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Enna

"Sfrattati e senza stipendi"
Rifiuti, la protesta dei lavoratori


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La lettera aperta: "Da un anno e mezzo non riceviamo alcuna retribuzione".

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dei lavoratori del comparto rifiuti di Enna.

La misura è colma: i lavoratori dei CCR, dei servizi provinciali, degli impianti, tecnici-amministrativi reclamano da più di un anno e mezzo i loro stipendi ed oltre questo enorme danno devono subire la beffa di non aver visto concluso, in questi giorni, il programma che proprio la SRR aveva previsto più di due mesi fa a seguito di un accordo sindacale che ne aveva sancito principi e tempi ben precisi; si sarebbe dovuto concludere prima della fine di ottobre ma soltanto pochi cantieri e personale amministrativo hanno visto raggiunto l’obiettivo mentre più della metà del comparto rifiuti aspetta ancora risposte.

Inoltre, come era già avvenuto mesi addietro, nella giornata di mercoledì 8 novembre il personale tecnico amministrativo è stato costretto a lasciare lo stabile dove ha sede l ATO EnnaEuno a seguito di uno sfratto dovuto per i 150 mila euro di affitto di diversi mesi non pagato; oggi i lavoratori si trovano ad essere ospitati presso la sede legale dell’ambito che è l’ex Provincia Regionale di Enna senza poter espletare i loro compiti e quindi declinano ogni responsabilità per quanto concerne le loro funzioni.

Assistono attoniti ad un fallimento che è stato preannunciato e che di fatto potrebbe avvenire nei primi giorni del mese di dicembre, tutto ciò a seguito di una totale assenza anche dei sindaci dei vari comuni che sono i soci che non versano neanche il relativo deliberato ed in più dal 2008 non approvano i bilanci dell’ente.

Neanche dalla Regione, in questi ultimi mesi, si sono avute le risposte che attraverso l’azione dei commissari avrebbero dovute concretizzarsi.

L’ appello che tutti i lavoratori lanciano è quello che la politica tutta sia responsabile ed affronti una volta per tutte le problematiche del settore, in uno con i sindacati per trovare le giuste soluzioni, che ormai da più di un anno si è involuta. Si augurano, in tal senso, che il silenzio che da tempo perdura rispetto alle soluzioni che i lavoratori tutti attendono non sia una risposta di fronte a queste annose vicende che ormai, purtroppo, altro non sono che un dramma sociale e che presto ci si possa confrontare, con tutte le parti interessate, per porre la parola fine a questa emergenza che perdura da troppo tempo.