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Aeroporto, la Camera di commercio
vende le sue quote in Gesap


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, Economia

Ad annunciarlo il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo.

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PALERMO – La Camera di Commercio di Palermo venderà le quote azionarie della Gesap, la società che gestisce aeroporto Falcone-Borsellino. L'annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa nello scalo palermitano, dove in mattinata sono state inaugurate le due piste interessate da lavori strutturali e di rifacimento del manto. I lavori, che hanno tenuto impegnato l'aeroporto per 46 giorni, sono costati più di 20 milioni di euro e fanno parte di una più grande opera di ammodernamento dell’impianto che nel 2018 proseguirà nel terminal.

Gli interventi hanno interessato entrambe le piste dello scalo palermitano, la 02/20 e la 07/25, a cui è stata rifatta la pavimentazione. In più, le lampade alogene dei segnali luminosi a terra sono state sostituite con più moderni sistemi a led, ed è stata ripristinata la segnaletica orizzontale. Le opere hanno richiesto 46 giorni di lavorazione, con nessuna interruzione del traffico aereo e nessun ritardo rispetto agli accordi presi con Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. In questo modo l’aeroporto palermitano ha raggiunto standard più elevati di sicurezza adeguandosi ai livelli europei. A guidare il raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato l'appalto la Bacchi srl, mentre la direzione lavori era stata affidata da Gesap a Ricerca Viabilità Ambiente srl.

Quelli sulle piste sono solo l’inizio di un piano di opere per ottanta milioni di euro che coinvolgerà l’aerostazione di Punta Raisi nel 2018, e che ne rivoluzionerà soprattutto il terminal. “Questa esperienza conferma ancora una volta che siamo sulla strada giusta – dice Fabio Giambrone, presidente di Gesap - in 46 giorni abbiamo iniziato e concluso i lavori di riqualifica della pavimentazione delle piste di volo, che consentono, per i prossimi 25 anni, di tenere in sicurezza le piste del nostro aeroporto. Credo sia molto importante che questo aeroporto abbia firmato un accordo con Enac su un piano di investimenti e lo abbia rispettato: anche questa rappresenta un'inversione rispetto al passato, e dal 2018 continueremo sul terminal”.

Un’apertura di cantiere, quella rappresentata dai lavori sulle piste, di cui parla anche Vito Riggio, presidente di Enac: “Noi, come Ente, diamo in concessione gli impianti a delle società che hanno il compito di migliorare la qualità dei servizi e fronteggiare l'enorme aumento di traffico che si registra in tutto il paese, in special modo nel mezzogiorno. Le società hanno l'obbligo di fare gli interventi e L'Enac di controllare, ma nel caso di Palermo non c'è stato bisogno perché i tempi sono stati compatibili con gli impegni presi. Ora andiamo verso una seconda fase – conclude Riggio - di miglioramento dell'aerostazione da un punto di vista strutturale ma anche dal punto di vista estetico, perché questo è un aeroporto nato troppi anni fa e bisogna metterlo in condizione di sostenere il traffico che a Palermo va aumentando”.

“Possiamo dire missione conclusa e missione in corso”: per il sindaco di Palermo, il rifacimento delle piste e il rispetto dei termini di consegna confermano l’esistenza di “un'azienda pubblica sana con il bilancio sano che fa investimenti non con le casse degli enti proprietari, dato che la città di Palermo non ha sborsato un euro per i lavori sulle piste. Gesap realizzerà altri lavori per ottanta milioni di euro di investimenti – conclude Orlando - che serviranno a rendere questo aeroporto più competitivo e a dare un nuovo ruolo alla città di Palermo”.

È il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo a dare la notizia di una cessione di quote di Gesap da parte della Camera di commercio di Palermo, e di un interesse da parte dello stesso comune di Cinisi ad acquistarne alcune: "Per Cinisi l'aeroporto è un servizio essenziale per il territorio come l'acqua e i rifiuti - dice Palazzolo -. Dobbiamo puntare sulla ricapitalizzazione e approfittare della vendita delle azioni Gesap della Camera di Commercio per acquistarle anche se ancora non so in che misura. Il comune di Cinisi detiene il 2,2 per cento, vogliamo raddoppiarle”.