Live Sicilia

Le accuse di danno all'erario

Corte dei conti e maxi-risarcimenti
I guai di Crocetta e dei suoi amici


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Notificato al governatore un invito a dedurre per la vicenda Ciapi. Si aggiunge alle inchieste su rifiuti e Sicilia e-servizi. Gli altri casi.


PALERMO - Ci mancava solo il Ciapi. Solo l'ultimo “guaio” contabile per il presidente della Regione Rosario Crocetta. Dai precari ai rifiuti, passando per le società partecipate, adesso il “conto” rischia di essere assai salato per il governatore della legalità. Che ha ricevuto, come racconta oggi il quotidiano La Repubblica, un invito a dedurre (l’avviso di garanzia nel processo contabile) per le assunzioni a tempo determinato dei lavoratori ex sportellisti all’interno del cosiddetto progetto “Spartacus”. Il presunto danno all’erario contestato è di circa 20 milioni di euro.

Non tutto a carico del presidente, ovviamente. Crocetta è infatti in buona compagnia, a dire il vero, visto che lo stesso invito è stato notificato all’ex dirigente generale Anna Rosa Corsello, oltre che al presidente del Ciapi Egidio Ortisi e a quelli che, in quei giorni, erano i componenti della giunta regionale: Nino Bartolotta, Luca Bianchi, Lucia Borsellino, Dario Cartabellotta, Mariella Lo Bello, Nicolò Marino, Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti e Linda Vancheri.

I magistrati contabili avrebbero contestato le modalità di utilizzo dei 35 milioni previsti dal progetto: in qualche caso, ricostruisce Repubblica, sarebbero stati destinati ai lavoratori senza che questi svolgessero un effettivo lavoro. La vicenda fu sollevata alcuni anni fa proprio da Live Sicilia, che ha descritto quelli che erano i dettagli poi raccolti anche dalla Guardia di Finanza. Il giornale si è anche recato nei locali in cui si sarebbero svolte le attività.

Un’altra grana, per Crocetta e le persone a lui più vicine. Che somiglia, del resto, per molti aspetti a un’altra vicenda. Almeno dal punto di vista dei protagonisti. Le assunzioni di Sicilia e-servizi hanno infatti portato in dote al governatore un altro procedimento con l’accusa di aver provocato un danno all’erario da circa un milione di euro. In questo caso, la contestazione riguarda anche l’attuale amministratore unico della società, Antonio Ingroia e ha coinvolto, appunto, gli ex assessori Nino Bartolotta, Esterina Bonafede, Dario Cartabellotta, Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti, oltre a burocrati e funzionari. Il caso delle assunzioni degli ex dipendenti delle società private che sono “uscite” da Sicilia e-servizi ha avuto anche un risvolto penale, poi però archiviate. Procede invece la causa di fronte alla Corte dei conti.

Ma non sono queste le uniche “spine” contabili per Crocetta. Di pochi giorni fa, infatti, ecco un’altra contestazione a sei zeri: la Corte dei conti ha addebitato a Crocetta una somma di 4,3 milioni di euro per il flop della raccolta differenziata in Sicilia. Una inchiesta contabile che coinvolge anche il suo predecessore Raffaele Lombardo, il sindaco Leoluca Orlando e l’ex sindaco Diego Cammarata. Tra gli inviti a dedurre anche quello a Marco Lupo, un dirigente generale “esterno”, scelto quindi per il rapporto di fiducia col governo e il suo presidente. A lui è contestato un danno all'erario superiore al milione di euro.

Già, perché i guai contabili di Crocetta vanno oltre la persona del governatore e spesso riguardano figure comunque a lui vicine. Noto ormai il caso del vero braccio destro di Crocetta, il Segretario generale Patrizia Monterosso, condannata dalla Corte dei conti a circa 1,3 milioni di euro di risarcimento per la vicenda dei cosiddetti “extrubudget” nella Formazione professionale. Agli occhi di Crocetta, però, quella condanna era poco più di una multa. Una posizione che innescò in quei giorni la reazione piccata della presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti Luciana Savagnone. “Lascia perplessi – mise nero su bianco il magistrato nella sua relazione - la sottovalutazione” della portata di quella condanna “proprio da parte di chi – proseguiva - non solo dovrebbe curarne l’esecuzione, ma anche mettere ordine in un settore martoriato da scelte improvvide. L’affermazione resa agli organi di stampa, secondo cui 'le sentenze della Corte dei conti hanno lo stesso valore di una sanzione amministrativa', trascura di considerare che, chi emette sentenze e condanna, è un giudice e ciò fa solo dopo un’attenta valutazione dell’elemento soggettivo della responsabilità”.

Altro “prescelto” da Crocetta condannato dalla Corte dei conti è Titti Bufardeci, che il governatore ha indicato come membro “laico” della sezione consultiva del Cga. Per lui, una condanna da 65 mila euro per le cosiddette “spese pazze” all’Ars. E una condanna contabile molto simile, recentemente, ha riguardato anche un assessore in carica del governo Crocetta: ad Antonello Cracolici i magistrati contabili hanno presentato un conto da 72 mila euro, dopo una prima richiesta da 300 mila euro. Una condanna che non ha niente a che vedere col ruolo di assessore all’Agricoltura ma che è riferita appunto al periodo in cui Cracolici rivestiva il ruolo di capogruppo all’Ars del Partito democratico.