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La sentenza d'appello a Messina

Il processo 'Villa Corallo'
Assolto il pm Maurizio Musco


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Il magistrato siracusano prosciolto da ogni accusa "perché il fatto non sussiste".

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, Siracusa
SIRACUSA - La Corte d’appello di Messina ha assolto il sostituto procuratore di Siracusa Maurizio Musco, coinvolto in uno dei filoni del caso 'veleni in Procura', dall'accusa di tentata concussione, "perché il fatto non sussiste". Musco a marzo era stato condannato in primo grado a tre anni e otto mesi. Il magistrato aveva chiesto alla corte una riforma parziale della prima sentenza, che escludesse la contestazione della “forma continuativa” del reato. Per il resto una sostanziale conferma.

È arrivata, invece, l'assoluzione. Sei ore di arringhe difensive hanno caratterizzato il processo d’appello. Cinquanta minuti è durata la camera di consiglio. Tra i difensori del pm siracusano Marcello Maddalena, già giudice istruttore a Torino negli anni Settanta, in piena lotta al terrorismo, poi procuratore capo sempre a Torino, titolare di inchieste quali Telekom Serbia. In pensione dopo essere stato dal 2009 alla guida della Procura generale della città della Mole, ha ripreso la toga d’avvocato proprio per difendere Musco in questo processo penale.

La vicenda risale al 2007 ed è passata alle cronache con l’appellativo di “Villa Corallo”. In quella villa privata, ad Augusta, durante una festa ci fu un’ispezione della polizia. Musco era tra gli ospiti. Secondo l’accusa qualche giorno dopo Musco, nella funzione di pm della Procura di Siracusa, convocò gli agenti di polizia che avevano condotto i controlli iscrivendoli nel registro degli indagati per presunte gravi irregolarità commesse: il tutto per farli desistere dalle indagini. Il dirigente del commissariato, Pasquale Alongi, aveva poi presentato una denuncia dalla quale era scaturito il procedimento trattato in questo appello. Che si è concluso con l’assoluzione del magistrato perché "il fatto non sussiste". "Oggi è stata annullata una condanna – ha detto Musco - relativa a un processo che non doveva neanche iniziare".