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L'indagine

Siracusa, dubbi sul fertilizzante
La Procura apre un'inchiesta


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, Siracusa
Il Tribunale di Siracusa

I terreni agricoli sotto i riflettori dei giudici.

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SIRACUSA - Dubbi su un fertilizzante che starebbe nuocendo a terreni agricoli nel Siracusano. Il sospetto della Procura di Siracusa è che il compost utilizzato per concimare almeno quattro ettari di terreni di contrada Carancino (frazione di Belvedere), possa arrivare dal traffico illecito di fanghi da depurazione, urbani e industriali. L’inchiesta è nella fase embrionale ed è condotta dal pm Antonino Nicastro. Il nucleo investigativo del Nictas insieme con l’Arpa ha già effettuato i primi campionamenti e le prime analisi sui terreni e sul fertilizzante “equivoco”.

Una prima verifica degli inquirenti avrebbe confermato i dubbi secondo cui il compost provenga da un impianto “già sotto sequestro dalla Dda di Reggio Calabria”. Gli impianti di compostaggio che hanno subito il sequestro di quote societarie dalla Dda calabrese in Sicilia orientale sono tre: due in provincia di Catania e uno in provincia di Siracusa. L’accusa è che avrebbero trasformato, illecitamente, in compost fanghi provenienti dal depuratore di Gioia Tauro che andavano invece destinati allo smaltimento.

Alcuni di questi impianti hanno già ottenuto il dissequestro da parte del tribunale del Riesame, ma restano sotto inchiesta per traffico illecito di rifiuti in concorso. La Procura di Siracusa sta cercando di accertare l’effettiva natura del fertilizzante e l’attinenza tra le due vicende. L’inchiesta siracusana nasce da un esposto di cittadini e imprese agricole che hanno denunciato l’improvvisa e eccessiva presenza di larve e mosche, accompagnata da un odore nauseabondo, in almeno quattro ettari di terreni di contrada Carancino, nella zona di Belvedere.