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Piccitto non si ricandida
Ecco i possibili successori


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, Ragusa, Politica

Non ci saranno ripensamenti. I motivi di un lungo logoramento.

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RAGUSA- Federico Piccitto, il sindaco pentastellato di Ragusa, ha scelto di non ricandidarsi alle elezioni della prossima primavera. Lo ha comunicato nel corso di un incontro con i consiglieri comunali del Movimento. Dal primo cittadino non c’è ancora alcuna comunicazione ufficiale, ma gli spifferi sono fortissimi e non lasciano spazio a eventuali ripensamenti. Alla base della rinuncia di Piccitto ci sarebbero motivazioni di carattere personale, ma la sensazione è che il sindaco sia logoro dopo cinque anni di governo della città. Giusto qualche settimana fa Piccitto ha perso la maggioranza in Consiglio comunale per l’abbandono di Gianna Sigona, che è stato solo l’ultimo addio in ordine di tempo: “Non condivido più la linea del Movimento” era stata la motivazione addotta. Quella della Sigona e di molti altri che l’avevano preceduta.

E’ stata una legislatura faticosa, in cui – oltre a governare – il sindaco si è dovuto occupare di tenere insieme i pezzi. La giunta ha vissuto un perenne “sliding doors”, tanto che degli assessori iniziali, ad eccezione del fidato vice-sindaco Iannucci e Stefano Martorana (Risorse economiche e patrimoniali), non c’è più traccia. In tanti se ne sono andati per volontà propria, vedi la neo eletta deputata regionale Stefania Campo e l’assessore designato di Cancelleri, Salvo Corallo; qualcun altro, invece, è stato revocato dal suo incarico, e ha poi obiettato che Piccitto seguisse la teoria dell’”uomo solo al comando” e chi critica “ha in sorte l’epurazione”. E’ il caso di Flavio Brafa, Claudio Conti e Giuseppe Dimartino, fra i primi ad abbandonare la barca.

Il quadro è impietoso: il Movimento 5 Stelle, al di là dei risultati amministrativi che sono tuttora oggetto di discussione, più che unire ha diviso. L’ingegnere Piccitto aveva superato il ballottaggio di quattro anni e mezzo fa con il 70%. Anche alle ultime elezioni Regionali, Ragusa si è confermata una città grillina (alla lista sono andati il 35% dei consensi). Segno che, al di là delle persone in campo, l’onda della protesta e dell’anti-politica è una fiamma sempre accesa. Ma il sostegno non va disperso con inutili faide interne. Il primo cittadino uscente, nel corso degli ultimi incontri, ha individuato in Massimo Iannucci il suo successore. Occorrerà capire i criteri con cui materializzare la scelta: una consultazione dei meetup, le Comunarie online o una indicazione dall’alto? L’attuale vice-sindaco, che in questi anni è riuscito anche a brillare di luce propria, resta il candidato più papabile.

Attorno ai 5 Stelle la situazione resta fluida. Peppe Calabrese, segretario locale del Partito Democratico, ha avanzato la propria candidatura nell’ambito di un centro-sinistra che, però, deve ancora imparare a conoscersi. Alle primarie, che Calabrese auspica (eventualmente) di svolgere entro gennaio, potrebbe partecipare il movimento Territorio di Nello Dipasquale, eletto con il Pd all’Ars. Nessuna risposta invece da Giorgio Massari, che da sei mesi ha incarnato la spinta civica di sinistra e si è messo alla guida di “Ragusa Prossima”, candidandosi alla poltrona più importante.

Anche nel centro-destra l’incertezza regna sovrana. O meglio: l’unica cosa certa è l’alleanza fra Diventerà Bellissima, il movimento di Nello Musumeci che in provincia è rappresentato dall’onorevole Giorgio Assenza (alla sua seconda legislatura da deputato regionale), e “Insieme”, il movimento civico dell’imprenditore Giovanni Occhipinti, che vantava già cinque consiglieri comunali prima dello spacchettamento avvenuto qualche settimana fa e propedeutico a rinsaldare l’alleanza con Assenza. Il nome del candidato, su cui si lavora da tempo, è quello dell’ingegnere Maurizio Tumino. “Insieme” chiede una federazione civica e unitaria capace di portare alla vittoria il centro-destra. Ma sarà, anche in questo caso, una trattativa complessa.

Sempre nell’ambito del civismo, con un evento denominato “La forza del popolo”, si è presentata alla città Sonia Migliore, consigliera comunale in carica con Lab 2.0. I suoi fan la vorrebbero sindaco e la stessa Migliore (pare) non farà nulla per impedirlo. Sul fronte dei moderati, sarà fondamentale capire i passi di Forza Italia, uscita rigenerata dalle ultime elezioni (quasi il 16% a livello locale). In città il partito fa riferimento al senatore Giovanni Mauro, che alle Regionali ha mancato di un soffio la “promozione”. Sarà Forza Italia, inevitabilmente, a decidere il numero dei concorrenti per la poltrona da primo cittadino. Cinque anni fa le divisioni impedirono al centro-destra di accedere al ballottaggio e spianarono la strada alla vittoria dei Cinque Stelle.