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Il giorno dell'udienza

Fallimento del Palermo calcio
Giammarva: "I conti sono ok"


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Il presidente del Palermo calcio Giovanni Giammarva

Il club deposita la contro perizia. Il presidente: "Siamo sereni". Il 16 dicembre nuova convocazione

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PALERMO - Tra i creditori del Palermo Calcio ci sarebbero non solo procuratori dei calciatori, banche e Agenzia delle entrate, ma anche società di factoring. Il factoring è un contratto con il quale l'impresa cede a una società specializzata i propri crediti esistenti o futuri, al fine di ottenere subito liquidità. Il Palermo sarebbe ricorso a queste società quando ha ceduto alcuni calciatori. Negli ultimi anni la società ha ricavato ricche plusvalenze dalla vendita di Paulo Dybala e Franco Vazquez. La cessione di crediti rientrerebbe tra i debiti del Palermo. E' questa l'ipotesi della procura di Palermo che ha inoltrato una istanza di fallimento e questa mattina si è aperta l'udienza prefallimentare davanti al giudice Giuseppe Sidoti.

Gli avvocati del Palermo calcio hanno presentato una memoria e una relazione tecnica per controbattere all'istanza fallimento. Entro giovedì prossimo i pm Francesca Dessì e Andrea Fusco potranno presentare una memoria. L'udienza, durata una ventina di minuti, è stata infatti aggiornata al 16 dicembre, data in cui il giudice, sentite le parti, potrebbe riservarsi sulla decisione. Se così fosse, la decisione potrebbe arrivare prima della fine dell'anno e consentire al Palermo - in caso di rigetto dell'istanza - di procedere con più tranquillità al mercato di gennaio in vista della seconda parte del campionato di Serie B che vede la squadra rosanero capolista.

Secondo i pm, il Palermo ha debiti per 62,9 milioni di euro cui 9,2 milioni nei confronti dell'erario e 280 mila verso istituti di previdenza e sicurezza, di cui 5 milioni non pagati; patrimonio netto negativo al 30 giugno 2017 di 18,3 milioni; la previsione dei flussi di cassa al 30 giugno prossimo è negativo (meno 27,7 milioni); c'è anche un omesso versamento di Iva per un milione e 800 mila euro. A rendere problematica la situazione contabile ci sono anche un "piano di ammortamento del debito erariale - scrivono i pm - pari a soli 8 milioni di euro al 30 giugno 2017, concluso a fronte dell'incapacità di sostenere l'unitario pagamento", il pignoramento di 200 mila da parte di Riscossione Sicilia per un debito che la società ha nei confronti della Federcalcio e la revoca del fido bancario da parte di Unicredit. Di parere opposto i legali della società e il presidente Giovanni Giammarva che nei giorni scorsi ha parlato di un'istanza di fallimento fatta di "mere previsioni, superficiali e inconsistenti".

Il Palermo ha presentato già i documenti contabili e oggi ha depositato una consulenza più dettagliata. "Abbiamo molta serenità e fiducia nella magistratura - ha detto questa mattina Giammarva - Si tratta di magistrati bravissimi. Inoltre, avendo visto le carte non possiamo che stare tranquilli. Non ho alcun dubbio sui conti del Palermo - ha proseguito -. I tifosi, dal mio punto di vista, possono stare tranquilli. Poi è il Tribunale che deve decidere. Spero presto, per tanti motivi. Sul mercato di gennaio preferisco non rispondere. Sono decisioni e strategie che non spettano a me.

"Non riteniamo che ci siano rischi di fallimento, il mercato di gennaio sarà sereno" ha assicurato l'avvocato del Palermo, Francesco Pantaleone. "Quello che ho letto, quello che ho esaminato nelle carte, nei bilanci - ha spiegato ancora Giammarva - ci fa stare sempre più tranquilli".