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Berlusconi: "Impegno per il Ponte"
Musumeci: "Dio dalla nostra parte"


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Berlusconi a Catania

Il Cav a Catania: "Intesa nel centrodestra, M5s violenti nel linguaggio". Di Maio chiede "rispetto"


CATANIA - Ciminiere stracolme per il ritorno di Silvio Berlusconi a Catania. Il centro fieristico catanese di viale Africa è letteralmente preso d'assalto da candidati, simpatizzanti e semplici curiosi: l'arrivo di Silvio Berlusconi, 9 anni dopo l'ultima visita all'ombra dell’Etna, infiamma gli animi ancor prima che il Cavaliere entri nella sala riempita oltremodo: i cronisti, tanti, sono costretti a sedersi sui gradini o per terra. Le prime file sono riservate ai big di Forza Italia, tra cui l'ex ministro Stefania Prestigiacomo, seduta accanto Francesca Pascale, l'ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il commissario forzista in Sicilia Gianfranco Miccichè e l'ex presidente del Senato Renato Schifani. In platea, qualche bandiera di Forza Italia torna a sventolare. Insomma, la prima risposta a Beppe Grillo, che a Catania ha riempito piazza Università, chiamando a raccolta oltre cinquemila persone, sembra proprio questa: il popolo di centrodestra c'è ed è numeroso.

"Il nostro futuro governo avrà maggioranza di protagonisti dell'impresa, delle professioni, i ministri politici saranno una minoranza. Così cambieremo l'Italia". afferma Berlusconi tornando su un accordo di governo del centrodestra che - precisa - "troverà conferma nella cena di stasera con Nello Musumeci, Matteo Salvini e Giorgia Meloni". Rispetto alla convention di Palermo, tuttavia, Berlusconi non ripete la divisione numerica dei ministri che, spiegava ieri, era di 3 ministri a FI, 3 alla Lega e 3 a Fdi. Poi un lungo attacco al Movimento cinque stelle: "I 5 Stelle sono pauperisti, sono violenti nel linguaggio e sotto le urla c'è il nulla. Non hanno alcuna preparazione amministrativa e nelle città dove governano è un disastro, Roma in testa. Credo che questi signori non hanno né arte né parte, non hanno valori fondanti, sono diventati solo degli opportunisti e dei veri professionisti della politica. Possiamo ripetere exploit del 2008. Avete avuto gli ostrogoti, i bizantini, i musulmani, gli svevi, gli angioini, gli aragonesi, i normanni, i Savoia. E io mi domandavo, "ma non è che dopo tutte queste nobili dominazioni volete arrivare a farvi dominare da un certo Grillo", ancora l'ex premier invitando la platea a urlare in coro "no". E la platea lo accontenta. Secondo Berlusconi "votare il M5S non è un atto di protesta, è masochismo, un masochismo che danneggia i figli e i nipoti della Regione". Da qui la definizione di "pericolo" affibbiata all'ipotesi di un governo della Sicilia del M5s.

Salendo sul palco delle Ciminiere, Berlsuconi ha ricordato il suo amico Umberto Scapagnini, medico e sindaco di Catania dal 2000 al 2008. "Fu il primo a dirmi che avrei potuto vivere per 120 anni, ce la sto mettendo tutta", racconta Berlusconi che, parlando di Scapagnini (morto 4 anni fa, sottolinea: "è stato un fantastico sindaco, un mio amico e il mio medico". Poi la proposta: "I siciliani che tornano a casa" dall'estero "possono essere esentati dal pagamento di qualsiasi imposta. Ma bisogna eliminare le pastoie burocratiche, eliminare le esportazioni". L'ex premier ha poi rilanciato l'idea del Ponte sullo Stretto: "Di Pietro ha buttato per aria quello che noi avevamo cercato a costruire, il ponte sullo stretto. E' fondamentale la costruzione del Ponte. Il nostro impegno, tornando al governo, un impegno preciso, è riprendere il progetto del Ponte sullo Stretto". E, in chiave di promozione turistica, Berlusconi promette anche la costruzione di un Casinò a Taormina. "E' importante per i flussi, come accade a Malta".

"Una volta che il centrodestra andrà al governo l'impegno è occuparsi prioritariamente della vostra Regione - ancora Berlusconi -. Prepareremo un Piano Marshall per la Sicilia con due, tre, quattro miliardi all'anno perché possiate costruirvi le infrastrutture, le ferrovie, i porti". E ancora: "Noi qui scendiamo in campo come FI alla guida della coalizione di centrodestra e noi avremo il piacere di vedere come presidente della Regione Musumeci, garanzia onestà, trasparenza, competenza". Berlusconi ha quindi presentato anche il commissario di FI in Sicilia Gianfranco Micciché, il candidato vice presidente Gaetano Armao e il candidato assessore Vittorio Sgarbi.

A Berlusconi risponde la senatrice M5s Paola Taverna: "Sono sorpresa da chi ancora attribuisce credibilità a Berlusconi, un Cavaliere ormai caduto da cavallo. Chi ci vota fa un voto ragionato. E noi gli diciamo 'ragionate con la vostra testa'". Così la capogruppo M5S al Senato all'emittente romana Radio Radio, sulle dichiarazioni dell'ex premier. Poi la replica di Di Maio: "Berlusconi prima di parlare rispetti la comunità M5s perché noi di governatori coinvolti in processi di mafia non ne abbiamo mai avuti né avuto il lista gente che era in galera", ha detto il vicepresidente della Camera da Niscemi..

Prima di Berlusconi l'intervento di Musumeci: "La mafia cerca un alleato e non sarà la mafia a fermarci. Non sarà la demagogia a fermarci, il vuoto dei grillini, il loro linguaggio odioso, violento. Non vi consegneremo mai questa terra. Più che un vuoto vi chiedo una scelta, un patto di fiducia e mai tradirei la fiducia dei siciliani in questa ultima campagna elettorale perché" dopo i 5 anni alla presidenza della Regione "uscirò dalla politica", ha affermato il candidato del centrodestra dal palco delle Ciminiere. "Ce la faremo, Dio è dalla nostra parte", galvanizzando la platea Musumeci. "Questa è la Catania, la Catania che mi piace", ha affermato Musumeci salendo sul palco delle Ciminiere, struttura che - ricorda - fu aperta proprio nel corso della sua amministrazione della provincia etnea. C'è, rispetto alla convention di Palermo di ieri, un cambio nel programma: nel capoluogo siciliano Musumeci non ha parlato dal palco, salendoci solo alla fine, assieme a Gianfranco Micciché, Gaetano Armao e Vittorio Sgarbi. Nella "sua" Catania, invece, Musumeci di fatto introduce l'intervento di Silvio Berlusconi, ruolo svolto da Micciché a Palermo. In questa terra "noi siamo riusciti a rigenerare il centrodestra. Dopo anni tutte le forze politiche del centrodestra tornano assieme attorno alla mia candidatura", ancora Musumeci.