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Il retroscena

Salta la direzione del Pd
Raciti finisce sulla graticola


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Riunioni tra le correnti tra Palermo e Caltanissetta. Il segretario nel mirino.


PALERMO - Come non detto, non c'è fretta di convocare la direzione regionale del Pd. La riunione di lunedì 4 è stata rinviata a data da destinarsi su richiesta dello stesso Matteo Renzi. Il segretario regionale Fausto Raciti ha avvisato oggi i suoi, ma nel frattempo un'ampia fetta di partito oggi si è riunita convenendo sulla necessità di un passo indietro da parte del segretario regionale.

La tensione interna al partito è alta. Oggi a Caltanissetta si è svolta una riunione dell'area Orlando, molto critica dopo il voto verso i vertici regionali del partito. E nel pomeriggio si sono visti a Palermo diversi big dell'area Renzi, sia i faraoniani sia l'Areadem di Franceschini. Nell'aria un redde rationem interno al partito dopo la sconfitta delle Regionali. Nel frattempo, Renzi ha annunciato il suo arrivo nell'isola proprio con lo scopo di ricomporre le fratture post-elettorali.

La riunione palermitana è stata molto affollata. Presenti diversi segretari provinciali, il sottosegretario Davide Faraone, alcuni deputati regionali come Giuseppe Lupo, Baldo Gucciardi, Luca Sammartino, Franco De Domenico, Michele Catanzaro e altri dirigenti dem come Marika Cirone e Giuseppe Bruno. Abbastanza univoco il tenore degli interventi: una netta critica verso la gestione del dossier elezioni da parte del segretario regionale Fausto Raciti, per il quale questo pezzo ampio di partito valuta la possibilità di dimissioni anticipate. Un passaggio che richiederebbe l'affidamento del partito a un organismo che lo traghetti verso il congresso regionale del 2018.

Tra le scelte contestate al segretario la mancanza di discontinuità rispetto all'esperienza di governo di Rosario Crocetta. Significativo delle annose contraddizioni del Pd siciliano è che questa obiezione arrivi da un'area che nel governo regionale di Crocetta contava almeno quattro assessori. L'area renziana, in particolare i dirigenti nazionali del partito, concordò con Leoluca Orlando la candidatura di Fabrizio Micari alla presidenza della Regione: il rettore di Palermo ha ottenuto il 5 novembre ben centomila voti in meno rispetto alla sua coalizione. Una scelta, dunque, quella di Micari, non imputabile a Raciti, che oggi però potrebbe pagare per intero il prezzo della sconfitta elettorale. Decisivi saranno i prossimi giorni, nei quali ci sarà la discesa in Sicilia del segretario Renzi.