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L'interrogatorio

Caso Saguto, il docente indagato:
'Aiutai anche il figlio di Lari...'


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Silvana Saguto

Beni confiscati. Carmelo Provenzano, professore all'università di Enna, si è difeso così.


PALERMO - Ha chiesto di essere interrogato dal giudice di Caltanissetta che sta celebrando l'udienza preliminare sul cosiddetto caso Saguto. Carmelo Provenzano si è difeso tirando in ballo un parente di Sergio Lari, l'ex capo dei pubblici ministeri che chiedono il suo rinvio a giudizio. Una scelta che probabilmente anticipa le strategie difensive di un eventuale dibattimento. L'obiettivo potrebbe essere quello di vestire di "normalità" quanto accadeva nella sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. Una normalità dimostrata dal coinvolgimento di altri magistrati nella rete di relazione degli imputati.

Provenzano, docente all'università di Enna, è uno dei diciannove imputati per i quali il Gup Marcello Testaquatra dovrà decidere se meritino di essere processati o prosciolti. Secondo l'accusa, avrebbe ottenuto incarichi di amministratore giudiziario dall'ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, ora sua coimputata, in cambio di regali, cassette di frutta e verdura, e una corsia preferenziale per il figlio, Emanuele Caramma, che doveva laurearsi alla Kore. Provenzano, che avrebbe piazzato parenti e conoscenti nelle amministrazioni, ha risposto per ore alle domande del pm Maurizio Bonaccorso.

Nel corso dell'interrogatorio ha spiegato che l'aiuto dato al figlio della giudice, accusata di corruzione e nel frattempo sospesa dalle funzioni e dallo stipendio, rientrava nella sua professione di docente. Aiutava e dispensava consigli al giovane Caramma, così come a tanti altri studenti. Compreso il figlio dell'attuale procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari. Nessun favore, dunque. Anche il tribunale nisseno gli aveva assegnato dei beni da amministrare, ma non dipese dai suoi rapporti con il magistrato. Stessa cosa, ha sostenuto Provenzano, a Palermo.

"Ma non mi risulta - ha detto Provenzano al gup - che le mie telefonate con altri studenti, come il figlio di Lari, siano finite agli atti del procedimento". L'esame di Provenzano proseguirà il 18 ottobre. L'inchiesta prende il via dalla Procura di Palermo che indagava su illeciti in un'amministrazione giudiziaria. I magistrati incappano nel nome di alcuni colleghi come Saguto e sono costretti a trasmettere le carte a Caltanissetta dove, all'epoca, Lari era procuratore.

In poco più di un anno il Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo passa al setaccio anni di gestione della sezione Misure di prevenzione del Tribunale, ritenuta fiore all'occhiello dell'azione antimafia e rivelatasi invece un centro di malaffare. Saguto avrebbe gestito come fosse una cosa propria il sistema, creando una lista di amministratori disposti a ricambiare con dei favori gli incarichi ricevuti.

Ecco l'elenco completo degli imputati davanti al Gup: Silvana Saguto, Lorenzo Caramma, Carmelo Provenzano, Roberto Nicola Santangelo, Tommaso Virga, Walter Virga, Emanuele Caramma, Vittorio Pietro Saguto, Roberto Di Maria, Maria Ingrao, Calogera Manta, Rosolino Nasca, Francesca Cannizzo, Fabio Licata, Lorenzo Chiaramonte, Aulo Gigante, Elio Grimaldi.

Gaetano Cappellano Seminara, il più noto gtra amministratori giudiziari siciliani, ha scelto di essere processato con il rito immediato e, dunque, ha saltato l'udienza preliminare. Dal troncone principale si è staccato un altro docente, Luca Nivarra, la cui posizione è stata trasferita a Palermo per competenza territoriale.