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La Sicilia e i due centrodestra
Leader insieme solo a tavola


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Il discorso di Berlusconi, l'incrocio con Salvini, la cena catanese in programma per oggi.

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PALERMO - A breve ci sarà il bis a Catania, con complicate prove d'unità del centrodestra. Nel capoluogo etneo infatti, Silvio Berlusconi incrocerà Salvini e Meloni lanciando idealmente la lunga corsa delle destra verso le Politiche. Ma l'antipasto palermitano di ieri è stato succulento. E la giornata panormita del Cavaliere, con il discorso del Politeama e il pasto del disgelo consumato con Nello Musumeci, offre più di uno spunto.

Ieri a Palermo, ancora una volta, pur nel clima festante da campagna elettorale, si è vista
la fotografia delle due destre e del loro matrimonio d'interesse imposto dalla tornata elettorale.

Una è quella di Musumeci, la destra postmissina dal profilo law and order, che per anni ha censurato scandali, impresentabili e compromessi, e che oggi, da frontrunner della competizione, deve camminare sul filo come un equilibrista, difendendo da una parte la propria storie e dall'altra non sconfessando gli alleati che portano voti.

L'altra è quella berlusconiana, quella forzista, che dopo mesi di estenuanti trattative sull'orlo di una crisi di nervi ha digerito la candidatura di Nello Musumeci, pur restando distinta e anche un po' distante dal candidato presidente.

Attorno al redivivo Berlusconi ieri al Politeama c'era tutto il mondo forzista. C'era Gianfranco Miccichè, ovviamente, l'artefice del ricompattamento del centrodestra. E Gaetano Armao, ossia il candidato che Arcore avrebbe preferito, "una persona di grande competenza – ha detto ieri Berlusconi -, credo che nessuno come lui conosca le necessità della vostra terra". Nessuno, appunto. E poi in platea si notava Francantonio Genovese, con figlio, oltre agli azzurri di lungo corso come Renato Schifani e Francesco Cascio, Antonio D'Alì. E poi lo stato maggiore d'un tempo, quello del 61 a zero, quello del potere perduto. Si vede anche Silvio Cuffaro, fratello di Totò.

A quel mondo forzista Berlusconi ha parlato. Tornando ai cavalli di battaglia di sempre, meno tasse, anzi tutto, separazione delle carriere dei giudici e via dicendo. Un concentrato di berlusconismo evergreen, insomma. E poi l'affondo contro i cambiacasacca, invocando l'introduzione del vincolo di mandato (i tempi degli Scilipoti sono un ricordo lontano), un richiamo che non passa inosservato in una campagna elettorale, quella siciliana, in cui il centrodestra ha raccolto una decina di deputati uscenti che hanno mollato in zona Cesarini il centrosinistra per accasarsi nelle liste a sostegno di Musumeci.

Le ricostruzioni dei retroscena giornalistici raccontano dei rimbrotti forzisti in camera caritatis al candidato Musumeci per le sue uscite sugli impresentabili, quelli scoperti dal politico catanese leggendo i giornali. D'altro canto Miccichè sul tema aveva parlato anche pubblicamente, annotando in un'intervista a Repubblica che "questa storia degli impresentabili Musumeci se la poteva evitare”. Eccole le due destre: anche Salvini sul tema ha mostrato tutta la sua distanza dagli alleati in questi giorni.

Ma quando Berlusconi ha toccato il tema nel suo discorso del Politeama, la linea è stata più o meno quella di Musumeci, per lo meno nelle conclusioni: “Qualcuno ha sollevato il dubbio sui candidati nelle liste, ma questo è un sistema democratico: se non vi piacciono non li votate”. Un altro sforzo verso l'unità e il superamento delle incomprensioni, che si aggiunge agli elogi dell'ex premier per l'esperienza politica e l'onestà di Musumeci, quell'unità che è indispensabile per non uscire sconfitti dai 5 Stelle. Contro i quali Berlusconi non ha lesinato duri attacchi, con siluri anche per gli elettori grillini: “Chi vota per i Cinque Stelle è una persona che non ragiona, che non ha testa. Vogliono un uso politico della giustizia contro i loro avversari politici, e anche questa è una ragione per non votarli mai”. Qualche bordata anche alla sinistra e ai disastri di Crocetta, ma sono i pentastellati gli avversari da battere e il discorso del Cavaliere lo conferma.

Per battere Cancelleri, però, servono tutte e due le destre, lasciando in un cantuccio le loro contraddizioni. Oggi a Catania ci sono i tre leader nazionali ma non una manifestazione unitaria: Berlusconi e Salvini comizieranno a breve in due luoghi diversi. Indiscrezioni rilanciate dall'Ansa vogliono che il Cavaliere, il leader leghista e Giorgia Meloni ceneranno insieme in un ristorante del centro storico. Al momento di più non si può chiedere ai due centrodestra.