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Gente di destra

L'attrice con 'Diventerà Bellissima'
"Appoggio Musumeci, ecco perché"


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Intervista con Valeria Contadino, protagonista de "Il Casellante". "In lista come donna e madre".

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elezioni regionali, intervista, valeria contadino
PALERMO – Valeria Contadino, attrice catanese e madre di cinque figli, ha scelto di aggiungere la politica al proprio curriculum. Un passo che, racconta lei in tournée da più di un anno con “Il casellante” di Andrea Camilleri, è arrivato in virtù di una riflessione e dell’antica amicizia con Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra, che le ha chiesto personalmente di entrare nelle fila di 'Diventerà Bellissima'. L’intenzione di Valeria Contadino è di conquistare uno scranno da deputato regionale, e di lavorare “come donna, come madre e come attrice” per la Sicilia.

Valeria Contadino, con la presentazione della lista, avvenuta la settimana scorsa, la sua candidatura è ufficiale. Cosa l’ha spinta a impegnarsi in prima persona accanto a Nello Musumeci?

"La mia è stata una decisione ponderata, ho pensato bene e serenamente di potere assumere una responsabilità nei confronti dell’elettorato. Seguo Musumeci fin da giovanissima nel suo impegno e nella carriera politica. Mi considero una donna che politicamente guarda a destra e sono sempre stata fedele a questo percorso. Ho visto nascere il movimento 'Diventerà Bellissima' a cui tanti giovani come me hanno aderito. Ho pensato di dare così il mio sostegno come donna, come madre e come attrice al suo progetto e alla sua azione di uomo dalle indiscusse doti di onestà. Quello dell’onestà è un dato da molti considerato come obiettivo fondamentale, ma in realtà dovrebbe essere un pre-requisito. Poi viene tutto il resto, come il programma che si pone ai siciliani. Nello Musumeci è, a mio avviso, l’unica persona che ha dimostrato competenza nell’amministrazione della cosa pubblica, dando prova già abbondantemente di avere capacità di governo sorretto dall’impegno e della passione per l’azione politica".

È inusuale che un’attrice si posizioni a destra, in un ambiente come quello teatrale e cinematografico in cui molte persone sono impegnate nel campo opposto?

"In realtà siamo arrivati a un punto in cui i confini tra destra e sinistra non sono più così definiti. La politica è stata ridotta a merce di scambio, invece è importante consegnare ai nostri figli una idea di politica come partecipazione e consapevolezza del bene comune di cui tutti godiamo. Il dato preoccupante emerso dall’ultimo sondaggio è che il 56 per cento degli aventi diritto al voto si astiene, un dato che deve far riflettere e che preoccupa. L’astensione dalla partecipazione elettorale è una deroga delle possibilità che ognuno di noi ha: non andare a votare significa non esercitare la propria sovranità, consegnando un assegno in bianco al pessimismo e al nichilismo. Non dobbiamo e non possiamo permettercelo. Questo è l’interrogativo più importante cui dobbiamo trovare risposta. Poi possiamo discutere all’infinito di cosa è destra e sinistra. Io condivido ad esempio l’affermazione di Andrea Camilleri sull’essere vicini alla politica – da qualsiasi parte si stia - e non cavalcare la rabbia e la protesta. Poi si può andare d’accordo o meno su alcune cose, stare da una parte o dall’altra, ma mai accendere focolai che istighino al populismo o all’anarchia perché sarebbe la morte di qualsiasi progetto civile. Dobbiamo dire ai nostri figli che la politica non è uno scambio di voti contro lavoro. Questo modo di vedere è l’anticamera per allontanare le persone dalla politica".

Ha detto che il suo impegno è innanzitutto come donna e come madre. Che significa?

"La condizione della donna, soprattutto in Sicilia, lascia tanti punti in sospeso. Dobbiamo cercare invece di mettere dei punti che siano fermi. Questo significa dare degli strumenti alle donne perché non si trovino più nella condizione di dover scegliere tra essere madri o, in alternativa, lavoratrici. Essere donne significa essere persone in grado di realizzarsi, attraverso il lavoro, la formazione ma anche la famiglia, perché è importante insistere sul fatto che realizzarsi nel lavoro non vuol dire dovere sacrificare la famiglia. E’ importante garantire loro la possibilità economica per potere lavorare e, allo stesso tempo, essere madre: quando una donna mette al mondo un figlio deve potersi permettere un asilo nido o una baby-sitter per non essere costretta a sacrificare il lavoro. Io ho vissuto in prima persona questo problema: avendo cinque figli, tra cui due coppie di gemelli, e un mestiere pieno di incertezze, ho dovuto fare affidamento su me stessa e sulla mia determinazione. Ed io non sono un caso eccezionale, ci sono molte donne come me. Una regione con un alto senso civico, che va in direzione del progresso, deve tutelare le prerogative della donna rispetto alle sue scelte".

Lei sostiene Musumeci a prescindere dal suo ruolo nel centrodestra? C’è stato un momento in cui la sua candidatura sembrava più dividere che unire la sua coalizione, e negli ultimi giorni, con l’esclusione di Armao dal listino del presidente, ci sono stati alcuni malumori.

"Rispetto al panorama politico italiano, Musumeci ha il merito di aver compattato il centrodestra in Sicilia. Attraverso lui e il suo programma si è trovata una comunione d’intenti. In una terra piena di contraddizioni come la nostra una dote fondamentale è quella di tenere gli equilibri con trasparenza e competenza. Ho fiducia in lui perché è una persona che ha costruito la sua vita passo dopo passo e ha sempre lavorato per il bene della cosa pubblica ottenendo risultati tangibili".