. Per alcuni risultavo addirittura scomoda perché ho sempre anteposto il valore del partito alle dinamiche correntizie. Ho soltanto scelto, mettendoci la faccia, di non voler rimanere nella condizione comatosa in cui versa il Pd, valutazione che in tanti condividono nel silenzio. Sono quasi certa – ha aggiunto - che altri al mio posto, pur provenendo dal centro sinistra, se ne avesse avuto la possibilità di candidarsi in una lista civica come ad esempio #DiventeràBellissima l’avrebbero volentieri accettata”.

La vulcanica Catania

Ma i movimenti da una parte all’altra della barricata sono tanti, nella vulcanica Catania. Specie se vai a guardare anche tra gli amministratori locali, a tutti i livelli. È il caso di un altro uomo di Bianco, Francesco Petrina che ha scelto di correre con l’Udc. Ma anche quello dell’imprenditore Vito Rau, consigliere ed ex assessore a Paternò, che correrà sempre con l’Udc dopo aver militato, sebbene tramite liste civiche, nell’area politica vicina all’assessore Pd Anthony Barbagallo. Giuseppe Zitelli, vice del sindaco di Belpasso Carlo Caputo anche lui vicino a Bianco, invece correrà con #DiventeràBellissima, il movimento proprio del candidato Nello Musumeci.

I "saltafosso" nel listino di Musumeci 

Non solo Catania. In queste ore, ad esempio, l’ex sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo, consigliere comunale in quota Sicilia Futura, ufficializzerà la propria candidatura con i Popolari e autonomisti a sostegno di Musumeci. Ma oltre alle liste del centrodestra, alcuni “saltafossi”, per usare le parole e gli argomenti del vicepresidente designato Gaetano Armao, sarebbero finiti fin dentro il listino proprio di Nello Musumeci. Forse il riferimento riguardava anche Elvira Amata, in un passato non così remoto esponente di Sicilia Futura, finita nel listino in quota Fratelli d’Italia. O forse riguardava Mimmo Turano, fino a poche settimane fa capogruppo dei Centristi di Gianpiero D’Alia, ossia gli ex Udc che lanciarono per primi, per poi sostenere fin quasi al tramonto della legislatura, il governatore Rosario Crocetta.

Il ritorno nel centrodestra 

Il “salto” di Turano, del resto, è stato compiuto in compagnia di una vera e propria “truppa”: ex Centristi ed ex alfaniani hanno deciso di mollare il centrosinistra e andare dall’altra parte, dove si avverte il profumo di una possibile vittoria. Totò Lentini, ad esempio, appena pochi mesi fa, fu impegnatissimo nella creazione e nella spinta di una lista a sostegno del candidato sindaco Leoluca Orlando, in quella coalizione che comprendeva ovviamente anche il Pd e Sinistra Comune. Oggi,è candidato con Forza Italia. In occasione delle stesse elezioni amministrative, è stato molto intenso il lavoro di Pietro Alongi, ex Pdl poi rimasto con Alfano, tra i dirigenti più attivi nella creazione della lista “ibrida” tra Pd e Alternativa popolare: oggi sostiene Musumeci dopo il passaggio all’Udc. E ancora, stesso percorso è stato compiuto dagli ex centristi Gaetano Cani e Margherita La Rocca Ruvolo, mentre l’ex compagno di partito Orazio Ragusa, a lungo anche lui come gli altri nella maggioranza di Crocetta, ha scelto Forza Italia. Dove sono finiti anche alcuni ex alfaniani: a Trapani Giovanni Lo Sciuto e a Messina Nino Germanà che non era solo parte della maggioranza di Crocetta, ma in un certo senso era anche un ‘pezzo” del governo regionale. Era riconducibile a lui, infatti, la presenza in giunta dell’ex assessore ai Beni culturali Carlo Vermiglio. Non a caso, dopo il “salto del fosso” di Germanà, che in realtà somiglia a un “ritorno a casa”, anche Vermiglio ha dovuto fare le valigie dal governo di Crocetta. Tutto cambia, in pochi minuti. E così, si scopre che in fondo la strada che porta Crocetta a Musumeci, il Pd a Forza Italia non è poi così lunga.