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L'inchiesta

"Venticinque euro a voto"
Tamajo non risponde


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, Politica

"Avrei voluto rispondere, accetto l'imposizione dei miei avvocati". Chiederà una nuova convocazione.


PALERMO - "Avrei voluto rispondere, ma accetto l'imposizione dei miei avvocati che mi hanno consigliato di avvalermi della facoltà di non rispondere". Sono queste le uniche parole pronunciate da Edy Tamajo, neo deputato regionale indagato dalla Procura della Repubblica per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

Stamani, come da convocazione del procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Fabiola Furnari, Tamajo, il più votato a Palermo, si è presentato al secondo piano del Palazzo di Giustizia. Ad accompagnarlo gli avvocati Giovanni Castronovo e Nino Caleca. A loro si deve la scelta tecnica di non rispondere. Tamajo però ha detto che sarà lui stesso a chiedere una nuova convocazione quando avrà la possibilità di conoscere gli atti dell'indagine. Un'indagine delicata secondo la quale Tamajo avrebbe promesso ad alcuni galoppini 25 euro a preferenza raccolte nella popolare zona di Ballarò.

Una Discovery che potrebbe arrivare in parte a breve visto che oggi i difensori hanno presentato istanza al riesame contro il sequestro della documentazione prelevata nel comitato elettorale di Tamajo a Partanna Mondello. Si tratta di elenchi con alcuni nominativi di persone, amici e sostenitori dell'onorevole con l'indicazione delle preferenze che avrebbero potuto raccogliere. Nulla di illecito secondo la difesa, ma un semplice calcolo di probabilità anche in vista del superamento dello sbarramento elettorale della lista di Sicilia Futura che ha candidato Tamajo.