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Il “giallo” della documentazione

Lista Micari e Crocetta esclusi
L’ultima speranza passa da Palermo


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Il Tar di Catania ha confermato il 'no'. Ricorso anche al tribunale del capoluogo. Cosa contiene.


PALERMO - L’ultima speranza passa da Palermo. Dal Tribunale amministrativo del capoluogo, dove il presidente della Regione Rosario Crocetta e il candidato Nicola Barbalace hanno presentato due distinti e quasi identici ricorsi contro l’esclusione della lista “Arcipelago-Micari presidente”.

L’ultima speranza, dopo lo stop arrivato proprio in giornata dal Tar di Catania. Una pronuncia che ha innescato nuovi dubbi e qualche polemica. Gentile, gentilissima, come da “marchio di fabbrica” quella del rettore Fabrizio Micari, candidato alla presidenza col centrosinistra: “I nostri avvocati – spiega a Live Sicilia – ritengono che il Tar competente dal punto di vista territoriale non sia quello di Catania. Eppure, fatto molto strano – aggiunge Micari – questa eccezione non è stata nemmeno presa in considerazione”.

Così, la palla passa a Palermo dove sono stati presentati “ricorsi – prosegue Micari – che contengono anche altri elementi. Noi siamo fiduciosi”. Insomma, per il candidato non è ancora finita. Ma adesso il “giallo” è legato alla stessa competenza territoriale del Tar. In linea teorica, infatti, anche quello di Palermo potrebbe dichiararsi competente e, in caso di pronuncia favorevole a Crocetta e Barbalace, bisognerà dirimere la questione con un nuovo complesso procedimento tra i Tar. Insomma, un caos.

L’udienza è prevista per le 10 di domani. E i giudici amministrativi, come detto, dovranno esaminare i ricorsi presentati da Crocetta e Barbalace. Ricorsi che provano a ricostruire il “caso messinese”, provando a dimostrare come in realtà i delegati per la presentazione delle liste fossero già all’interno dei locali del tribunale nei minuti in cui scoccava il termine per la presentazione. Secondo gli avvocati Andrea Scuderi, Giovanni Mania, Francesco Stallone e Salvatore Lo Cascio, che difendono il governatore Rosario Crocetta e Davide Siragusano, uno dei “delegati” della Lista Micari che è rimasto, sostanzialmente, fuori dalla porta dell’aula in cui andava presentata la documentazione, è necessario ponderare “interessi ed esigenze di pari rango correlate con i diritti di elettorato passivo qui in prima battuta coinvolti e con quelli di elettorato attivo”. Insomma, in gioco ci sono le elezioni e il diritto dei cittadini di votare ed essere votati. Per questo, scrivono i legali, la situazione “impone una particolare saggezza nel ricercare un equilibrio ed una ponderazione che non mortifichi, senza la necessaria proporzione, la domanda e l’offerta elettorale”.

Per farla breve, secondo Crocetta e gli altri candidati che hanno presentato ricorso, un delegato, Giovanni Rovito, era già all’interno dell’aula ben prima dell’orario di chiusura della presentazione delle lista, mentre l’altro (Siragusano, appunto), era giunto proprio allo scadere del termine (intorno alle 16) ma aveva trovato la porta chiusa e aveva invano provato a entrare per consegnare la parte restante della documentazione. Addirittura, ricostruiscono gli avvocati, l’esame della documentazione della “Lista Micari” sarebbe iniziato prima di quella del Pd, ma si sarebbe interrotto, in attesa dell’arrivo della documentazione mancante, facendo “passare avanti” proprio i delegati Dem. Secondo i ricorrenti, tra l’altro, l’operazione di verifica della documentazione “a porte chiuse” sarebbe anche illegittima perché violerebbe il principio della pubblicità delle operazioni elettorali.

Tutte questioni alle quali domani il Tar di Palermo darà una risposta. A cominciare dalla competenza territoriale, prima ancora di entrare nel merito. L’ultima speranza per Crocetta, Micari e i candidati della lista del presidente. Prima di un nuovo, eventuale, inevitabile ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa.