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L'inchiesta di Messina

Arrestato il neo deputato De Luca
L'accusa: evasione fiscale


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Eletto all'Ars con l'Udc, è ai domiciliari. Il partito: "Fiducia nei magistrati". Il M5s attacca


MESSINA - Domenica l'elezione all'Ars nella lista dell'Udc, oggi l'arresto per "evasione fiscale". Cateno De Luca, rieletto al parlamento regionale sotto le insegne dell'Udc, è finito ai domiciliari in una indagine che vede complessivamente dieci indagati.

Il provvedimento cautelare che riguarda il neo depoutato, leader del movimento Sicilia Vera e già sindaco di Fiumedinisi, è stato emesso dal gip del Tribunale di Messina "a conclusione di articolate e complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina e della Compagnia Carabinieri di Messina Sud".

Ai domiciliari anche Carmelo Satta. I due sarebbero "promotori di un'associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di una rilevante evasione fiscale di circa 1.750.000 euro".

Le indagini hanno individuato un reticolo societario facente capo alla Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori e alla società Caf Fe.Na.Pi srl riconducibile, direttamente o indirettamente, a De Luca e Satta. Lo schema prevedeva, secondo l'accusa, la creazione di costi inesistenti, trasferendo materia imponibile dal Caf alla Federazione Nazionale, in virtù del regime fiscale di favore applicato a quest’ultima. Da qui il notevole risparmio di imposta.

Oltre alle due persone arrestate, altre otto sono state deferite a piede libero. Sequestro preventivo per equivalente fino all’ammontare dell’indebito risparmio di imposta, sia nei confronti degli arrestati che nei confronti della società Caf.

Il leader di Sicilia Vera era già finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta per la costruzione di un albergo e di una serie di villette a a Fiumedinisi, il paese del Messinese di cui era sindaco. La Cassazione. però, stabilì che la misura cautelare non doveva essere applicata. Per De Luca arrivò comunque il rinvio a giudizio. Si attende la sentenza nelle prossime settimane.

E intanto, l'ufficio stampa nazionale dell'Udc diffonde una nota: "Fiducia nei magistrati, ma le nostre liste sono state preparate con la massima diligenza". Parla anche Giancarlo Cancelleri, il candidato del Movimento cinque stelle sconfitto da Musumeci nella corsa alla Presidenza della Regione: "Sugli 'impresentabili' avevamo ragione".

"Questo è un fatto gravissimo ma non è il primo, auguriamoci che possa essere uno degli ultimi". Lo afferma la presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, in riferimento all'arresto di De Luca. "L'esito della mostra inchiesta sarà reso noto non appena completato. Il nome di De Luca - ha sottolineato Bindi, in riferimento al lavoro della Commissione sugli impresentabili, a margine di un convegno alla Fondazione Luigi Sturzo - era un nome non solo segnalatoci dal candidato Cancelleri, ma anche dalla prefettura e dalla procura competente. È l'ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l'elettorato attivo e passivo nel nostro Paese sono insufficienti".