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Renzi: "Infrastrutture decisive
I fondi ci sono, tanti cantieri"


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Foto Mandarà

Il segretario del Pd fa tappa nella provincia iblea e incontra la squadra di basket femminile di A1

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RAGUSA - "Il tema principale è quello delle infrastrutture. Mai come in questa fase storica vi è una disponibilità economica di fondi pubblici da investire. Molti cantieri si stanno mettendo in modo, per questo sarebbe ingiusto dire che non è cambiato nulla". Matteo Renzi, segretario e leader del Partito democratico, ha fatto tappa a Ragusa. Assieme a lui il fido scudiero Davide Faraone e il neo-deputato regionale Nello Dipasquale. Durante la visita alla società di basket della Virtus Eirene – che milita nel massimo campionato di A1 femminile – l'ex premier si è soffermato sull'emergenza siciliana, cioè lo stallo infrastrutturale: "Il vero problema adesso è concretizzare i progetti già avviati. Fare in modo che decollino. Mi vengono in mente tutte le strade che sono in via di costruzione, come la Caltanissetta-Agrigento. Ragusa, inoltre, è la provincia più a Sud, quella che soffre di più il rischio isolamento. Su di essa bisogna investire".

Renzi si aggrappa alla speranza e ai buoni propositi, ma porta con sé una buona dose di realismo: "Ci siamo mossi, e anche tanto. La gente però non vede ancora dei risultati. Nonostante fosse un comune in mano ai Cinquestelle, a Ragusa abbiamo dato tanti denari. Ma era giusto così". L’agenda dei lavori prevede la sistemazione del raccordo con Ibla e, storia recentissima, la metropolitana di superficie, per la quale sono stati stanziati 18 milioni di euro: "Il problema in Italia non è trovare i fondi - continua Renzi nella sua disamina -. O meglio, è anche quello. Se avessero trovato i fondi venti o trent'anni fa, forse, oggi avremmo inaugurato qualche nuova opera. Ma la cosa più importante in questa fase è passare dalle parole ai fatti. Se ci penserà qualcun altro dopo di noi a tagliare il nastro, andrà bene lo stesso".

L'ex capo del governo, dopo il recente forfait di Pisapia e Alfano, glissa sui temi di politica nazionale: "Il mio tour, che termina con la visita a Ragusa, Siracusa e Catania, è stato un viaggio di ascolto in mezzo alla gente. E non dentro le dinamiche del Pd o della sinistra. Per affrontare quei temi ci saranno altri momenti e altri luoghi". In mattinata Renzi aveva onorato la memoria di Rosario Livatino, ad Agrigento, in compagnia del ministro della Giustizia Orlando. In questi giorni è passato anche da Gaggi, Enna, San Cataldo, Marsala: "I chilometri percorsi in questi mesi ci hanno permesso di dare uno spaccato della bellezza dell’Italia. Ragusa è l’esempio migliore di cosa vuol dire bellezza".

Prima di risalire in macchina, si sofferma con un gruppo di vigili del fuoco precari, che espongono uno striscione e restano in attesa di conoscere il loro destino. Non manca un duetto con un simpatizzante, che dalle tribune del PalaMinardi gli chiede di alzare la voce e spiegare il suo progetto di governo: "Questo è il momento in cui voi dovete parlare – spiega Renzi - facciamo un po' per uno. In questo giro della Sicilia volevo prendere uno spunto da ogni tappa effettuata. Tornerò di sicuro in campagna elettorale, ve lo prometto".

"Quella di Ragusa era la tappa dello sport – approfondisce l’ex premier -. La squadra della Passalacqua sta raggiungendo traguardi importanti in tutta Europa. Parlare con queste ragazze ci ha permesso di tirare fuori temi interessanti: ad esempio la maternità per le sportive, gli investimenti per le donne che fanno sport, l'impiantistica che va migliorata". Renzi scambia due chiacchiere con le giocatrici, americane comprese. Poi saluta i ragazzi del basket in carrozzina, che sabato scorso hanno disputato la prima partita di Serie B. E rimane colpito dal palazzetto che lo accoglie: "E’ davvero bello. Lo sport e gli impianti possono aiutare la crescita di un territorio. Ma se non si fanno le strade è un casino…".