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Regionali, Assenza star di Ragusa
Gli altri deputati eletti all'Ars


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Il delfino di Musumeci entra a palazzo dei Normanni per la seconda legislatura consecutiva.

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RAGUSA - Lo spoglio non è ancora finito quando Giorgio Assenza, primo degli eletti in provincia di Ragusa con #DiventeràBellissima, si affaccia dal palco di piazza Fonte Diana, a Comiso, per ringraziare i suoi concittadini degli oltre 2700 voti ricevuti. Il delfino ragusano di Nello Musumeci è stato sommerso di voti dai compaesani e da una provincia intera: alla fine, per lui, sono circa 7 mila preferenze. Assenza, nel corso della campagna elettorale, aveva incassato il sostegno di alcuni movimenti come “Insieme” e il movimento civico Ibleo: entra a palazzo dei Normanni per la seconda legislatura consecutiva.

Durante il governo Crocetta si era battuto nei ranghi dell’opposizione, costretto a un esilio forzato dal Pdl a Forza Italia. Alla vigilia del voto, però, l’avvocato si era sganciato da Micciché e Berlusconi per confluire nel contenitore creato ad hoc da Musumeci: “Mi auguro che #DiventeràBellissima – ha detto a caldo il deputato - diventi un vero e proprio movimento regionale, strutturato su base territoriale, che faccia da catalizzatore di tutte le migliori esperienze civiche della Sicilia e che contribuisca fortemente al rinnovo della classe dirigente. I prossimi cinque anni – ha aggiunto – ci vedranno impegnati per cercare di far ripartire la Sicilia, frenata dal governo Crocetta e, più in generale, da anni di governo non certo esaltanti, sia di centrodestra che di centrosinistra”.

Il trasferimento di Assenza da Forza Italia a Diventerà Bellissima ha lasciato spazio a un nuovo ingresso per i “berluscones”. Si tratta di Orazio Ragusa, che proprio in extremis si è garantito l’Assemblea Regionale dopo un durissimo testa a testa con Giovanni Mauro, ex presidente della provincia di Ragusa e senatore in carica (è stato eletto in Campania nel 2013), che avrebbe dovuto far parte anche della squadra assessoriale di Musumeci. Orazio Ragusa, proprio a qualche mese dal ritorno alle urne, aveva ufficializzato il passaggio da Alternativa Popolare a Forza Italia, voltando le spalle al governo Crocetta – di cui era stato sostenitore – e senza mai negare i motivi di convenienza politica: con Alfano le chance di tornare all’Ars sarebbero risultate pressoché nulle. La rielezione di Ragusa, alla sua quarta presenza a Palermo, si è resa possibile grazie all’immenso bacino di voti, più di 2 mila, che gli ha garantito la sua roccaforte barocca: Scicli.

Il terzo deputato, anche in questo caso riconfermato, è Nello Dipasquale del Partito Democratico. L’ex sindaco di Ragusa, con un passato in Forza Italia e nel Megafono, ha conquistato il seggio con circa 6 mila preferenze. Buona parte gli arrivano dalla sua città, che in questa tornata, oltre ad aver garantito un considerevole apporto alla causa grillina (in città il M5S si attesta al 39%), ha dimostrato che il primo amore non si scorda mai. Dipasquale batte Pippo Digiacomo, ex sindaco di Comiso e presidente uscente della commissione Sanità dell’Ars, cui non bastano 4 mila preferenze. “Il mio obiettivo è stato sempre quello di portare un valore aggiunto alla città di Ragusa e a tutta la provincia iblea – ha dichiarato Dipasquale -. Ho lavorato in questi anni e i cittadini l’hanno compreso e mi hanno riconfermato. Sarò naturalmente, come sempre, a disposizione di tutti”.

Nel Movimento 5 Stelle, infine, la spunta Stefania Campo, ex assessore alla Cultura del comune di Ragusa, che si è aggiudicata in volata il testa a testa con Vanessa Ferreri, deputata uscente e inserita alla vigilia nel listino di Cancelleri. I pentastellati si confermano la prima lista in provincia con oltre il 31%. Forza Italia, vicinissima al 17%, precede di un’incollatura il Pd, fermo al 16,3%. La lista di Assenza e Musumeci, #DiventeràBellissima, supera il 13 e contribuisce all’affermazione del centrodestra, che sfonda il muro del 38%. Rispetto alla media regionale, buon risultato per Fava: la coalizione dei Cento Passi per la Sicilia sfiora il 10%. Gli elettori ragusani, invece, bocciano sonoramente Alternativa Popolare e Udc, rispettivamente fermi a 1,2% e 1,8%.