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La retromarcia a metà di Messinese
Richiamati due assessori in giunta


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Il sindaco ex M5s è politicamente isolato.

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GELA (CALTANISSETTA) - Domenico Messinese è politicamente isolato. Il sindaco di Gela, eletto con il Movimento cinque stelle, e ora indipendente, resta solo. Dopo l'azzeramento della giunta, sono andati a vuoto i tentativi di costituire un nuovo esecutivo con Pd, Forza Italia e grillini. Dunque, al momento, nessuna rappresentanza in consiglio comunale. L'unica novità, nelle ultime ore, è rappresentata dall'ingresso in giunta di Giambattista Mauro, 48 anni, architetto, che gravita nell'ambito del gruppo dei socialisti locali, e dal rientro del vicesindaco Simone Siciliano (l'uomo delle super deleghe, 12 in tutto) e di Fabrizio Morello, titolare del Bilancio, almeno fino alla vecchia giunta.

Di deleghe, ancora, manco a parlarne. In un comunicato stampa il primo cittadino fa sapere che a sollecitare la ricostituzione urgente dell'amministrazione comunale è stato il settore affari legali “per procedere agli espropri nell'area dell'attuale tribunale" che il Tar, mesi addietro, dichiarò "abusivo" per via di una insoluta controversia sugli espropri. L'immobile, "sanato" in extremis dal consiglio comunale che lo ha acquisito al patrimonio indisponibile della città, rischiava la demolizione.

Intanto, gli ormai ex assessori di Messinese si tolgono qualche sassolino dalla scarpa. Flavio Di Francesco e Francesco Salinitro, che detenevano le deleghe ai Lavori Pubblici e alla Cultura, raccontano "con rammarico che la svolta, in negativo" è giunta con le Regionali "quando il sindaco e altri due assessori della giunta scelgono, senza consultazioni interne, lo schieramento di sinistra avverso al quale questa squadra si era elettoralmente e politicamente formata". Insomma, Di Francesco e Salinitro virano a destra perché considerano "positivamente" la parte di programma di quello schieramento "che prevede di aggiornare l'ormai obsoleta legge urbanistica regionale". Posizioni espresse in una nota.

"Nonostante ciò, e senza diverso pronunciamento di Sviluppo Democratico, il partito del sindaco, quella parte della giunta appoggia Ap, e in esso un suo candidato, l'Ingegnere Angelo Caci, mostrando che si trattava di scelta non dell’ultima ora - si legge nella nota -. A parte i non trascurabili aspetti politici della scelta, i risultati elettorali in Ap risulteranno piuttosto deludenti". Da qui l'azzeramento, o "azzeramento bluff", secondo il consigliere forzista Salvatore Scerra, di Messinese.

E se anche il sindaco dovesse ritenere che si siano ricreate le condizioni per ritorno in giunta dei due,  Salinitro e Di Francesco fanno sapere che "non sussistono più le condizioni politiche e operative per continuare una esperienza che sino ad un certo punto del suo percorso è stata perfino entusiasmante". Evidentemente è questa un’altra certezza di questo caldo periodo politico in una città che, sommersa da emergenze e problemi, non ne aveva proprio bisogno.