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L'ex sindaco di Gangi con Micari
"Ho un modello per la Regione"


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Giuseppe Ferrarello, dopo due mandati da amministratore del "Borgo dei borghi", si candida.

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PALERMO - Da sindaco di Gangi, che ha amministrato per due mandati consecutivi, Giuseppe Ferrarello è riuscito a ottenere la nomina del comune delle Madonie a borgo più bello d’Italia. Ma Ferrarello sottolinea che gli altri risultati ottenuti nei suoi dieci anni da amministratore, come il rilancio dell’agricoltura e del turismo nelle Madonie e l’avere creato una rete di amministratori della zona, sono stati meno appariscenti ma avranno un impatto più duraturo sul territorio. Un’esperienza che oggi Ferrarello tenta di portare alla Regione, candidandosi a deputato nella lista Arcipelago che sostiene la candidatura di Fabrizio Micari.

Giuseppe Ferrarello, lei è stato un amministratore slegato dalle esperienze di partito e ha preferito concentrarsi sul lavoro nel suo comune. Perché ha deciso di candidarsi alle elezioni regionali?

"Ho fatto il sindaco di Gangi fino all’11 giugno scorso e poi non potevo più ricandidarmi, perché avevo già fatto due mandati. Ora sono vicesindaco perché abbiamo fatto un grande lavoro, per esempio con la nomina a borgo più bello d’Italia e con l’iniziativa 'Casa a un euro', con cui abbiamo distribuito un patrimonio di case abbandonate e abbiamo incoraggiato i privati a tornare a Gangi e ristrutturare alcune strutture del centro storico. Lavorando con altri sindaci delle Madonie e concentrandoci sulle risorse naturali e sulla valorizzazione dei nostri prodotti abbiamo migliorato il territorio. Abbiamo fatto riqualificazione urbana e portato avanti, soprattutto, una visione di comunità, unendo venti comuni e lavorando su cose pratiche come il sostegno agli imprenditori, perché da soli non si va da nessuna parte. Tutta questa mia esperienza voglio portarla alla Regione. Io vengo dal settore privato, dalla gestione di grandi alberghi di lusso, e non mi candido, contrariamente a come fanno molti in questi giorni, per fare un investimento, ma perché penso che la politica sia un servizio. Non ho bisogno di dimostrare il mio valore, parlano le cose che ho fatto. L’unico mio pensiero è portare in Regione il modello Gangi, la mia esperienza e il mio valore".

Cosa significa, in concreto, portare in Regione il modello Gangi?

"Sono convinto che in tutta la Sicilia siamo seduti sull’oro, e se continuiamo in questo modo un futuro c’è. Voglio puntare innanzitutto su agricoltura e zootecnia, sulle nostre risorse naturali, che non sono solo quelle di Gangi o delle Madonie ma della Sicilia intera. Dunque, ragionare sul turismo e su come fare a valorizzare il nostro patrimonio. Sono convinto che, se faremo così, i nostri giovani non avranno più bisogno di emigrare. L’importante è costruire, non andare contro qualcuno con attacchi strumentali. E ci vogliono le competenze, perché c’è gente che parla di patto di stabilità o di altri argomenti delicati senza saperne nulla e poi fa disastri. Io nei miei dieci anni da sindaco ero arrivato al punto di non andare più alla Regione perché era tempo perso. Un imprenditore ha bisogno di rapidità e non può perdere anni dietro i cavilli burocratici e le lungaggini della politica regionale".

Tra tante liste che la corteggiavano, perché tutti la davano e la danno come vincente, ha scelto quella Arcipelago, come mai?

"Per me è la mia naturale collocazione, facendo l’amministratore che stava sul territorio. Io vengo dal mondo dei territori, e siccome sono un idealista penso che la politica deve lavorare dal basso, dai sindaci e dal contatto con le realtà del territorio. La lista Arcipelago è il luogo perfetto per lavorare in questo senso".